De Cameron



LORENZO BARBERIS.

Pezzo di satira alla "Pendolo di Foucault".

Il Pig-Gate in cui è rimasto coinvolto David Cameron, il premier inglese, è qualcosa di inquietante e affascinante al tempo stesso.

Come noto anche ai sassi, Lord Michael Ashcroft (n. 1946), il 37mo uomo più ricco di Inghilterra, ex tesoriere conservatore, ha accusato nel suo libro "Call Me Dave" uscito in questi giorni il premier in carica di aver fatto, da giovane, sesso con un maiale (più volte) all'interno di un rito d'iniziazione della goliardia aristocratica inglese, la Piers Gaveston Society di Oxford ("Hai studiato ad Oxford, vedo!" si dice qui da noi per sottolineare, ironicamente, una particolare finezza), così detta in nome dell'amante gay di re Enrico II, nel '300 (un bel programma, non c'è che dire).

Uno Skull & Bones britannico, insomma (soprattutto bones, direi, per chi mastica inglese da telefilm americano) dai gusti piuttosto boccacceschi, verrebbe da dire, se non che Boccaccio non raggiunge questi livelli (al massimo c'è un frate che spiega a una donna che la può tramutare magicamente in una giumenta se lei accetta che lui le aggiunga la coda: non immaginereste mai come!).


"Call Me Dave", firmato Peppa Pig.

Lo scandalo è di quelli che possono rovinare un politico. Il tempismo è curioso e sospetto, a esser diffidenti. Infatti, il Labour, che era sulla buona strada per detronizzare Cameron, sembrava spacciato dopo la vittoria di Corbyn, un simpatico vecchio fricchettone socialisteggiante che aveva vinto a sorpresa le primarie del 12 settembre.

Ovviamente, la minaccia di sfracelli per i labouristi mi è sempre sembrata un po wishful thinking della City e dei giornalisti sul suo libro paga (anche qui da noi, ovviamente, anzi!): Corbyn è un populista di sinistra, stando alle sue dichiarazioni, ma non vedo perché questo, in tempi di crisi, non possa far presa sugli elettori.

Ad ogni modo, i laburisti-liberisti eredi ed orfani del Blair Project si stracciavano le vesti, mentre i Cameronensi cantavano vittoria.



Ora tutto è di nuovo messo in discussione.
Ma la cosa sorprendente è che tutto appare anticipato nella prima puntata di "Black Mirror" (2011), telefilm di fantascienza dove un premier incompetente è costretto da un artista-terrorista a unirsi a una scrofa per salvare la principessa. Il modo con cui i media stanno reagendo (facendo il gioco di chi vuole diffondere il meme) è identico: ma fin qui vuol dire che il telefilm è semplicemente ben fatto.

La cosa curiosa è che vari elementi tongue-in-cheeks fanno pensare che si tratti di un riferimento criptico (e nemmeno troppo) proprio a Cameron: intervistato, ad esempio, un uomo della strada dichiara "per me deve farlo, in fondo questi politici non sono persone normali, no? Cioè, a loro piace quella roba...". A un primo livello, ovviamente, avevo letto nell'affermazione lo stigma del cinismo del sottoproletariato urbano. Ma ora, a un secondo livello, non sono più così sicuro che non ci sia anche del subliminale.




La cosa curiosa è che ci sono discrete corrispondenze anche per i comprimari. Samantha Cameron ha gli stessi maglioncini grigi, la stessa aria next-door-girlish della povera Jane Callow.


Isabel Oakeshott, la giornalista co-autrice del libro, può rappresentare bene, da quel poco che si capisce, il yellow journalism che nel film-tv è interpretato dalla cinica reporter di origine indiana (che finisce gambizzata mentre cerca di raggiungere il covo del terrorista).


Lord Ashcroft si atteggia a New Churchill con la sua enorme collezione di medaglie (manco fosse Muttley) ma il suo ruolo è parallelo a quello dell'artista-terrorista (in cui si autoritraggono, ovviamente, gli stessi autori di "Black Mirror"), l'eccentrico come causa scatenante di un imprevedibile (o prevedibilissimo) effetto domino.


L'accusa di zoofilia (e non nel senso positivo del termine) è ovviamente perfetta, tra le più infamanti possibili, specie con l'animale s-porco per antonomasia, proibito da due monoteismi su tre, blasfemo per la terza, simbolo di perversione sessuale per i morigerati, di maschilismo per le femministe, dei piaceri della carne per i vegani, e così via. E gli va di lusso che in Inghilterra non esiste Calderoli.

In più in Inghilterra è il simbolo orwelliano per eccellenza, la classe dirigente corrotta (finto comunista, ma è un dettaglio) del maiale Napoleon che finisce di diventare "uguale agli umani".

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L'ipnorospo di Corbyn. Funziona solo per i visitatori inglesi, don't worry.

L'unico dubbio che mi rimane è per quale ragione si dovrebbe voler abbattere Cameron, dato lo scandalo oggettivamente ad orologeria. In linea di massima, i conservatori sono più euro-scettici e iperliberisti mentre il socialisteggiante Corbyn potrebbe essere più facilmente manipolabile dai leader stranieri. Ma su questo lascio ai veri esperti di suggerire ipotesi fantapolitiche più documentate delle mie; a me basta l'impressione, davvero sconvolgente, di trovarmi in un film di fantascienza - e non per modo di dire.

Certo, da ragazzino sognavo, i cyborg, il cyberspazio a immersione neurale, i computer senzienti e la guerra delle macchine; abbiamo invece un premier inglese che sodomizza un maiale, ed è una bella dimostrazione di come i sogni dell'infanzia si infrangano e Babbo Natale non esiste.

Ma consoliamoci: dopotutto, siamo comunque in un film di Cameron.

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In copertina, Pablo Eucharren, "Porci con le ali", per chi non l'avesse riconosciuto.

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