Urfaut, Mary Poppins and Chaos Magick


LORENZO BARBERIS.

Ho parlato più volte del notevole progetto Daily Phone Notes del fotografo Urfaut, in questi giorni in mostra a Torino.

Tutte le foto hanno un loro particolare valore, più piani di lettura, e intrecciate daranno, a compimento del lavoro (1096 foto) un'opera globale pensata per "un lettore ideale affetto da insonnia ideale", come diceva Eco del Finnegans Wake.

Alcune foto però mi colpiscono particolarmente, come quella sopra. All'apparenza, al centro dell'immagine vi è una cassetta degli attrezzi decorata con un curioso dipinto simil-ottocentesco della caccia alla Volpe. Il titolo Trompe l'Oeil è all'apparenza scorretto: l'immagine non è un trompe l'oeil, come potrebbe essere quale decorazione parietale.

Trompe l'Oeil però potrebbe esserlo perché "inganna l'occhio": l'immagine pittorica ci fa pensare alla cassetta dei colori di un pittore da cavalletto (che erano spesso decorate in tal modo, con scene en plein air ritratte in stile oleografico).

Invece, sotto abbiamo attrezzi da lavoro: il tubetto non è una tempera, è una colla; cacciaviti, non spatole da impressionista della domenica.

Quindi il vero trompe l'oeil è la fotografia, questa e in generale il medium fotografico: inganno, perché ingannevole nel suo porsi come "vero fotografico"; ma anche ingannevole nel suo porsi come "pittorico", in quanto in realtà la fotografia è piuttosto "cassetta degli attrezzi" per smontare la realtà.

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Ciò che rende più sapida questa metafora visiva, già efficace di per sé, è il rimando stratificato perfettamente coerente con il mito di Mary Poppins: più che il romanzo originale, ovviamente, il film disneyano. Il dipinto della caccia alla Volpe rimanda al dipinto in trompe l'oeil di Bert, il fidanzato di Mary, che lei tramuta magicamente in una dimensione alternativa: in questa realtà, appunto, Mary e i bambini partecipano a una lisergica caccia alla Volpe.

Al livello esterno, inoltre, Mary è identificata dalla sua "borsa di tappeto", una borsa magica che contiene oggetti infiniti (non c'è ragazza nerd dei '70-'80 che non definisca la sua borsa "la borsa di Mary Poppins").

Inoltre, Mary che rende "vivi" i dipinti entrandoci dentro è metacinema del vero Disney Magick, introducendo una delle note sequenze di animazione con umani che interagiscono con esseri disegnati. Sequenza quindi perfetta per una citazione metafotografica.

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Questo basterebbe per Urfaut, ma mi ha fatto venire voglia di scrivere due righe sull'esoterismo in Mary Poppins. E ce n'è, e parecchio.

L'autrice, Pamela Travers, era entrata in contatto con la scena teosofica londinese nel 1924 tramite il marito, conoscendo poi così numerosi iniziati come Gurdieff. La teosofia specie inglese ha sempre rivendicato il valore iniziatico del romanzo, così come i fondamentalisti cristiani l'hanno sempre criticato: la scena più demonizzata è quella in cui Mary Poppins porta i bambini a uno zoo dove gli animali governano lo zoo e gli uomini sono in gabbia, e il re dello Zoo rovesciato è un serpente che lei chiama "cugino".



L'idea ovviamente viene letta come una rappresentazione infera, in quando da sempre la tradizione cristiana demonizza l'animale (e animalizza il demonio, per originaria condanna del paganesimo degli dei zoomorfi e - nella nuova codificazione dottrinale - per sottolineare l'odio luciferino per la forma umana, che Dio gli ha posto come superiore).

Nell'Ottocento, Taxil "rivelò" una messa nera in cui la somma sacerdotessa massonica Diana Vaugham avrebbe suonato un pezzo assieme a Satana apparso in forma di coccodrillo: scena poi da lui rivelata, come ogni sua divulgazione, come falsa e volutamente sarcastica, ma ripresa in modo pressoché identico da Disney in una celebre scena di Bianca e Bernie (anche se tutti i siti "anti-massonici" si soffermano solo sul subliminale "fotogramma della donna nuda").

Il cugino-serpente non può essere altri che Satana, ovviamente; e per quanto i teocon condannino poi anche Harry Potter (rafforzati perfino dalla condanna del vecchio papa, l'attuale anti-Papa Ratzinger), non hanno colto che la scena è ripresa agli inizi del primo romanzo: Harry parla con un serpente che fugge dallo zoo in sua presenza, e che probabilmente è Nagini, il doppelganger animale di Voldemort, suo arcinemico. Ora, fin qui uno potrebbe trovare il tutto un caso (anche se non abbiamo solo un serpente, ma anche lo zoo), ma nel finale del suo Century, Alan Moore fa sconfiggere l'anticristo Harry Potter da una terribile Mary Poppins angelo vendicatore.

Del resto, Alan Moore, come Mary, venera il Serpente Cosmico in forma del dio romano Glicone; quindi il simbolismo anti-serpentino della Rowling non gli è stato per nulla gradito, probabilmente.

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Oltre che col Serpente Cosmico, Mary è anche amica di una tartaruga "più antica del mondo": quella che regge l'elefante che regge il mondo nella mitologia induista (che venne ripresa dalla Teosofia: la tartaruga - citata poi anche da Pratchett in Discworld, ad esempio - è il principio femminile; l'elefante quello maschile).







Mary è poi amica di Maya, la seconda delle Pleiadi, e di Poseidone, mentre suo fratello è il Man On The Moon, il "faccione" che si vede sulla luna. Insomma, una creatura in bilico tra il mondo incantato e quello reale, esattamente come il mago della Rowling e, in generale, la tradizione del fantastico inglese, da Merlino a John Costantine. Quello che Moore contesta alla Rowling, probabilmente, è la sua "normalizzazione" del mondo fantastico, che a parte l'uso "tecnologico" della magia è sostanzialmente identico al nostro.



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Ma su tutte le secret wars dei vari "maghi inglesi" spicca ovviamente il film di quel massone di Walt Disney, nel 1964. A parte, nel 1965, il massonicissimo "La spada nella roccia", è il testamento spirituale di Disney, che scomparirà precocemente nel 1966. Disney aveva inseguito i diritti dell'opera fin dal 1938, con grandi resistenze dell'autrice, poi vinte con un corteggiamento che è al centro del recente "Saving Mr. Banks" (2013), biografia di Disney che mette al centro questa sua ossessione. L'autrice originaria, ovviamente, resterà sconvolta dalla rilettura disneyana, al punto, si dice, di scoppiare in lacrime e lasciare la premiere.

Mary Poppins è però indubbiamente uno dei più grandi capolavori di Disney, ritenuto dal Congresso Americano "Patrimonio nazionale", mentre proprio nel 1964 Disney riceve del resto la massima onorificenza americana, la Medaglia della Libertà, dalle mani dal presidente Lyndon Johnson.


Il che è curioso, perché tra l'altro, come vedremo, il film ha un sostrato che potrebbe sembrare anti-capitalista e socialisteggiante. Siamo di fronte al Disney che sta progettando DisneyWorld, la sua nuova DisneyLand dove si fonderanno il Magic Kingdom (notiamo che "there's magick in Magickingdom") e EPCOT, l'Experimental Prototype City of Tomorrow. La tecnologia è il compimento della magia: questo il concetto, in fondo, del Disney Magick, che in Mary Poppins è presente in massimo grado, tramite l'interazione tra cartoni e persone reali, di cui il film è uno dei primi modelli, e certamente il primo di enorme successo.

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Nel film, siamo nel 1910. A Londra, il banchiere Banks, sposato a una suffragetta che però, salvo quest'hobby, è una moglie totalmente sottomessa, cerca una tata per i suoi due figli, maschio e femmina. Non manca, a simbolo del rapporto tra banche e sistema militare, l'Ammiraglio, che nella casa vicina a ogni ora stabilità lancia una cannonata, tollerato come inevitabile dagli abitanti del quartiere.

Mary Poppins "scende dal cielo", come una dei neri uomini in bombetta del Golconda di Magritte (1953). Va detto che l'iconografia di donne che volano con un ombrello era diffusa nelle prime cartoline di inizio '900, anche prima di Mary Poppins: uno dei primi fotomontaggi, che ispira il romanzo più che esserne ispirato.



Dopo essersi auto-assunta, Mary per prima cosa toglie le sue cose dalla sua borsa di tappeto magico, infinita, e riordina la stanza dei ragazzi con un incantesimo (che non funziona perfettamente, scatenando la forza delle cose) per potersi poi dedicare alla loro "educazione magica". La "scena dello specchio", caratteristica di molti horror movies, dà un tocco inquietante ai suoi poteri magici: se le abilità domestiche in Disney (e nella tradizione stregonesca) sono il "good magick" della casa (più potente di quel che pensa il dark side), l'uso dello specchio che imprigiona un doppio magico è tipico del disney magick nero, da Biancaneve (1937) in poi.

Notiamo che lo stesso incanto di animare gli oggetti apparirà, con realistici riferimenti magici, in Pomi d'ottone e manici di scopa, nel 1971, e la sequenza pressoché identica - la borsa infinita, l'incantesimo "domestico" più pericoloso di quelli "elevati"... - appare nel Merlino della Spada nella Roccia, nel 1965. In fondo, è già il tema dell'Apprendista Stregone di Fantasia, nel 1940.



Per prima cosa, dunque, Mary fa entrare i bambini nei quadri dipinti col gesso da Bert. La prima sovrapposizione avviene con l'Ombra di Mary, quasi a testimoniare che, ad essere proiettata nei quadri di gesso, è l'Ombra, il Doppio dei ragazzi (come essa è il Doppio di Peter Pan, restando nel Disney Magick).

Bert è un personaggio tra il fool e il bagatto, tra l'arcano senza numero e l'I dei tarocchi. Un "mago" apparentemente di basso livello, ma in realtà più elevato degli "Illuminati" banchieri che vedremo dopo. Si entra nel dipinto, dunque, nel cuore del Disney Magick.

L'apparenza è che Bert sia una sorta di sua vecchia fiamma: egli la saluta dicendo "ci si vede di nuovo, Mary". Secondo una tesi piuttosto credibile, Mary è stata la tata di Bert.

Dopo aver vinto una corsa, Mary Poppins rivela infatti il suo abracadabra:
Supercalifragilisticexpialidocious, nell'originale.

Super è evidente, un rafforzativo. Cali può rimandare a Callous inglese, "malvagio". "Fragilistic" è "fragilistico" (che rende fragile?), "expial" può rimandare all'espiazione mentre "docious" al latino "docere", insegnare. Super-Callous-Fragilistic Expial Doceo? "Insegno una espiazione terribile"? Mah!

Bert dice però che:

Because I was afraid to speak/When I was just a lad/My father gave me nose a tweak/And told me I was bad/ But then one day I learned a word/That saved me achin’ nose/The biggest word I ever heard/And this is how it goes, oh/ Supercalifragilisticexpialidocious.

Quindi lui l'ha imparata da ragazzo, quando era oppresso da un padre padrone. Esattamente come i due piccoli Banks.

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Ad ogni modo, nella seconda iniziazione, essi raggiungono Uncle Albert - lo zio di Bert, che porta lo stesso "nome di famiglia" sul soffitto di casa sua per un thé rovesciato. Il riso come rovesciamento, appare il messaggio di questo episodio, e non a caso il gioco di parole che Bert insegna a Michael sarà vitale per la trasmutazione del padre (quello relativo a "un uomo con una gamba di legno di nome John").

A questo punto, Mr. Banks tenta di licenziare Mary Poppins, mentre lei lo spinge invece a portare i figli alla Banca. Tuttavia, subdolamente, prima di farli andare, lei instilla in Michael la volontà di dare i soldi alla vecchina che dà da mangiare ai piccioni dalla cattedrale (come simbolo, apparentemente, di un dono spontaneo e disinteressato).



In questo modo Michael rifiuta di depositare i due penny in banca, come vorrebbe il grande vecchio della England Bank, Dawes, e i suoi accoliti (questi, sì, gli uomini in nero di Golconda) e questo avvia una crisi finanziaria paragonabile, esclusivamente, a quella che nel 1776 portò alla scissione degli Stati Uniti (altro inside joke massonico).

In sostanza, la teoria del caos. Se un piccione sbatte le ali dalla cattedrale di Londra...

Banks è convocato quindi in banca per essere licenziato, dove viene sottoposto a un rito di degradazione che pare di chiaro stampo massonico. Tuttavia, la battuta sull'Uomo con la Gamba di Legno fa "morire dal ridere" Dawes, che quando la capisce e scoppia a ridere finisce anche lui sul soffitto, rivelando a sua volta la sua natura "magick" (l'Uomo con Una Gamba sola è l'ossessione del giovane protagonista dell'Isola del Tesoro, in quanto è il portatore del mortifero Marchio Nero che i pirati temono come segno dell'avvenuta condanna a morte).

L'idea di un personaggio magico che muore per le troppe risate non è nuova alla tradizione ermetica: basti ricordare il Margutte di Pulci, possibile fonte (credo indiretta).

Il giorno dopo, in seguito alla morte di Dawes, Banks è quindi riassunto dai banchieri (l'eliminazione del vecchio "ha liberato un posto": uccidendolo, ne prende la posizione), mentre Mary Poppins, concluso il suo compito, vola via di nuovo con il suo ombrello.


Dawes però è sempre interpretato da Dyck Van Dike, l'attore che interpreta Bert. Il banchiere spregevole a capo della Banca d'Inghilterra è probabilmente il suo padre padrone; cosa che pare confermata dal fatto che anch'egli vola quando scoppia a ridere, come Uncle Albert, della stessa famiglia. Nei credits finali Van Dike è riconosciuto come Dawes Sr., ma con il nome anagrammato in modo, tra l'altro, di contenere "Kid Key": la chiave è il bambino (interiore?).

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All'apparenza, dunque, una fiaba moderna con una certa satira dell'ossessione per il denaro; al tempo stesso, se pure ironizza sulle ossessioni capitaliste, non è per indicare di ribellarsi (le suffregette, anzi, sono macchiette) ma per cercare una propria via personale.

Ma Banks, educato tramite i figli da Mary Poppins, non deve cessare di essere un banchiere in realtà: solo riconoscere il "Disney Magick" e la sua potenza. Il suo stesso capo era in verità un magickal man; semplicemente, il potere della risata, se non controllato, può anche distruggere (Mary cerca in ogni modo di far smettere di ridere Uncle Albert: lui ne muore).

Lo scopo finale di Mary Poppins appare quindi, in definitiva, più che "saving Banks", quella di uccidere Dawes, capo della banca inglese e uomo della sfera magica che, per qualche ragione, aveva probabilmente tradito, e andava eliminato con una "terribile espiazione" inflitta per via indiretta, usando i dettami della teoria del caos e, appunto, del "chaos magick".

O almeno, questa può essere una lettura "ermetica" dell'opera.
Quale il suo significato recondito, probabilmente, solo Disney potrebbe saperlo.
Anche se la sua scomparsa, di lì a poco, può suscitare una terribile ipotesi su chi fosse il magickal man traditore di chissà quale ordine iniziatico, tramutatosi da Magus ad accumulatore di denaro.

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PS:
parte delle informazioni sulla lettura ermetica le ho trovate qui.

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