Scritture Cuneiformi



LORENZO BARBERIS.

Venerdì 13 novembre, data esoterica quant'altre mai, si inaugura a Cuneo l'ennesima edizione di "Scrittori in città", principale manifestazione letteraria cuneese. La data di apertura segna anche la presentazione di "Neogotico Tricolore", volume letterario del CuNeoGotico, progetto cui ho partecipato per quanto riguarda la parte artistica; ma probabilmente ancor più sarebbe interessante un evento del giorno successivo, il 14 novembre.

In tale data terrà infatti una conferenza dal titolo "Babel" che presenta le teorie di Zygmunt Bauman, con intervista all'ideatore della "modernità liquida", ed enuncia fin dalla presentazione considerazioni sull'odierno "crollo di Babele": "Si tratta di un cambiamento epocale che stiamo sperimentando a livello planetario e a diversi livelli di consapevolezza. A modificarsi strutturalmente è la Storia, ma anche ciò che regola le relazioni tra gli individui, persino la nostra sostanza umana."

Tutto "Babel" muove da una considerazione di Borges (che di Babele si intendeva), che la vede come
«un paese vertiginoso dove la lotteria è parte principale della realtà», un «infinito gioco d’azzardo». La postmodernità della sua letteratura (e del mondo circostante) come ricombinazione vuota di significato, babelica e diabolica.

«perché continuiamo a porci domande senza essere in grado apparentemente di sfuggire al circolo vizioso del puzzle?» si interroga Bauman, chiudendo su una nota pessimistica, con solo qualche convenzionale apertura alla speranza. Si riempie con Facebook e «il mercato delle identità illimitate» il vuoto lasciato dal dissolvimento dei legami sociali, e per quanto, citando Bulgakov (quello de "Il maestro e Margherita"...), si offra una speranza "oltre Babel", appare molto ipotetica e quasi illusoria. (vedi qui)

Babel, cinque lettere come Cuneo, è accomunata del resto alla capitale della nostra piccola provincia dall'uso di una scrittura cunei-forme, che forse giustifica anche il titolo dell'evento.

In copertina, piazza Galimberti: "la più magica, metafisica piazza d'Italia" (G. Giordanengo).
Nella meravigliosa foto di E. Bessone sembra quasi uno dei mondi impossibile del Piccolo Principe di Saint Exupery. 

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