L'Arte di Luca Cassine


LORENZO BARBERIS

(Articolo per "Margutte")

La Fiera di Primavera è una delle occasioni più importanti a Mondovì sotto il profilo commerciale; quest'anno l'esposizione si è anche accompagnata a una serie di mostre di indubbio interesse, per un motivo o per l'altro.



Tra queste, la cornice più prestigiosa è stata affidata a Luca Cassine, artista di Bra - già dirigente stile ed accessori della Miroglio d'Alba (qui il suo sito), e attualmente operativo presso il concept store Urban di Bra - che ha portato per la prima volta qui da noi la sua ricerca presso Santo Stefano. L'esposizione, come si vede dalla locandina sopra, resterà aperta ancora fino al 10 maggio, per cui consiglio di approfittare per una visita, per ammirare dal vivo il lavoro dell'autore.


L'autore, che qui vediamo a fianco di una delle sue opere più grandi, lavora sul tema delle farfalle, usando ritagli di carta in tale semplice forma per composizioni eleganti e ricercate.


L'autore sceglie per il ritaglio testi pregiati, fortemente evocativi, minuziosamente precisati nelle dettagliate didascalie delle opere. Volumi pregiati, spesso di importante valore culturale, infondono così il loro valore nell'opera proposta. Similmente avviene di altre immagini iconiche che vengono ritagliate e incollate sulla tela, dalle bandiere alle celebrità. In questo ambito, possiamo notare ritratti "a farfalla" di Kate Blanchett, Nureyev, Geraldine Chaplin, Frida Kalho, Milla Jovovich, Audrey Hepburn, Catherine Deneuve e un Vittorio Emanuele III in francobollo.




L'immagine di Milla Jovovich, ad esempio, la compagna di Luc Besson, il regista che nei '90 ha rivoluzionato il cinema francese, sua icona e musa in film fanta-alchemici come "Il Quinto Elemento", viene spezzata in due, scissa da un volo di farfalle nere (il colore degli animali psicopompi) come risalta anche nel manifesto grande che accoglie il visitatore alla mostra.


Spezzata dal volo di farfalle anche la figura di Nureyev, il grande ballerino, parte anche di questa installazione di Mondovì.


Se Milla Jovovich appare "spezzata" dal volo di farfalle che separa il volto dividendo i due occhi come nell'inquietante "The Division Bell" dei Pink Floyd, di Catherine Deneuve vediamo solo il grande occhio, sensuale ma anche un poco inquietante.


Spezzata su farfalle differenti anche Audrey Hepburn, con una ripresa anche del tema dell'Occhio Singolo, presente sulle due differenti farfalle in volo.


Spesso l'intervento artistico avviene anche su carte geografiche, specie politiche, che ben si prestano con la loro poliedricità di colori ad evocare la ricchezza cromatica delle farfalle stesse.

E il caso di quest'oggetto d'arte, questa sedia impossibile che ha un cuscino di farfalle librarie; sullo sfondo della sedia, riflesso a specchio, vi è la Grecia e il Mar Egeo: l'arte moderna "siede" sui classici, anche quando questi non si vedono se non "riflettendo".




Notevole anche questo Lucernario, tra gli oggetti d'arte, che imprigiona le farfalle nelle mani dell'Artista (qui una foto a Palazzo Salmatoris, a Cherasco), rendendolo affine all'Eremita tarologico, eterna immagine di sapienza nell'Arte (arcana).


In qualche modo, tutta la cupola di Santo Stefano a Mondovì può diventare un Lucernario per l'installazione di Cassine, che non a caso espone le sue Farfalle in un modo singolare, avvolte in gigantesche Cryseos, Crisalidi, che imprigionano e racchiudono perfettamente le opere in una particolare presenza spaziale.



Anche la musica, ripresa dalla Madame Butterfly di Puccini, offre un adeguato tappeto sonoro.


Parlando di Farfalle, quindi, il pensiero corre subito a Damien Hirst e alla sua ultima ricerca, che ha investito proprio il tema della farfalla. L'utilizzo però è diverso, perché in Hirst spesso la farfalla va a comporre una struttura che richiama i colori vivaci delle vetrate gotiche, come suggerito anche dalla forma di alcuni quadri: la forma-farfalla è quindi annullata per divenire altro. 

In Cassine invece la farfalla è invece visibile e riconoscibile, al centro dell'oggetto-quadro, a rimarcarne la funzione evocativa, di archetipo diffuso a indicare preziosità e leggerezza a un tempo. In questo, il riferimento - citato dallo stesso artista, è più all'Hirst di "In and Out of Love".

In questo senso, l'autore braidese si ricollega, tramite la lezione del maestro inglese, a tutta una tradizione occidentale che ha fatto del simbolismo della farfalla un elemento discreto ma potente sotto il profilo evocativo.



A un livello remoto, l'archetipo della farfalla affonda le sue origini nella cultura greca, dove Psiche era associata simbolicamente a tale animale, simbolo della volatilità dell'Anima.

Un simbolismo che rimase nella concezione dei bestiari medioevali, per poi riemergere con maggior forza con la riscoperta classica del Rinascimento. Dosso Dossi, ai primi del '500, mostra Giove divenuto pittore che si dedica a dipingere farfalle sulla tela, mentre Hermes tiene a bada Iride, messaggera degli dei, che viene a seccarlo con i suoi impegni di re dell'Olimpo. Dipingere "farfalle" è più importante.


Da lì, in tutto il '500-'600 la farfalla sarà un simbolo legato discretamente alla Natura Morta (o Still Life, "ancora viva"): i fiori appena recisi (non a caso, tipico tributo funebre) sono il simbolo del passaggio tra vita e morte, e la farfalla in un angolo è simbolo iniziatico dell'anima liberata.



Tra '700 e '800, il neo-classicismo riprenderà invece il tema della farfalla come simbolo di Psiche / Anima, direttamente connesso al mito antico: celebre a tale proposito la scultura di Canova sopra, ma anche altre opere pittoriche, come quella di Gerard mostrata sotto.


Il simbolo della farfalla viene ripreso anche col passaggio ad un'arte del '900 che, tra le altre cose, pur mantenendo un rapporto coi classici, li cita in modo più indiretto, sullo sfondo.


Il tema della farfalla è ad esempio trattato in numerose opere di Dalì, che ne rafforza il simbolismo di "doppio mistico" dell'anima nelle rappresentazioni oniriche della pittura sur-reale, che rappresenta ciò che va "oltre" la realtà.


Un tema ripreso dal surrealista russo Vladimir Kush, nella seconda metà del Novecento, e quindi da Hirst e da Cassine, qui da noi.


In un blog "ermetico" come questo non possiamo non citare il fatto che il simbolismo della farfalla come "psiche" è citato anche nel celeberrimo Monarch Project (1953?), a quanto si dice un progetto del governo americano per il controllo mentale (da cui il simbolo assunto della farfalla Monarch, simbolo appunto della psiche). Qui sopra notiamo una Beyoncé in chiave illuminata. Appassionati di tale tema hanno evidenziato come nella musica pop ricorra molte volte il simbolo della farfalla (come altri simboli: qui sopra, ad esempio, in Beyoncé) quale segno, a loro avviso, del controllo mentale.

Più plausibilmente, anche i creativi che stanno dietro ai video e ai photoset delle pop star conoscono il forte valore evocativo della farfalla come simbolo dell'Anima nella cultura e nella storia dell'arte.



Non mi resta quindi che concludere rinnovando l'invito a cogliere quest'occasione di apprezzamento artistico. E a perdervi dolcemente nel mare di farfalle di cui Cassine ci ha, in questo mese, inondati.

(foto della mostra di Luca Cassine tratte dal sito fb dell'evento)

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