Italian Illuminati: Beatrice Lorenzin


Disclaimer: Satira esoterica, sulle note de Il Pendolo di Foucault.

Si è tenuto oggi a Mondovì un convegno liberale, che ha fatto evocare uno spirito "massonico" dallo Spiffero: il convegno si è tenuto nel Tempio piemontese per eccellenza, il Santuario di Vicoforte, ed è stato onorato anche dalla presenza di Beatrice Lorenzin, attuale ministro della Sanità (ruolo, ai tempi, coperto anche da Raffaele Costa all'apice della sua carriera politica).


La Lorenzin si aggiunge così al novero di personalità significative che hanno visitato la Mondovì Esoterica. Ma la Lorenzin è un'Illuminata? Proviamo a seguire, per gioco letterario, il ragionamento che farebbero i complottisti.

La Lorenzin è fuoriuscita dall'egida berlusconiana per creare, con altri, la costola di destra del Partito della Nazione incarnato da lo-Renzi, il Magnifico. Il cognome Lorenzin riecheggia appunto il cognome mediceo del Grande Fiorentino (inteso come Lorenzo de' Medici, e solo in seconda battuta il suo attuale epigono, di livello minore: Lo-Renzin de' Medici, appunto). Tanto più che il ministero ricoperto dalla Lorenzin è quello della sanità, quindi appunto "de' Medici".


Il nome, invece, Beatrice, rimanda a un fiorentino ancor più grande, Dante Alighieri, di cui richiama la donna amata, simbolo della filosofia come potenza beatifica. La Lorenzin è quindi, simbolicamente, Beatrice Lorenzin de' Medici, ovvero, "colei che beatifica Renzi"? Questo dimostrerebbe il suo ruolo cruciale nel futuribile Partito della Nazione.




Non è sicuramente priva di significato anche l'oggettiva bellezza della Lorenzin, una bellezza signorile, da Rinascimento quattrocentesco, ancor più ravvivata dalla somiglianza impressionante con l'attrice Meg Ryan.



Meg Ryan tra l'altro è indubbiamente tra le più significative e iconiche "attrici Illuminate" di Hollywood. La sua aria angelica ma al tempo stesso vagamente ironica e beffarda, e quindi sottilmente diabolica, ne fanno una perfetta icona ambivalente, come amato dagli Illuminati che controllano, è risaputo, Hollywood.


Non mancano i riferimenti alla cultura pop, come alla bocca disegnata da Andy Warhol per i Rolling Stones (quelli di "Simpathy for the devil") oppure quest'immagine che richiama l'idea della popstar controllata, in una gabbia, dagli Illuminati.



Soprattutto, il film che la consacra icona, "When Harry Met Sally" (1989), è incentrato tutto sulla sua ambiguità angelico/diabolica nella scena del "falso orgasmo" in pubblico, in cui l'icona stessa di Meg Ryan si sovrappone a quello dell'Estasi di Santa Teresa di Lorenzo Bernini, già icona ambigua tra santità ed erotismo, compiendone il lavoro di decostruzione in modo subliminale.


 Meg Ryan è del resto un nome d'arte, come tipico nelle popstar illuminate, e può essere anagrammato in "Germany", diventando così un'allegoria della Germania (è, del resto, una fanciulla bionda con gli occhi azzurri, credibile bellezza teutonica).


Una Lorenzin ai tempi dell'apparecchio. 

Tornando alla Lorenzin "illuminata" cuneese, va sottolineata la presenza, in quel di Mondovì, anche del grande mentore del berlusconismo, il divo Giulio Tremonti. Tre Monti tra l'altro sorgono nello stemma civico di Mondovì. Beatrice Lorenzin è quindi, in certo modo, "l'ago della bilancia" della politica italiana. Vedremo se in futuro questa profezia onomastica funzionerà oppure no.



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