Quel Pasticciaccio Cabalistico di Naviglio Pavese


LORENZO BARBERIS.

Oppure, sottotitolo alternativo: "Sapessi come è strano / Anagrammare (a) Milano".
La cabalinguistica dell'autore Marco Roascio, una delle più interessanti (e surrealistiche) ricerche artistiche del monregalese d'oggi, è sbarcata nei "navigli corsari" milanesi.


Il 24 Aprile (il 5 maggio manzoniano sarebbe stato ancor più perfetto), infatti, la Cabalinguistica è stata presentata a Milano, presso la galleria Spazio Libero 8, al numero 8 dell'Alzaia Naviglio Pavese, in occasione del finissage della mostra di Virgilio Patarini (qui il bel sito dell'autore) e del suo "alter ego" artistico, Giovanni Drogo (dal nome del protagonista buzzatiano de "Il deserto dei tartari") presentata criticamente da Carlo Catiri (già docente di storia dell'arte allo IED Milanese) e curata da Fabrizio Gilardi.


Nella foto: Fabrizio Gilardi, un combattivo Marco Roascio, e Carlo Catiri.

La conferenza, dal titolo "Arte: azione o sublimazione?" ha permesso a Roascio di presentare la sua esperienza nella città che è il cuore della cultura artistica ed economica italiana e - con l'Expo in svolgimento - centro generale della cultura mondiale.


Gadda

Vero è che altri autori monregalesi (come Angela Greco, di cui doverosamente scriveremo) sono riusciti addirittura a entrare all'interno della grande kermesse mondiale, nel padiglione cinese (e Mondovì è presente, naturalmente, all'Expo, con le sue mongolfiere e la cupola del suo santuario); ma Roascio è l'unico che ha ordito un progetto fortemente specifico, all'interno del suo grande lavoro cabalinguistico, dove per il mese di maggio ogni giorno Carlo Emilio Gadda, il gran milanese della letteratura sperimentale, pronuncia un aforisma sul cibo (il tema dell'Expo, ovviamente), ottenuto anagrammando il nome del giorno unito al santo del calendario.

Si ottiene così un interessante "mese cabalistico" (come il febbraio 2015, che mi era stato immodestamente dedicato, quale critico di riferimento del Cabalinguista) ricco di osservazioni spiazzanti e illuminanti a un tempo stesso.



Tutto inizia il primo maggio, dove Gadda proclama il proseguire del grande evento degli Expo universali, che "prosegue"" con il 1 maggio 2015 a Milano, con un "epico ragù", simbolo in fondo del tricolore (il rosso del sugo, il bianco della pasta, il verde delle foglie di basilico) che può richiamare il logo dell'Italia nell'esposizione, quasi un piatto di pasta in astrazione cubista (anzi, cerchista). Il rimando allo smog evoca una tipica icona milanese, che contrasta col millantato salutismo dell'Expo che vuole "nutrire il pianeta" (a panini McDonald).

L'evento prosegui: epico ragù, qui a Milano! Smog: impigrii. (Gadda)/ 
Oggi, primo maggio duemilaquindici, San Giuseppe Lavoratore

Qui a Milano si mangia testuggine o viscido uovo (C.E.Gadda) /
Oggi, due maggio duemilaquindici, Sant' Atanasio Vescovo


Gadda sembra attraversare la Milano dell'Expo mangiando manicaretti e twittando lezioso come il peggiore (o migliore) Food Hipster. Lo smog ritorna spesso, spesso associato all'impigrirsi postprandiale, all'apparenza poco milanese.

Smog... pisolino! Qui a Milano rifuggo i polipetti. (C.E.Gadda)
Oggi, tre maggio duemilaquindici,  San Filippo Apostolo


Lo smagato riferimento alle Grill Room, modaiolo tempio moderno dello street food d'élite, confermano la natura di Food Hipster del Gadda roasciano. Il suo è spesso, come vediamo, un cibo "velocissimo", scontato quanto basta, in un'ottica smart ma anche fast.

"Grill-Rooms": qui a  Milano ingoio quattordici funghi! (C.E.Gadda)
Oggi, quattro maggio duemilaquindici, San Floriano di Lorch

Ieri, qui, (scontati q.b.) li ingerivo: tre muggini  in umido! (C.E.Gadda)
Oggi, cinque maggio duemilaquindici, San Brittone di Treviri

Qui, in giugno, velocissimo, ingerii sedici uova colme! (C.E.Gadda)
Oggi, sei maggio duemilaquindici, San Lucio di Cirene Vescovo

Gita, suggestioni: qui a Milano degusto miceti in umido! (C. E. Gadda)
Oggi, sette maggio duemilaquindici, Sant' Augusto di Nicomedia


Qui a Milano Teodosio degustò due sgombri ingrigiti (C. E. Gadda)
Oggi, otto maggio duemilaquindici, San Desiderato di Bourges

Molto significativo l'anagramma dell'Otto, che porta a Milano il povero imperatore Teodosio costretto (probabilmente dal vescovo Sant'Ambrogio, come nella foto sopra) a mangiarsi "due pesci ingrigiti", con simbolico riferimento ai (cinque pani e) "due pesci" divenuti simbolo del cristianesimo. Ovvero: l'imperatore che si china al potere spirituale della chiesa. E infatti Teodosio porrà fine agli ultimi residui di paganesimo, abolendo tra l'altro le Olimpiadi antiche (393 d.C.). Anche il Santo coinvolto nell'anagramma è perfetto, poiché evoca un "desiderato Borges", oggettivo modello per la combinatoria babelica della cabalinguistica.


Il mio ingegno geme? Vino a digiuno vi disinquini! (C. E. Gadda)
Oggi, nove maggio duemilaquindici, San Dionigi di Vienne

Rimuggiresti? Incomincio: qui a Milano digerii!(C. E. Gadda)
Oggi, dieci maggio duemilaquindici, San Cirino Martire

Scongelo e friggo: qui a Milano mi nutrii di muggini ! (C. E. Gadda)
Oggi, undici maggio duemilaquindici, San Gengolfo Martire

Gelidi liturgisti, qui a Milano mangio e dormicchio! (C. E. Gadda)
Oggi, dodici maggio duemilaquindici, Sant' Achilleo Martire

Dilungatisi (endemicità) qui mangio! (Ing. Carlo Emilio Gadda)
Oggi, tredici maggio duemilaquindici, San Natale di Milano

In altri anagrammi appare talvolta il titolo di Ingegnere divenuto paradigmatico per Gadda, a segnare l'inconsueta professione tecnica, quasi un must per il letterato postbellico (Montale ragioniere, Quasimodo e Vittorini geometri, altri autori, per dire, periti agrari). talvolta con un allusivo rimando a "l'ingegno".

Qui, impigliato con questi algoritmi: ma digiuno! (C.E.Gadda)
Oggi, quattordici maggio duemilaquindici, Sant' Ampelio

Metaletterario questo riferimento a un Gadda digiuno perché in verità impigliato negli algoritmi dei programmi della cabalinguistica.

Qui, i liquori unici  simboleggiano gradimenti!(C.E.Gadda)
Oggi, quindici maggio duemilaquindici, San Liberatore

Qui mi gusto i pinoli, micidiali gasogeni! (C. E. Gadda)
Oggi, sedici maggio duemilaquindici,  Sant' Alipio


A dieta, stitici, inquisimmo: ergo, v'è il gusto! (Ing. C.E.Gadda)
Oggi, diciassette maggio duemilaquindici, San Vittore

Perfetto anche questo anagramma che nel santo del giorno inserisce San Vittore, nome del carcere milanese più celebre, e lo collega a un Gadda giudiziario, che "inquisisce".

Qui, al mio domicilio,  digiuno, gestisco palafitte!(Ing. C.E.Gadda)
Oggi, diciotto maggio duemilaquindici, San Felice di Spalato

Motivano indecisi: qui, in giugno, mangio olive! (C. E. Gadda)
Oggi, diciannove maggio duemilaquindici, Sant' Evonio

In Vietnam omaggiaste soia: disquisii con la tribù  (Ing.C.E.Gadda)
Oggi, venti maggio duemilaquindici,  Sant' Anastasio di Brescia

In giugno, qui, mangio, mi dilato e scrivo. Mentre giù... (C. E. Gadda)
Oggi, ventun maggio duemilaquindici, San Godrico Eremita

 I cibi solidi, qui, mi gustano (Servire Magnum!). I gelati, no ! (C. E. Gadda)
Oggi, ventidue maggio duemilaquindici, San Basilisco Martire






Renzo Tramaglino, inquieto, muove  fisiognomici (Ing.C.E.Gadda)
Oggi, ventitré maggio duemilaquindici, San Fiorenzo Monaco

Mirabile anche il riferimento manzoniano a Renzo Tramaglino, che in effetti a Milano fa un tour in chiaro segno gastronomico, prima raccogliendo il pane durante la rivolta del Forno delle Grucce, poi finendo intrappolato all'Osteria della Luna Piena dove al pane e al companatico aggiunge, ahilui, una dose spropositata di vino che gli mesce la spia che intende arrestarlo.



Qui a Quito mangio "Gullit Strong", zimino e olive (C. E. Gadda)
Oggi, ventiquattro maggio duemilaquindici, San Zoello

Quivi, mi ingegno: inseguendo i cibi monzesi di qualità ! (C. E. Gadda)
Oggi, venticinque maggio duemilaquindici, San Senzio di Bieda

Infine, non mancando di citare un'icona del Milan come Gullit, Roascio conclude questo mese cabalistico di Gadda.


Magritte, "Two misteries" (1966)

Ma lasciamo la parola allo stesso Roascio, per un sintetico resoconto invece della presentazione milanese:

"Come ha detto il professor Catiri, la lezione di Magritte a proposito della pipa/non pipa non l'abbiamo ancora completamente recepita. Così, per la cabalinguistica,  rimane un velo grigio di mistero, di non comprensione,  di straniamento. Ma è in questo spazio che si muove il  cabalinguista. 

Certo che il messaggio lanciato dalla sua disciplina (che qui, a Milano, Navigli, in sede di 
presentazione, è stata sdoganata come arte) potrà essere accolto solo se accompagnato da un contatto col pubblico. La disciplina comporta una spiegazione.  Ciò può nuocere? Non direi. L'Arte, se la si vuol comprendere, deve anche appoggiarsi, talora su chi la ha generata.

Sotto questo profilo il mio prossimo impegno, che si paleserà a breve  con una mostra sul territorio cuneese (mostra di fatto presentata, a suon di anagramma lungo, proprio sul Naviglio Pavese), è di fare il punto su sette anni di pittura estemporanea dalla valenza cabalinguistica."

La mostra di cui Marco accenna è quella di cui scriveremo a breve, che presenterà lungo tutta quest'estate la Cabalistica presso lo storico circolo monregalese Lionetto.




L'opera fondante della cabalistica, "Col/pi/d/occhio" (2006), in mostra al Lionetto.

Per dirla in due parole: non abbia paura, il fruitore della cabalinguistica. Laddove non comprende, si affidi al cabalinguista ed otterrà l'illuminazione. Quella sorta di piccola rivelazione e piacevole scoperta che ha affinità con lo Zen, e che è la ricompensa spettante, in genere, a chi ha la pazienza di confrontarsi con l'arte.

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