Gothik Skin

soap

LORENZO BARBERIS.

Il progetto CuNeoGotico, curato da Enzo Biffi Gentili, il direttore del MIAAO di Torino, e seguito organizzativamente da Kalatà, si occupa in questo suo secondo anno di attività anche della musica, con una serie di concerti di altissimo livello a partire da quello d'esordio, con Branduardi presso la neogotica Pollenzo.
Questa seconda data di venerdì 10 luglio 2015 ha visto la presenza dell'astro nascente del dark europeo, Anja Franziska Plaschg, che ha fornito così al progetto un nuovo prestigioso tassello nella mappatura del gotico musicale col suo "Me and the devil", spettacolo ideato appositamente per il CuNeo. Una presenza - unica data italiana - che (basta vedere la pagina dell'evento) la scena romana e milanese ci ha invidiato, anche un po' sorpresa che Cuneo strappasse un appuntamento di quel livello.

fabian engelbracht
Anja Plaschg nasce in Austria nel 1990 in un piccolo villaggio rurale di 2000 abitanti, nella Stiria meridionale. In qualche modo questa matrice di gotico rurale crea una curiosa liason con la matrice gotica cuneese, che è di nuovo un gotico nascosto, ombroso, di provincia. Un utente, sul sito facebook dell'evento, ha avvicinato l'immagine di cover ai Black Sabbath; a me, più ecletticamente, viene in mente una variazione su American Gothic (Austriac Gothic?). Comunque sia quella matrice c'è, e la cornice della neogotica dogliani schelliniana indubbiamente la esalta.

Interessante anche il fatto che la Plaschg, enfant prodige musicale, ha coltivato agli inizi anche interessi nelle arti visive, coniugando nel frattempo il suo virtuosismo classico con contaminazioni elettroniche.Nel 2008, a diciott'anni, interpreta la cantante Nico nel film che la riguarda, inclusa la sua "Janitor of Lunacy", molto gotica anch'essa (Janitor of tyranny / Testify my vanity / Mortalize my memory / Deceive the Devil's deed)

Nel 2009 è stata la volta del suo primo album, "Lovetune for Vacuum", che ha incluso fra gli altri una "Marche funebre" e un'ode a "Tanathos"; con quest'album viene premiata dall'European Border Breakers Award nel 2010. Il pezzo più significativo è forse Spiracle, in cui appaiono perfettamente espressi i temi cupi e angosciosi che qualificano il suo lavoro.

When I was a child

I rend my tongue, distraught
As a child
I killed my thoughts
and bored with a bough
In my spiracle
When I was a child 
Fears pushed me hard in my head
In my neck
in my chest
in my waist
I never loved
I still beg
please help me
When I was a child
I bred a whore in my heart
A stillborn child
I gasp for -
The devil into my spiracle

Nel 2012 seguirà Narrow, il secondo album, in cui aumenterà lo spazio dell'elettronica, sia pure in continuità col primo lavoro, mentre recita lo stesso anno nel film "Stilleben".
soap and skin 1

“Me and the devil”
 è invece, come detto, lo spettacolo originale che l’artista austriaca ha proposto nell’ambito del progetto “il cuNeo gotico”. Il titolo è ovviamente citazione di uno dei più celebri blues di Robert Johnson, di cui Soap & Skin ha proposto una versione trasfigurata e ipnotizzante.

Early this morning

When you knocked upon my door
And I said hello Satan
I believe it's time to go
Me and the Devil
Was walkin' side by side
And I'm going to beat my woman
'Til I get satisfied
She said you don't see why
That she would dog me 'round
It must-a be that old evil spirit
So deep down in the ground
You may bury my body
Down by the highway side
So my old evil spirit
Can get a Greyhound bus and ride

In questo modo l'autrice si pone sulla sequela del primo grande artista "diabolico" e neogotico della musica blues, rock e quindi di tutta la "tradizione moderna". Robert Johnson, infatti, bluesman goffo prima della morte della moglie, sarebbe sparito per un anno e tornato con una abilità prodigiosa, dovuta al misterioso maestro bluesman Ike Zinneman. Lo stesso Johnson alimentò il mito di un patto diabolico stretto con un "diavolo degli incroci". La stessa morte di Johnson, precoce e misteriosa, sarebbe stata ricondotta nel mito agli effetti della magia nera. Quello che è certo è che inaugura, nel 1938, il famigerato "Club dei 27", l'età maledetta in cui muoiono le migliori rockstar.


Detto questo, dal vivo la performance di Soap and Skin è davvero impressionante. All'abilità incredibile come pianista l'autrice affianca la potenza di un'elettronica cupa ed aggressiva, con cui gioca di contrasto, alternando parti apparentemente dolci, ma sottilmente inquietanti, a una tempesta di suoni elettrici che creano una antinomia che ricorda, in modo "sinestetico", il noto effetto che Kubrick otteneva giustapponendo musica classica e immagini di distruzione e violenza.
Come in molta elettronica, l'uso delle luci e degli effetti sul palco non è puramente decorativo, ma contribuisce, con lampi di neri e rumori rossi, a sottolineare visivamente la forza della performance sonora.

soapskin-foto-by-antoninbpevny

L'abilità performativa dell'artista è poi notevole anche sotto il profilo visivo, e non si capisce se sia un portato della sua abilità recitativa (altro ambito in cui opera, come accennato) o se vi sia davvero un abbandonarsi profondo allo Sturm Und Drang artistico che la sconvolge.

In molti cantanti il "maledettismo" ottocentesco è vestito come una maschera non priva di ironia, specie agli occhi degli spettatori meno fanatics e più smaliziati: mentre osservando Anja Plaschg viene il dubbio che - in un altro secolo, naturalmente... - la sua performance nel cuneese si sarebbe conclusa con un rogo di streghe (di cui Cuneo, come altri luoghi, ha una sua ampia tradizione).
In Anja Plaschg infatti sorprende l'autenticità e la forza drammatica del suo agitarsi sul palco come una marionetta rotta nelle mani di un manovratore impazzito; il tutto, però, non come se i gesti fossero casuali, ma come se rispondessero minuziosamente ad uno schema preciso, arcano, e a noi ignoto.

La potenza visiva e auditiva dello spettacolo è tale che viene quasi di pensare a un antico rituale, in grado di caricare di nuovo l'energia inquietante di questi luoghi. Poi, naturalmente, lo spettacolo finisce, e ci si ricorda che è tutto parte di un grande show, the great rock swindle, show must go on, e così via.

Resta il fatto che quello che Soap&Skin ha evocato è indubbiamente potente, e nel nostro ricordo resterà indubbiamente come qualcosa di più di un "bel concerto": forse, semplicemente, una nuova tappa (cuneese) del manifestarsi dell'eterno spirito gotico europeo.


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