L'eredità esoterica


LORENZO BARBERIS.

Guardando la tv, un po' di tempo fa, all'ora di cena.
Solito programma, l'Eredità, con il solito Conti come conduttore.
A un certo punto una domanda mi fa sobbalzare sulla sedia.
"Cosa si dimostra col Pendolo di Foucault?"
Appaiono le caselle delle quattro opzioni.
Potrebbe essere la rivelazione finale.
Provo a immaginare le quattro domande sull'interpretazione del capolavoro di Umberto Eco:

A) Che l'esoterismo è tutta una farsa
B) Che esiste davvero un piano templare, che ci viene rivelato
C) Che esiste un piano templare, che però è inconoscibile
D) Che Cuneo è il vero centro esoterico del mondo (vedi questo mio post sul "Pendolo", qui).

Pochi secondi e la risposta data dal conduttore costituirà la rivelazione esoterica definitiva.
Del resto, Carlo Conti significa Carolus Comites, "Compagno di Carlo (Magno)", con riferimento alla nobiltà originaria, avviata dal grande sovrano nell'800 DC. Un'altra maschera del Conte di Saint Germain. Lo stesso programma, intitolato "L'eredità", fa riferimento all'Eredità Templare, la continuity del Grande Piano. E il "gioco finale" è la Ghigliottina, che in effetti simboleggia il compimento del Grande Gioco templare, con la rivoluzione francese e l'uccisione dell'ultimo dei Capetingi ("Jacques de Molay, sei stato vendicato!").

Appaiono le domande:


Ovviamente, come ho fatto a non capirlo subito?
Un classico gioco esoterico, lanciare il sasso e nascondere la mano.
Si parla del "Pendolo di Foucault" come strumento scientifico, non come romanzo esoterico.

Oppure, direte voi, è tutta una mia sovrainterpretazione.
D'accordo, d'accordo...
Però: perché mettere il nome tra virgolette, se non è il titolo di un'opera?

Come vedete, i templari sono sempre tra noi...

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