Indagando Quei Bicefali. Un mese vissuto cabalisticamente.


LORENZO BARBERIS.

Nota: il presente testo va letto come un gioco letterario, un divertissment in stile "Pendolo di Foucault".


Noi di Margutte, indagando quei bicefali... (L. Barberis)
Oggi, tre febbraio duemilaquindici, Santa Berlinda


Da ormai vario tempo l'artista monregalese Marco Roascio si va cimentando in una notevole operazione anagrammatica, rielaborando tutti i giorni dell'anno in un anagramma che poi posta puntualmente su Facebook.

Gli anagrammi di Roascio sono sempre curiosi, talvolta geniali, mai banali, e costituiscono una divertente operazione di stampo dadaista. Quello che lascia impressionati è la mole di lavoro insita nel realizzare questa operazione ogni giorno dell'anno, per più annate, riuscendo spesso anche a seguire vincoli comunicativi precisi.

Per esempio, e qui veniamo all'oggetto di questo doveroso articolo-omaggio, Roascio ha dedicato l'intero mese di Febbraio Duemilaequattordici a creare aforismi dedicati al sottoscritto; oppure, più finemente, a un generico L.Barberis, che potrebbe coincidere oppure no.

Un omaggio di questo tipo è possibile in pochi periodi dell'anno. Ottenuta la L puntata da Duemi-L-a, con esclusione di F e di O, di capo e di coda, il mese di F-ebbrai-O è tutto utile a produrre Barbe-I-. Il santo del giorno (che Roascio integra nella sua operazione) fornisce sempre la S; manca quindi solo una R, che non sempre viene fornita dal nome del Santo del Giorno.

Appare evidente come tale operazione possa essere compiuta solo negli anni Duemila (ma anche Mille, sarebbe stato lo stesso, anzi meglio: e idem per il Tremila e rotti: basta che ci sia un migliaio, insomma) che presentano un Tre o un Quattro nella data.

Uno, due, cinque, sei, sette, otto, nove vedono la scomparsa della consonante utile, per citare Perec: e lo Zero, pur presentando la R necessaria, la perde nella cifra complessiva (dieci, venti). L'eccezione sarà costituita dal Duemilatrenta e dal Duemilaquaranta. Più prosaicamente, tra un decennio, nel 2023, Roascio potrà nuovamente prestarmi l'omaggio di un intero Mese vissuto cabalisticamente.

Ma veniamo dunque al contenuto di questa (pur limitata) operazione, analizzando quale oscura profezia ha completato su di me il Cabalinguista.

1. Radiogoniometri Padani: alla ricerca delle energie celtiche.


Oggi, primo febbraio duemilaquindici, San Raimondo di Fitero.

Il mese cabalistico inizia ottimamente con Raimondo di Fitero, santo ermetico quant'altri mai, fondatore di un ordine neo-templarista sopravvissuto ai Templari stessi, e loro possibile sussistenza spagnola dopo la morte dell'ordine nel 1313.

Roascio anagramma la frase sovrastante e mi attribuisce questa citazione:

Qui in ufficio godemmo di radiogoniometri padani (L.Barberis)

Notiamo un curioso rapporto tra gli antichi crociati della Reconquista Spagnola e gli attuali crociati di Alberto da Giussano, reinventatisi di recente in funzione di usbergo anti-islamico.


Interessante la connessione col Radio Goniometro, in inglese un ben più massonico Radio Compass (ma Compass è la Rosa dei Venti della Bussola, ermetica anch'essa comunque, e non il Compasso), che viene molto usato, oltre che in aviazione, nella ricerca degli UFO.


I Radiogoniometri padani non possono che essere quelli di Borghezio, passato dal cacciare gli extracomunitari a cacciare gli UFO. In un futuro arriveranno presto in ogni ufficio: quindi si profetizza una avanzata dei nuovi crociati complottisti della Lega (in chiave ufologica).

Volendo, comunque, "padani" è anche interpretabile genericamente per indicare i territori del nord Italia "celtico", e i radiogoniometri potrebbero cercare non degli UFO, ma anche solo correnti di energia, ad esempio, ed essere intesi anche in senso simbolico come indizio di un mio compito (un mio "ufficio", appunto) di cercare le energie telluriche e cosmiche celate nel territorio: non tanto con strumenti scientifici, ma tramite le loro tracce culturali.

2. La Malafede su Maddalena: il sacro femminino gnostico.

Oggi, due febbraio duemilaquindici, Sant' Adalbaldo Martire

Il giorno successivo, con un santo molto minore, l'anagramma di Roascio mi fa svolgere una analisi critica negativa di un dipinto di Maddaloni.

A Maddaloni giudicai un quadro: "Male fedi bigotte". (L.Barberis)


Per evitare di irritare qualcuno, e anche perché l'idea è insita nel titolo, ipotizzo che il dipinto in questione sia simbolo di malafede bigotta in relazione a Maddaloni stessa, Kastrum Magdalae, con riferimento ad una mitica connessione con la Maddalena, per gli Gnostici vera depositaria della sapienza iniziatica e del Sang Real / San Graal. Quindi, le "malefedi bigotte" sono, come spiega Dan Brown, quelle che tengono occultato il mistero della Maddalena. E, probabilmente, uno snodo importante è quello di Maddaloni per scoprire il di lei mistero, oltre che il Colle della Maddalena qui presso di noi, in provincia di Cuneo.

Quindi, se il primo aforisma ci dà l'ambito di ricerca (i misteri del Piemonte celtico, diciamo), il secondo ci dà lo strumento (il segreto Maddalenita celato dalla malafede).

3. Indagare i bicefali: verità anagrammatiche.


Noi di Margutte, indagando quei bicefali... (L. Barberis)
Oggi, tre febbraio duemilaquindici, Santa Berlinda

Il terzo anagramma riguarda un'indagine sui "bicefali" che avrei condotto per la rivista online Margutte.

Il Giano Bifronte monregalese per eccellenza è il Giovanni Bifronte, ovvero Giolitti, originario di Mondovì, e ritratto dal vignettista monregalese Golia per l'Asino di Podrecca. Un Bicefalo modello per altri "uomini a due facce" in politica, anche ai giorni nostri (spesso, per i complottardi "illuminati", la doppia faccia dipende dall'appartenenza a Logge Segrete più o meno ermetiche). Ma a mio avviso il significato è più ampio.


Il Bicefalo per eccellenza è il Rebis, simbolo stesso dell'Alchimia, emblema della fusione degli opposti, la Coincidentia Oppositorum, la Concordia Discors, l'unione di Maschile e Femminile che si celebra anche nei riti alchemici piemontesi, unificando Dora e Po in Torino, o Bisalta e Monviso a un livello più generale, grazie all'allineamento equinoziale.


A due volti è anche il Diavolo dei Tarocchi, in realtà il Baphomet templare, ovvero il Rebis alchemico stesso. Esso incatena a sé maschile e femminile (il femminile presenta anche i tre puntini massonici...) in quanto diviene egli stesso rebis ermafrodito, androgino. Un volto, quello superno, Maschile; l'altro, sul ventre, femminile.



Quest'immagine dei tarocchi di Marsiglia stampati nel '500, come ho studiato proprio nel testo introduttivo della nostra rivista online "Margutte", derivano dal Diavolo dei Tarocchi italiani del mazzo Visconti-Savoia che è tratto proprio dalla figurazione del Margutte del Pulci. Margutte infatti finiva poi dopo la morte agli inferi dove diveniva l'Araldo Infernale.


Il volto femminile sul ventre del Diavolo (e Margutte tra l'altro, da vivo, recita un ereticissimo elogio alla "religione del Ventre"...) simboleggia la demonizzazione della Dea Madre in divinità infernale, spesso maschilizzata per cancellarne la pericolosa valenza femminea. Il diavolo tentatore dell'Eden è femmina, Lilith, la Signora, e non maschio come nella vulgata; essa deriva i suoi poteri seduttivi da Isthar, la grande dea nota anche come Iside e Astarte, divenuta poi infatti Astaroth, demone di rango elevato ma inferiore a più noti, e comunque maschile. Nelle sue figurazioni, tra l'altro, Ishtar ha zampe rapaci come i demoni aggiogati dal Baphomet tarologico, ulteriore indizio della tramutazione.

Margutte dunque "indaga quei bicefali" investigando in sé il proprio stesso dualismo maschile-femminile. Ma i Bicefali, a dire il vero, sono evidentemente anche rappresentazione delle frasi di Roascio, bicefale nella loro doppia componente: Enunciazione del Santo e del Giorno / Anagramma-citazione. Per questo tale anagramma ha ottenuto il titolo e la cover di questo post.


Interessante notare anche la santa correlata a questa riflessione bifronte, l'unica santa coinvolta nei miei anagrammi, è Santa Berlinda, che si collega nell'iconografia alla Maddalena di Maddaloni come custode del Graal.

4. Lo Studio dei Testi (Bicefali).

Qualificandomi, giudicai un testo: quatto, indago! (L.Barberis)
Oggi, quattro febbraio duemilaquindici, San Nicola Studita

Dell'anagramma del quattro è interessante il rapporto tra un santo "studita" (Ordine monastico religioso che comunque si ricollega allo "Studium") e lo "studio" di un testo che viene proposto, che è comunque solitamente il lavoro di questo blog, e comunque il lavoro che mi è attribuito già nel 3. Interessante notare che il Quattro genera Quatto, "silenzioso", e quindi "ermetico", sottraendo appunto la R che è necessaria per formare il cognome. Il 4 comunque ribadisce, in sostanza, che lo "studio dei bicefali" già "indagati" al 3 è da intendersi come una ricerca di testi, in senso quindi simbolico.

5. Le Malefedi di Cuneo. Indagine nei domini cuneesi. Un geniale martirio.

Iniqui i domini ".cn"? Qui a Cuneo aggregate malefedi! (L.Barberis)
Oggi, cinque febbraio duemilaquindici,  San Geniale Martire.

Bella l'esistenza di un San Geniale Martire (se è Martire, verrebbe da dire a un cinico, non può essere così Geniale), che conferma lo studio di una ossimorica ambivalenza, di una doppiezza, di una concordia discors. I domini CN sono quelli della Cina, ma anche (e qui soprattutto, come ribadito nel testo) quelli di Cuneo sulla scala locale italiana, così come la targa automobilistica (perché quella da assegnare, CU, suonava malissimo, specie in dialetto piemontese). L'amico Roascio, su TargatoCN (appunto), ha effettuato una dettagliata analisi sui siti istituzionali di CN, mostrando anche qui talvolta "malefedi aggregate", siti ingannevoli, o anche censure degne di Orwell, con assessori cancellati dalle foto dopo un cambio di maggioranza politica che li aveva estromessi. La citazione quindi potrebbe essere un altro riferimento a un suo lavoro.

La Mala-fede rimanda però anche a quella già evocata per Maddaloni, in riferimento all'occultamento del vero significato del culto della Maddalena (secondo la linea di Dan Brown): e anche qui da noi, ove c'è stato il passaggio della Maddalena in Francia tramite il Colle omonimo, si potrebbe pensare che si riferisca a questo (dato che anche il Rebis bicefalo in fondo mostra l'occultamento del femminino sacro).

E qui credo che abbia questo senso: lo studio delle "male-fedi", ovvero delle erronee credenze essoteriche, va condotto soprattutto nell'ambito di Cuneo, e non in ambito "padano" (vedi 1) in senso generale.

6. Lo Studio dell'Arte.



Qui a Cuneo chi disegna mi sfida. Adattandomi, mitigo (L.Barberis)
Oggi, sei febbraio duemilaquindici, Sant' Amando di Maastricht

Questa citazione ossimorica sembra definire la mia attività critica (collegandola alla mia provincia, Cuneo appunto, già evocata prima): prima sembro sfidare gli artisti a sottoporsi al mio vaglio critico, ma poi mi adatto e mitigo la severità del giudizio. In effetti, come critico dilettante locale, mi ritengo di una certa tolleranza e generosità di giudizio, come è sempre inevitabile sulla scala locale; tuttavia diversi non amano le mie critiche perché leggono una certa sottile e in realtà benevola ironia "ermetica" che, invece, altri (come appunto Roascio) apprezzano. 

Ma probabilmente qui tutto ciò va connesso alle "malefedi" dei "domini cuneesi", ovvero alle errate interpretazioni (qui come altrove) del femminino sacro, che io vado a riequilibrare, tramite l'analisi dei testi ma, soprattutto, in senso semiotico, analizzando i testi visivi, pittorici e affini, più che testi letterari.

S. Amando - Maastricht è un fantastico santo ossimorico, come Geniale Martire, in quanto - specie oggi, specie sulle sintonie dei radiogoniometri padani - si è molto più vicini ad odiare Maastricht che ad amare il tipo di Europa Unita che rappresenta. O forse è un santo-messaggio subliminale che ci invita appunto ad amare l'Europa, sotto pressione degli Illuminati che, per i complottisti, stanno ovviamente dietro anche all'Unione Europea (l'Università di Maastricht, del resto, è effettivamente molto massonica e "illuminata"). Qui ha più che altro la valenza subliminale di evidenziare la contraddizione della concordia discors.

9. La Dea Bastet di Mondovì.


E qui, a Mondovì, gatti beneducati sognano fiabe! (L. Barberis)
Oggi, nove febbraio duemilaquindici, Sant' Ansberto Abate

Saltando alcuni giorni (come detto, il mese cabalistico non è perfetto) Roascio mi attribuisce il titolo di quello che sarebbe un perfetto saggio su Neil Gaiman, il mio fumettista preferito, che nel suo Sandman ha raccontato anche del Sogno di Cento Gatti: ovvero una leggenda gattesca in cui, se cento gatti sognassero lo stesso sogno, potrebbero tornare all'età dell'oro dove erano loro a predare l'uomo invece di essergli sottomessi. Uno dei più inquietanti racconti horror che abbia mai letto, proprio per la grazia beneducata del gattino domestico protagonista, così tenero che oggi diverrebbe un meme su Facebook. Interessante notare anche che qui appare anche Mondovì, la mia città natale, non ancora apparsa, precisando ancor meglio l'ambito di ricerca che mi è assegnato: il cuneese, certo, ma ancor più in particolare il monregalese.



Il riferimento ai gatti, e alla loro antica divinità che potrebbe essere ripristinata tramite un rito magico, sotto un piano simbolico può riandare all'antico culto di Bastet, altra declinazione egizia del culto di Isis-Ishtar. 



Interessante che il sogno felino di Bastet sia connesso a Mondovì, in quanto un palazzo della Piazza Maggiore è in effetti connesso a due Sfingi che ne sorvegliano il cortile interno, probabilmente risalenti alla dominazione di Napoleone (che a Mondovì, nel 1796, vinse la battaglia decisiva della Campagna d'Italia, avvio della sua carriera).

15.

Modici, i guai, qui, quando insegno: decodifico! (L. Barberis)
Oggi, quindici  febbraio duemilaquindici, San Decoroso

Decoroso anagramma anche per San Decoroso, che in effetti si connette molto alla mia idea di insegnamento come insegnare a decodificare un testo. Qui più che all'ambito professionale si lega alla mia divertita divulgazione "ermetica" in ambito artistico.

16.

Vagava, accudimmo: qui, se ti fidi, io insegno, educo!(L. Barberis)
Oggi, sedici  febbraio duemilaquindici,  San Maruta Vescovo

Un'idea che viene ribadita, in sostanza, il 16.

24. Prospettive internazionali.



Dovetti dettagliare: Giotto non fu mai qui in Quebéc !(L. Barberis)
Oggi, ventiquattro febbraio duemilaquindici,  Sant' Etelberto

Il riferimento a Giotto in Quebec pare pletorico, perché è ovvio che Giotto non si sia recato in Canada. Se invece intendiamo post-mortem, con qualche sua opera, probabilmente qualche originale sarà anche stato esposto sul territorio canadese (o forse no, chissà?) ma non mi pare così significativo. Oppure forse si riferisce non a Giotto, ma a Gi-Otto, volendo quindi dire che il G8 non si tiene in Quebec. In verità, essendo il Canada uno dei paesi, questo è falso: ma potrebbe significare che il "vero" G8 non è quello esteriore che vediamo avvenire tra i capi di stato, ma si svolge al livello degli Illuminati.

Insomma, oltre all'indagine sul locale, sull'arte, sui misteri piemontesi, non va trascurata nella mia indagine la prospettiva internazionale.

27. Conclusione Artistica.



Mestieranti beneducati, qui a Mondovì si festeggia! (L.Barberis)
Oggi, ventisette febbraio duemilaquindici, San Besas Martire

L'ultimo distico della serie di questo mese cabalistico parla di "mestieranti beneducati", termine che può sembrare spregiativo, ma in verità può anche, in chiave ermetica, essere rovesciato (il Bagatto, baro da strada, nel tarocco simboleggia un Magus elevato): ecco allora che Mestierante vale come Artiere, artista-artigiano che conoscie il Mestiere, è un Meister, un (gran) Maestro nel suo ambito. Bene-educato, come i gatti che edificano fiabe, sempre a Mondovì: qui vale in positivo, non come "borghese", ma come appunto "correttamente educato" a una formazione "iniziatica".

Un Grande Artiere che ho "accolto" a Mondovì è indubbiamente Titti Garelli, con la sua meravigliosa mostra che ha segnato l'avvio del CuNeoGotico, nel 2014. Ella effettivamente, con la sua Regina Monregalese, ha colto lo spirito ermetico (e sacro-femminino) della città, come spiego nell'articolo su linkato.

Ma l'invito finale è rivolto a qualsiasi artista voglia giungere qui, per collaborare alla riscoperta della Mondovì Ermetica.


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