Lampi di Jazz




LORENZO BARBERIS

Bella mostra come al solito alla "Meridiana Tempo".
In occasione della festa della donna, l'8 marzo, la storica galleria monregalese ha inaugurato una esposizione di Anna Laviosa, fotografa professionista specializzata in foto di musicisti e cantanti.



Numerose le personalità importanti ritratte dall'autrice, tra cui, immediatamente qui sopra, la cantante Dolcenera.

«Ogni volta che mi ritrovo ai piedi del palco, dietro le quinte o pencolante da una balconata, nella mia mente si disegna una domanda inesorabile: come posso restituire quello che sto sentendo attraverso un'immagine? La musica entra da un occhio ed esce dall'altro, mi sfugge di mano prima che riesca a spingere l'indice sul pulsante dell' otturatore» dichiara l'autrice.

In mostra si sono presentati soprattutto raffigurazioni di cantanti jazz, immagini molto scenografiche che nel potente bianco e nero rimandano all'età dell'oro della Jazz Age, quegli anni '20 sospesi tra proibizionismo e speculazione borsistica che hanno un ruolo tutto speciale nel nostro immaginario collettivo.


Una scelta, quella del Jazz, che ben si sposa con la voce femminile di Liliana Fantini, per l'occasione in concerto alla meridiana con le sue liriche intense sia nella musica che nelle parole.


La locandina della mostra presenta anche un autoritratto della Laviosa, ma online sul suo sito (http://www.annalaviosa.com/) è possibile vedere anche questo suo selfportrait davvero notevole, sospeso tra una citazione degli Illuminati molto diffusa tra le pop star e la citazione del fotogramma più celebre del Chien Andalou (1929) di Bunuel. Ritratto, ovviamente, molto significativo per un fotografo, "L'occhio che guarda" per definizione della modernità. Ca va sans dire.


A fianco della mostra di Laviosa, una sala era dedicata anche a Lorenzo Aimo, giovanissimo fotografo monregalese, appena diciottenne, ai suoi esordi nella carriera espositiva, ma che può vantare già un notevole successo in seguito alla sua vittoria del concorso del National Geographic del 2014 con un intenso ritratto di un compagno colpito dal cancro.


In questa esposizione non è presente la celebre foto, che ha fatto il giro della stampa monregalese, ovviamente, ma anche nazionale. Vi sono però degli intensi ritratti femminili, che ci restituiscono anche in queste prove più ordinarie e quotidiane la capacità di Lorenzo Aimo di elaborare uno sguardo significativo e personale sulle cose.

"I miei soggetti preferiti sono le persone: mostrarle per quel che sono e interpretare il loro volto attraverso il ritratto. Significa instaurare un rapporto, aprirsi e farsi leggere. E a me piace leggere." ha dichiarato del resto Aimo a La Repubblica, intervista in occasione della vittoria al contest.

Insomma, un'altra mostra di indubbio interesse, che sarà ancora visitabile nel weekend immediatamente prossimo, fino al 15 marzo 2015. In attesa della mostra di Corrado Ambrogio, ancora con la fotografia (ma non solo) per inaugurare, il 21, l'equinozio di primavera.

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