Italian Illuminati: Claudia Koll


LORENZO BARBERIS

Piccolo post di garbata satira esoterica, stile "Pendolo di Foucault". Disclaimer: blandissime immagini erotiche.

Un gentile lettore mi segnala Claudia Koll e alcuni elementi "illuminati" nella diva e nella sua carriera, invitandomi a ulteriori ricerche. Ecco quindi un piccolo post ermetico che integra le informazioni segnalate in un ritratto "ermetico" di questa affascinante diva.

Claudia Koll, nata Claudia Colacione (il secondo nome, "rusicrociano", è Maria Rosaria) nasce a Roma nel 1965.



Dopo il Liceo Classico, inizia a recitare e, dopo varie piccole parti, giunge alla celebrità con "Così Fan Tutte" (1992) di Tinto Brass, raffinato film erotico dalla trama reminiscente dell'originale erotismo sadiano settecentesco (il titolo cita una celebre opera di altri due massoni, Mozart e l'italiano Lorenzo da Ponte, il librettista), intrisa anche di un vago spirito anticlericale. 

Il nome d'arte, vagamente germanico (in quegli anni, Helmut Khol era il cancelliere tedesco dell'unificazione, in carica dal 1982 al 1998), diviene noto in quest'occasione: fedele al nome originale, che sintetizza, rimanda al principale fascino dell'attrice evocato anche dalla espressiva locandina. Claudia, secondo l'etimologia più accettata, deriva dal latino Clausus, "zoppo" e quindi "instabile, zoppo" ma ermeticamente può anche rimandare al verbo claudere, significando in tal caso "chiusa" e quindi "ermetica", che in relazione al cognome malizioso rafforza ulteriormente l'ambiguità del senso (per gli amanti dell'onomanzia).

Non manca un Budda ermetico nella scena dell'incontro

Claudia sculacciata 

E peggio. Con vago spirito anticlericale (bella la scritta).

Il seminarista nero (e futuro papa nero diabolico, I suppose)

La trama è semplice: Desperate Wife, Diana accetta il corteggiamento di Donatien Alphonse, omonimo di Sade con gusti simili, che la sculaccia e peggio. Quando il marito scopre sul corpo di Diana i segni delle sue scappatelle, la lascia e lei cade nelle braccia di un seminarista nero conosciuto in precedenza, prima di riconciliarsi col marito.

Nel 1994, due anni dopo, è nel film a episodi "Miracolo Italiano", che suggella l'avvio del ventennio berlusconiano. Il ruolo - non più erotico - la vede nella parte di una fan sfegatata di Kevin Costner (probabilmente per un gioco simbolico C.K. vs K.C.), ancora in auge prima di rovinarsi con il mad max aquatico di Waterworld.




Nel 1995 la Koll, in questo processo di "normalizzazione", presenta il Festival di Sanremo con Pippo Baudo, come co-conduttrice di Pippo Baudo, uno dei massimi traguardi di tutte le "illuminatine" italiane. Gonna massonica ed erotismo sempre più opportunamente trattenuto ma presente.


Dal 1997 al 2000 è la volta della fiction Rai "Linda e il brigadiere", dov'è una sexy commissaria di polizia che, tuttavia, muore in modo drammatico a fine della serie.


Quindi, dal 2000 al 2002 riprende un simile personaggio con "Valeria medico legale", che cerca di conciliare poliziesco e medical.

Ma, all'apice di questo successo televisivo, la conversione, maturata anche sulla lettura già giovanile di Theresa di Lisieux.



Theresa, tra l'altro, mistica ottocentesca ossessionata dalla purezza e dalla mortificazione corporale, fu ingannata dal massone Leo Taxil che le fece credere alla sua falsa conversione per screditare la lotta cattolica al complottismo massonico; Theresa addirittura gli inviò le sue foto da Giovanna d'Arco incatenata fidandosi di lui, per poi scoprire la sua frode e morire poco dopo, molti dicono di crepacuore.

Therese, mistica, venne ingannata a fornire foto di eros sadiano a Taxil, proprio come Claudia venne sedotta a recitare in film erotici, per poi tuttavia, con un graduale percorso, espiare e tornare alla Purezza.

Brass, il di lei vecchio mentore, approva: "Nei culi c'è il destino delle persone. Il culo della Claudia Koll aveva, per esempio, delle implicazioni mistiche. Si capiva dove sarebbe andata a parare. C'era un'ombra di malinconia." (2007).


Il fatto di iniziare con un film per il centenario di Maria Goretti (2003), tuttavia, fa sembrare la cosa fin parossistica. La sventurata fanciulla, che si fece uccidere per preservare la sua verginità, divenne il simbolo dell'eccessiva esaltazione della castità nel cattolicesimo, colpa di cui Claudia era - fino allora - esente.


Nel suo ritorno alla mistica vi è un forte ruolo della Rosa, in connessione alla predestinazione del secondo nome, quella Rosaria messa lì in sua protezione; tuttavia la Rosa è da sempre simbolo erotico (Eros-Rose, la Rosa sacra a Eros), legata a Iside e Venere, al centro dell'ermetismo rosacroce. Così, in "Petali di rosa" (2007), la Koll addirittura (senza cambiare mai, in questo nuovo percorso, il nom de plum brassiano) interpreta la suora protagonista (in Maria Goretti era di contorno).


In "Isabella de Rosis" (2011) la sua figura clericale guadagna addirittura la locandina. I film restano comunque minori, nonostante il potenziale dirompente dell'ossimoro.




Segue la fondazione della Star Rose Academy, nel cui logo si fondono i simboli di Isis, la Rosa e la Stella, nata per creare nuove Star consacrate al culto della Rosa.



La massima creatura di Claudia Koll sarà qui, ancora una volta, una Suora, Suor Cristina Scuccia. Nata come cantantina semi-sexy, e con orecchini a triangolo degli illuminati, nel corso dell'Accademia prenderà i voti.


Nel 2013-14 Suor Cristina viene così lanciata dalla Star-Rose come suora canterina, con le stesse ambiguità della Koll. Questa volta l'operazione ha successo (notiamo, in foto, il contrasto inquietante tra la suorina e la statua sullo sfondo, col tema dei "prigioni" catturati nel marmo come anime in pena).



Tutto in Suor Cristina è giocato sul tema del Marylin Programming, sia pure in forma mascherata: la sua "ingenuità" la porta a "gaffe" perfettamente calcolate, ad esempio facendo le corna del rock che i conservatori giudicano sataniche.


Ma anche la solidarietà "con banana" a un calciatore sfottuto, e mille altri episodi.



L'apice viene raggiunto con l'omaggio a "Like a Virgin" di Madonna; dopo di che Suor Cristina declina un po' nell'immaginario collettivo.



Claudia Koll stessa - spesso vestita di Rose - dichiara che, non avesse un figlio, si farebbe lei stessa Suora, per espiare al meglio il passato da cui si è definitivamente separata.

Quindi, concludendo, Claudia come reale penitente convertita, o Illuminata massonica rosacrociana undercover, stile Leo Taxil? Solo il tempo potrà dirlo, ovviamente, e forse, se deciderà di mai svelare l'arcano, nemmeno quello.

Ma comunque, inevitabilmente, la Koll resterà sempre più affascinante nella sua nuova misteriosa mistica che nell'antico erotismo conclamato; almeno, ovviamente, sotto un profilo ermetico.

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