ItinerArte 2015



LORENZO BARBERIS
Si è svolta per il terzo anno, a Savigliano, la grande kermesse di Itinerarte, una rassegna artistica nata nel 2013 ma in costante crescita, organizzata dall'omonima Associazione. Quest'anno ho avuto modo di visitare la mostra con particolare cura e interesse, dato che sono stato anche il critico d'arte invitato a tenere un talk su "Il futuro nell'arte" nell'ambito dell'evento (di cui riferisco a parte).
10491180_910968202287143_6739286594554771672_n
Il percorso espositivo coinvolge i vari spazi artistici e culturali di Savigliano, con l'apertura degli spazi affascinanti e poco conosciuti che caratterizzano questo gioiello fra le Sette Sorelle del Cuneese.
000 taffini d'acceglio
Palazzo Taffini d'Acceglio, Savigliano
P1170154
000 unive
Chiostro dell'Università, complesso abbaziale di San Pietro.
000 museo civico
Museo Civico - Gipsoteca "Davide Calandra".
Palazzi signorili spalancano i loro ampli porticati, e aprono i portali anche le chiese storiche delle confraternite cittadine:
00a
00b
00c
Chiesa dell'Arciconfraternita della Pietà, del Plantery (1708)
assunta
P1170166
Il triangolo dell'Occhio Onniveggente sormonta il portale d'accesso
P1170158
Una "ziggurat" a sette gradoni prepara l'ascesa al trono della Vergine
P1170171
Le dodici stelle della Vergine dell'Apocalisse sopra l'altare maggiore, quelle passate poi al simbolo dell'Unione Europea
P1170155
Calor Elicit Imbres (Il calore suscita il vapore)
P1170161
Victor Vinco, "vinco il vincitore": l'Elefante e il Serpente lottano reciprocamente
P1170162
"Ferit et Defentit"
P1170175
La conturbante Madonna del Latte del 1483, attorno a cui sorge l'intera chiesa.
P1170173
La volta affrescata settecentesca, con l'Assunzione di Maria.
Specialmente la Confraternita dell'Assunzione presenta spazi particolarmente affascinanti, ricchi di simbolismi talvolta vagamente ermetici, come possiamo vedere qui sopra. Costituita nel 1717, anno di fondazione della massoneria, per opera del "grande architetto" monregalese Francesco Gallo, essa sorge attorno a una deliziosa Madonna del Latte gotica, in modo non dissimile da quanto avviene, ad esempio, col Santuario della Vergine di Mondovì presso Vicoforte.
P1170261
P1170262
0000 statue
Ma tutta Savigliano è in sé una cornice preziosa, con i suoi eleganti palazzi, le sue vie dai nomi suggestivi - Via Jerusalem... - e le piazze prestigiose, come Piazza Santa Rosa, col suo arco di trionfo, dedicata all'illustre e massonico cittadino saviglianese, il nobiluomo Santorre di Santa Rosa, illuminato cospiratore risorgimentale che spinse Carlo Alberto alla concessione dello Statuto del 1821, primo abbozzo costituzionale italiano.
*
Il numero degli artisti della manifestazione èin costante crescita e sono giunti in quest'anno ad oltre 300 partecipanti, in una progressione geometrica di raddoppio, finora, ad ogni edizione (erano 70 la prima esposizione, 140 la seconda, stando ai dati degli organizzatori).
Appare quindi evidente come risulti impossibile descrivere le opere del singolo artista, molti dei quali meritevoli di un approfondimento successivo che, per quanto mi sarà possibile, cercherò di offrire ai lettori di "Margutte".
1
Fiore all'occhiello dell'evento (che verrà quindi approfondito in articolo apposito) è la personale di Omar Ronda presso il Museo Civico, un "Elogio alla Bellezza" che crea una connessione tra la bellezza della donna di un tempo, colta dai grandi del Rinascimento, e la Grande Bellezza della donna moderna, in un tripudio di simboli di grande pregnanza che meriteranno una più dettagliata disamina.
00 Ala
taurus
Il fulcro della manifestazione è l'antica Ala del Mercato, un grande spazio al centro della città oggi consacrato alle manifestazioni culturali e all'arte, ma che ancora porta il segno, sull'architrave muratoria in mattoni rossi, di una testa di toro che ne disvela l'originaria destinazione.
choki
Oltre alla personale di Ronda, anche molti artisti presenti all'esposizione si caratterizzano per un interessante lavoro sui simboli, ovviamente ciascuno nella sua personale declinazione. Molte opere, sempre nello studio individuale dell'artista, fanno poi riferimento al simbolismo dell'eterno femminino, più o meno evidente.
Colpiscono subito molto le sculture del russo Aleksandar Bogdanov-Choki, imponente riflessione sculturea sul tema del cibo e della morte, associati in una danse macabre di innegabile corrispondenza, il cui aleph è probabilmente la Mela di Adamo ed Eva che presenta come propri semi avvelenati i crani dei due nostri predecessori.
Lucio Frizzotti 1lucio frizzotti
Altre volte il gioco su questi archetipi è più pop, ma non privo di certe references a simbolismi geometrici, planetari, ermetici, come nel lavoro "rock" di Lucio Frizzotti.
04 antonio longo
0000 longo
Tra gli autori che rileggono la potenza simbolica della bellezza femminile spicca Antonio Longo che dedica numerose opere a collage al tema di Marylin Monroe, la Star per eccellenza molto amata da Warhol e soci, e ad altri archetipi di fascino muliebre.
giuseppe ravizzotti (1)
giuseppe ravizzotti (2)

Ravizzotti, all'opposto, non coglie l'archetipo femminile della diva nel suo trionfo, ma scava in figure femminili oscure, simmetriche e potenti.
05 alex astegiano
Alex Astegiano
corrado d'angelo
Corrado D'Angelo
micio HC My chaotic dinamical sistem
Micio HC, "My chaotic dinamical system"
Anche il fotografo Alex Astegiano compone forme simboliche con corpi femminili, dove le due fanciulle reggono sulle spalle una sorta di Uovo Cosmico, mentre Corrado D'Angelo fotografa, tra l'altro, idoli orientaleggianti in un rigoroso bianco e nero. Micio HC, nel suo caotico sistema dinamico, usa invece il nero come sfondo per esplosioni atomiche di colore prodotte in vitro, immergendo il colorante nell'acqua e poi fotografando il tutto senza alcuna modificazione digitale.
segreti (1)
Francesco Segreti, "Isola"
segreti (2)
Francesco Segreti, Ossa
Se molti fotografi in mostra sembrano segnati dalla "Opera al nero", ciò vale anche per pittori come Francesco Segreti, che lavora con archetipi potenti, facendo emergere dalla tela scabra e vagamente antichizzata lo scarno profilo di un'isola da leggenda, o una disposizione rituale di ossa (curata dai cannibali aborigeni dell'isola di cui sopra?) che ricorda quasi il segnale di wifi (da cartoon dei Flintstones) o comunque un segnale d'onda, un simbolo che si percepisce forte ma misterioso, carico appunto di segreti non svelati (nomen omen oblige).
P1170220
Gualtiero Redivo
Parimenti astratti, ermetici, segnati dal contrasto del bicromatismo sono le opere di Gualtiero Redivo, quadri "chiusi" che sembrano porsi quasi come simmetrici ai "tagli" di Fontana, i quadri "aperti" per antonomasia, ugualmente volti alla semplicità essenziale del Bianco dove però il Nero appare e trionfa nella potenza del Taglio, e qui invece nelle pieghe del Nodo, della Chiusura.
visconti (1)
Eleonora Visconti
Se spesso la Donna appare come centro di una riflessione simbolica, numerose sono le autrici al femminile che spesso conducono a loro volta una simile riflessione.
Ad esempio il figurativo della giovane Eleonora Visconti è molto più complesso di quanto appare, specialmente nella ricorrente figurazione della Rosa, colta dalla giovane in modo quasi onirico, per tramite di una fessura appena socchiusa che si serra a celare l'apparizione della Rosa Rossa. L'elemento interessante si collega alle ricerche che la giovane Visconti sta sviluppando, per la sua tesi di laurea, sui misteri della Leggenda della Rosa di Cairo Montenotte, sua città di origine, legata a Frate Reginaldo, morto in seguito a una fallita storia d'amore giovanile. Una fertile ossessione che potrà forse influire ancora molto, in futuro, sulla sua arte. Ma ci torneremo.
airadell'aira
Michela Dall'Aira
Alla Rosa si dedica anche Michela Dell'Aira, che porta poi in mostra le sue Donne Scarlatte, sensualmente intagliate nel morbido tessuto, come abbiamo avuto modo di approfondire nella recente intervista che le ho fatto (e che a breve apparirà su Margutte).
02
Sono numerose le giovani artiste che inseriscono questi intriganti elementi simbolici nelle loro opere: tra di loro, anche Roberta Astegiano, la quale realizza immagini cariche di rimandi al concetto di energia cosmica, come questa che mette a contrasto le forze lunari con quelle di un "sole nero" arcaico e tentacolare.
Roberta Astegiano
T
rovo poi molto elegante anche la chitarra decorata dall'autrice nel suo classico bianco e nero.
06 silvia perrone (1)
silvia perrone2
Silvia Perrone
Silvia Perrone invece presenta numerosi ritratti femminili, dove si denota come particolarità la sottolineatura dell'Occhio della protagonista ritratta, sempre messo in evidenza. Un tratto, per chi è interessato dal simbolismo ermetico, che diviene un rimando all'Occhio di Horus (o forse qui, maggiormente, all'Occhio di Iside...) come segno di conoscenza sapienziale che, anche in modo inconsapevole, aumenta il fascino delle misteriose donne presentate.

Roberta Turnu BN
Roberta Turnu
IRoberta Turnu troviamo i "due volti della dea" effigiati in maschere aggettanti dalla scacchiera quasi massonica del dipinto, con un efficace sintesi del dualismo femminino.
P1170252
chiara aime
Chiara Aime
Le figure di Chiara Aime appaiono invece talora sospese su una scala prominente sull'infinito, cromatica starway to heaven sospesa in un cielo mistico trapunto di stelle.
renata ferrari
Renata Ferrari
Iviana Borrisova
Iviana Borrisova

E
 anche le figure di Renata Ferrari e Iviana Borrisova, entrambe oniriche (anche se declinate rispettivamente al figurativo e con una maggior sintesi astratta) sembrano partecipare di questo clima di mistero.
In opposizione a questa "Opera al nero", ricca di simbolismi ermetici che paiono quasi riecheggiare quelli di cui è intrisa storicamente la città, l'altro versante della mostra sembra richiamare invece un generale, anche se sfumato, riferimento alla Pop Art perlomeno nel suo trionfo di vivacità cromatica, oppure ad una Astrazione fortemente incentrata in varie forme sul gioco del colore.
Chiaramente c'è il rischio di una inevitabile semplificazione; tuttavia, va detto, questo New Pop appare molto vitale anche sulla scena europea in generale (all'interno ovviamente di un "politeismo dei valori" estetici) come avevo annotato nel corso di un mio recente viaggio a Parigi, l'anno scorso.
Itinerarte Piazza Santa Rosa
11150678_784223435026622_2575629605361916300_n
Se un merito in particolare va ascritto a questa manifestazione, del resto, è quello di rende davvero l'arte un Arte Pop, nel senso originario di Popular, alla portata di tutti, avvicinandola al pubblico - che risponde incuriosito - e invadendo pacificamente non solo i musei, le gallerie,  ma perfino le strade e le piazze con la grande Striscia dell'arte, opera da record con 170 artisti partecipanti che ha occupato le piazze della città.
00 banca
Foto: alcune delle chitarre decorate da Papito Painter, Roberta Astegiano, Micaela Calliero e Fabrizio Gavatorta.
E indubbiamente Pop, nel suo avvicinare l'arte ai luoghi mercantili moderni, è anche la scelta di invadere d'arte le vetrine dei principali negozi, rendendo davvero pervasivo e quotidiano l'apporto artistico (esperienze simili sono diffuse nelle grandi città, tra cui Milano, specialmente in occasione di grandi eventi di Design e Moda, e in Parigi, specie nei quartieri a più netta vocazione "artistica", nei pressi del Louvre o di Montmartre).
01 Painter

gavatorta
Fabrizio Gavatorta
In questo "Grande Pop" fanno gli onori di casa Papito Painter con le sue geishe e Fabrizio Gavatorta con le sue ombre, soci storici dell'associazione Itinerarte promotrice dell'evento, di cui ho già parlato qui circa la loro recente "personale a due" presso Turismo Mondovì.
eduardo mono carrasco
Eduardo "Mono" Carrasco
Notevole riferimento di grande rilievo storico è il lavoro di Eduardo "Mono" Carrasco, muralista cileno operante a Santiago prima degli anni della dittatura di Pinochet, e giunto in Italia nel 1974 dove è divenuto celebre anche e soprattutto per il suo operato come musicista, all'interno del complesso degli Inti Illimani.
jakobi (2)
Notevoli anche le opere dell'autrice statunitense Zaklin Jakoby, capace di associare un lavoro rigoroso di ricerca a una sintesi astratta personale e dalla grande seduzione visuale.
daniele fissore
Daniele Fissore
Altro prezioso, dovuto omaggio è quello all'eleganza dei dipinti di Daniele Fissore, riferimento imprescindibile per gli organizzatori (e non solo),che Itinerarte ha portato anche a Mondovì (vedi qui) in una apprezzata mostra.
fede dubbini
E a proposito di mostre itineranti (e itineraRti), cito volentieri anche la presenza di due altre autrici avvicinate in una stessa mostra presso la stessa sede: "le due Federiche", Federica "FeoFeo" Oddone e Federica Dubbini (vedi qui). Ci muoviamo qui nei pressi dell'astrazione informale, non-geometrica, e non sul Pop, va detto: ma resta l'uso di una sapiente e diversa "alchimia dei colori" di grande vivacità espressiva.
Marco Iacobelli
Maurizio molteni
Maurizio Molteni
Ad una astrazione informale sembrano ispirarsi anche le tele di autori come Maurizio Molteni o Marco Iacobelli.
0000 Livio Brezzo
Livio Brezzo
Astratto (geometrico) è anche Livio Brezzo, che però ugualmente attinge a una tavolozza di colori allegri sia pur nel sapiente equilibrio di delicatezza cromatica che stempera le vivacità pastello di un azzurro o di un arancio squillante in un discorso visivo più sfumato.
P1170222
Walter Ravizza
Anche il lavoro del milanese Walter Ravizza si qualifica come un gioco di astrazione piattista, ma qui irrompe un elemento chiaramente Pop e giocoso come le cerniere che aprono (o richiudono?) i quadri, mettendo in mostra due differenti texture sovrapposte. Una risoluzione ironica, se vogliamo, al problema posto nell'arte col taglio di Fontana, quasi come i Nodi di Redivo ovviamente nella personalità della differente soluzione.
galliano gallo
Galliano Gallo
Anche Galliano Gallo si prodiga in figure fantastiche e coloratissime.
Orlando Zambardieri
Orlando Zambardieri
bravin
Giancarlo Bravin
Più decisamente Pop possono essere i ritratti di Bravin, che stilizza ulteriormente la serigrafia-ritratto di Warhol, in una silohuette profilata di stampo quasi settecentesco, ma sempre coloratissima. Orlando Zambardieri recupera invece nei suoi dipinti antichi giocattoli di latta come soggetti, tra cui metallici robot e dischi volanti che potrebbero essere citati nella mia dissertazione sul Futuro Nell'Arte, di cui dirò in conclusione.
Mauri Oddenino
Mauri Oddenino
Silvio Natali
Silvio Natali
Pop anche, decisamente, la valigia di Mauri Oddenino e gli psichedelici paesaggi di invenzione di Silvio Natali, con colori acidi e squillanti.
calliero
Numerose poi le giovani artiste che si muovono, in modo ancora molto libero e fluttuante, nei dintorni di tematiche pop variamente declinate.
Come in Choki, ad Eva rimanda anche il lavoro sul cibo di Micaela Calliero, che non la associa alla tradizionale Mela ma le dedica un distico con cambio iniziale, Eva ed Uva, la duplice tentazione di Bacco e di Venere in grado di condurci sulla strada di una deliziosa dannazione.
0000 teschi1
(Particolare dell'opera)
Non manca nel suo lavoro il riferimento anche al tema dei teschi, declinato in una chiave quasi sudamericana, da Santa Muerte, e quindi comunque in qualche modo allegra e giocosa.
galiano gallo2
Molto bello anche il Cuore Alato realizzato dall'autrice nel corso della realizzazione della Grande Striscia dell'Arte, un segno tipico della sua ricerca, molto forte e di grande efficacia comunicativa.
adele napolitano
Adele Napolitano
Vivi e vibranti anche i pezzi di Adele Napolitano, che su grandi tele bianche (talora, sperimentalmente, nere) mette in scena un curioso mix tra il riferimento ironico ai grandi (Kandinskij, Mirò, Mondrian sono i nomi che subito vengono alla memoria) e il gioco ad incastro del puzzle. Un gioco che ricorda, per certi versi, l'analogo lavoro di Roy Lichtenstein, che dopo aver nobilitato il fumetto nei suoi grandi dipinti pop aveva rifatto nello stile fumettistico dei '50 i grandi capolavori della storia dell'arte, con un occhio di riguardo appunto alle Avanguardie Storiche. Adele non adotta, come si vede, il piattismo del tratto fumettoso archetipo, ma vuole far emergere il tratto della sua pennellata, il suo segno (addirittura ipotizza una futura resa "materica"). Dai comics riprende però la linea di movimento, il tratteggio nervoso che rende questi assemblaggi dinamici e "instabili", come sul punto di esplodere in un sovraccarico di energia, distruggendo il loro incastro precario in una nuova vitalistica deflagrazione.
mary rigo
Mery Rigo
Interessante anche il lavoro di Mery Rigo, che va a superare la forma-quadro con una frammentazione dell'immagine applicata ad oggetti del quotidiano come queste coloratissime scarpe rosa, talvolta tramutandole quasi in forme astratte, come nel dettaglio iper-ingrandito di una tazzina di caffè. L'autrice recupera anche la forma del Tondo, un tempo nobilissima (il Tondo Doni...) e oggi declinata nell'uso artistico, ma che sarebbe interessante ri-studiare.
0000 crusà neira_0
Confraternita della "Crusà Neira"
E per concludere, come anticipato, tra i numerosi eventi collegati di Itinerarte 2015 ha anche trovato posto un intervento del sottoscritto, il vostro critico di fiducia su "Margutte". La mia chiacchierata su "Il Futuro nell'Arte", perfettamente introdotta dal curatore di Itinerarte, Fabrizio Gavatorta, ha trovato ospitalità presso la Crusà Neira, la terza confraternita cittadina coinvolta come spazio in Itinerarte, una struttura oggetto, come notiamo, di un mirabile intervento di restauro.
P1170149
Fratturata con una crepa inquietantemente simbolica che appare tagliarla perfettamente in due, la "Crociata Nera" è stata soggetta a un restauro innovativo e coraggioso, una vera opera d'arte architettonica in grado di valorizzare quanto resta dell'antico e trasformarlo in qualcosa di assolutamente inedito e postmoderno.
barberis
Una cornice perfetta, insomma, per il mio intervento, in cui ho cercato di accennare a come gli archetipi del futuro che ci sono trasmessi dall'arte hanno radici profonde in opere precedenti. Molto interessanti anche gli interventi del curatore, degli artisti convenuti e del pubblico, con cui si è riflettuto anche su quale possa essere "il futuro dell'arte" ragionando sul rapporto tra marketing e cultura, arte ed illustrazione, video art e pittura tradizionale. Insomma, un'interessante occasione di confronto, quali raramente capita di trovare.
Concludendo, spero che questo mio articolo sia servito almeno a suscitare una curiosità verso lo spettatore, invogliandolo a visitare dal vivo l'esposizione, per ricreare a sua volta il proprio percorso di visita.
Insomma, il suo personale Itinerario nell'Arte.

Post più popolari