Critica Liquida

LORENZO BARBERIS.

Da più parti mi osservano un iperattivismo a volte un po' prolisso del blog.

Ammetto di essere un amante del longform, e potrebbe giovare una maggior sintesi.
Il problema è che la modernità liquida richiede una critica essenziale, una critica ermetica (sommando Ungaretti e  Jung), se non decisamente una critica suprematista (Malevich+Ungaretti).

Ecco allora che il commento supersintetico a questo pezzo di Urfaut (scelto non a caso) potrebbe divenire la pura immagine di copertina (davvero, guardatevi il link qui, l'opera merita e nel mio gioco letterario è forzatamente sacrificata). La versione lunga sarebbe questa:

Urfaut fonde qui il "quadrato bianco su fondo bianco" di Malevich, l'archetipo dell'oltranza critica del suprematismo con la modernità liquida di Zygmunt Bauman. Come il suprematismo, apice dell'astrattismo classico, è perfettamente parallelo e letto (ingenuamente) quasi didascalico al coevo fordismo, così Urfaut crea (i media non sono un caso: il cellulare, internet, tumbl, fb...) un suo suprematismo postmoderno, e quindi liquido.

Però liquido fino a un certo punto: il gorgo liquido della modernità si sbrodola e dissolve comunque in un "cerchio nero" molto rigido, il "buco del lavandino". E il Cerchio Nero che è un altro archetipo suprematista, punto di arrivo nella sua sintesi di mille "voragini nere" da Dante in poi, di mille Buccae Inferos.

Infatti la modernità è liquida oggi ma fino a un certo punto, l'ossatura resta in fondo il capitalismo tradizionale, magari non più fordista, ma più primo-novecentesco oggi che ieri (ucciso Keynes con un frammento del muro di Berlino).

E infatti, alla fine, la foto è ironica anche su questo ossimorico "modern suprematism": astrattissima nei segni, ma leggibilissima nel dato empirico del lavandino gorgogliante.

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