Rakoczi



LORENZO BARBERIS.

Un amico di Facebook mi segnala un interessante documento apparso online su vari siti di vendita: si tratta dell'azione numero 1 della Reale Loggia Rakoczi fondata a Mondovì. La migliore visione si ha su Ebay, da cui ho ripreso i dettagli sotto presentati tramite screencaps.

La Loggia è Ordinaria, come leggiamo sotto; l'emissione è del 1913, come confermato dall'Anno di Vera Luce, il 5913, che antecede di 4000 anni l'anno ordinario (una consuetudine che riprende la datazione biblica, che fa iniziare il cosmo nel 4004 a.C.).

In verità qui è scritto come 000913, non so se per qualche ragione ermetica si assumesse il Mille (e non più Mille) come data intermedia di partenza, o per dissimulazione ermetica (ad esempio, darebbe una valenza biblico-ebraica, vista magari non di buon occhio, in quanto non-cristiana, mentre l'omissione dell'1 del millennio può sembrare "burocratico": il '913).

L'azione è la numero uno, quella fondativa in assoluto, e la valenza è quindi forte. Notiamo che, essendo messa in libera circolazione e vendita (con quotazioni alte, i siti di riferimento oscillano comunque sui 3000 euro di Ebay) essa è annullata, con l'annullamento stampigliato in rosso sopra il simbolo della squadra e il compasso (il compasso sovrasta la squadra, correttamente: la squadra è la rettitudine, presupposto dell'apprendista, il compasso è la ragione, cui egli deve essere iniziato per divenire un Maestro).

L'azione vale per Cinque Mattoni, al fine del costituirsi della loggia, secondo la simbologia massonica. L'emissione data dal 1 del 9 mese di Zhebet, probabile trascrizione del mese ebraico di Shebet, undicesimo mese dell'anno ebraico, che corrisponde al nostro Gennaio (iniziando l'anno ebraico con la primavera, dunque con Marzo).

Firmano il Tes. (tesoriere), il Ven. (venerabile), e l'Arch. ReV (architetto reverendo?) della Loggia. Il tesoriere sembra, dalla firma, un Beccaria, cognome tipico monregalese; non riesco invece a decifrare gli altri due, semicancellati dal tempo.

Il sigillo, rosso, riprende la dizione Rakoczi - Ordinaria di Mondovì, e il compasso massonico suddetto. La datazione qui è però 000912, l'anno prima, in cui in effetti di solito la loggia è data "costituita". Si avvia probabilmente la costituzione in quest'anno, ma si completa l'anno dopo, probabilmente. Dal timbro - e solo da questo, tra l'altro - vediamo che la Loggia appartiene al Rito Filosofico Italiano.

Da quanto si legge in giro, il Rito Filosofico Italiano (R.F.I.) viene fondato nel 1909, ed  è un Rito essenzialmente nazionale, che pretende di veicolare una "iniziazione effettiva" per creare un  risveglio dell’idea di Roma “caput mundi”, nella forma immaginata da Giuseppe Mazzini. All’origine del RFI vi era l’idea di propagandare la nascita di una “Terza Roma”, che si sarebbe costruita il compito di essere un  faro della pace , propugnatore di spiritualità universale, dei popoli. Una  “Terza Roma”, fortemente laica e repubblicana, terza dopo la Roma dei Cesari e quella dei Papi-Re.

Nel 1907, tra l'altro, era divenuto sindaco di Roma il mazziniano Ernesto Nathan, massone dal 1887, ebreo d'origine inglese, con grande smacco del papato che vi si oppose strenuamente. Gran Maestro del Grande oriente d'Italia prima e dopo il mandato, Nathan era però legato all'obbedienza massonica principale. Ma il clima sicuramente stimolava a volte illusorie "fughe in avanti", che si sarebbero definitivamente infrante con la guerra e poi con malaugurati "uomini della Provvidenza".

Tra le figure di riferimento quella più prestigiosa del RFI è probabilmente il matematico Arturo Reghini, con cui aveva probabilmente contatti, in certo modo, il Giuseppe Gasco, poi gran teosofo monregalese. Per tramite del maestro Armentano, Reghini si poneva sulla scia di una tradizione pitagorica, una "schola italica" di cui si rivendicava l'italianità, con nazionalismo strano per l'ambito massonico.

Il nucleo originario dell'ordine è fiorentino, con venature "nazionalistiche" mutuate dal climavociano di Papini e Prezzolini. L'obbedienza finisce poi inevitabilmente nel 1925 con le Leggi Fascistissime e la messa al bando dei massoni, e ha avuto una rinascenza recente nel 1999 (alle Nonae di Novembre), anno mirabile sotto il profilo ermetico, che completa il 909 iniziale con un "9" intermedio. Che, per dei "pitagorici", non è certo casuale.

La loggia bolognese, seconda per fondazione, intitolata da Edoardo Frosini a Quirico Filopanti, cercò di temperare certi afflati neopagani di Reghini e dell'ordine, anche tramite il testo fondante del nascente ordine, nel 1911.

Quella monregalese, nel 1913, nasce all'interno di una diffusione capillare che diviene anche dispersione e, anche per le due anime dette sopra, non rende tale rito realmente incisivo.

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Qualche parola in più merita Rakoczi. Questo nome si associa infatti al mitico Conte di Saint Germain, da molti ritenuto uno dei più grandi iniziati di tutti i tempi. I Rakoczi sono una famiglia di nobilità militare ungherese della Transilvania, e in particolare il Conte sarebbe discendente di Francesco II Rakoczi. Il titolo è fittizio e simbolico: Comites Sanctae Germanitas, "Confratello della Santa Fratellanza", con allusione, forse, appunto alla massoneria.

Certamente ne fa il grande vecchio dell'ermetismo Umberto Eco nel suo "Pendolo di Foucault", dove riprende il doppio nome Saint-Germain / Rakoczi. Stando ad Eliphas Levi, a quanto si legge online, Saint Germain era invece originario di "un paese presso Asti", nel 1698: la Diocesi da cui Mondovì, con aspre lotte, si era staccata nel '300. La sua figura è probabilmente già allusa in Coppelius, il mago piemontese che appare nel "Sandmann" di Hoffmann, nel 1817.

La misteriosa figura di Rakoczi - Saint Germain è detta apparire e sparire nella storia; le sue ultime apparizioni datano all'incirca al 1835. Possibile che la Loggia di Mondovì rivendicasse, in tal modo, l'origine monregalese del grande padre dell'esoterismo settecentesco, nato "vicino ad Asti" e gran maestro iniziatico del mondo?

In tempi recenti, ambienti ermetici monregalesi hanno rivendicato Hughues de Payns come "Ugo Pagani", fondatore dei templari, come di origini monregalesi, in modo decisamente più approssimativo, su suggestioni più vaghe. Che in realtà, simbolicamente, sia una evocazione di questo "grande templare"?



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