Unmasking V. Libro 1.


LORENZO BARBERIS.

Spoiler alert: analisi passo passo. Leggere prima l'albo.

Remember, remember... recupero appunti vecchissimi (università, poi rimaneggiati più volte) su V for Vendetta. Per ora, esamino il libro uno. Poi si vedrà (il lettore accorto noterà che - partito con appunti più ampli, in seguito ho sintetizzato; certo, anche per la vastità del lavoro, ma anche perché alcune considerazioni sono esaurite all'inizio, dopo sarebbero ripetitive).

“V for Vendetta” è un fumetto miliare della storia dei comics, pubblicato dallo sceneggiatore Alan Moore e dal disegnatore David Lloyd tra 1982 e 1985, in bianco e nero, sulla rivista inglese Warrior, interrotto per la chiusura della rivista e in seguito completato nel 1988 dalla DC Comics, in una edizione in dieci fascicoli. In Italia giungono nel 1991, e vengono raccolti in volume nel 1994.

I due autori hanno rivendicato una forte coautorialità della storia, che è del resto evidente nella perfetta collaborazione di disegno e testo nella costruzione della trama: se qui spesso sfuggirà di definire quest’opera soprattutto a Moore è legato all’esigenza di brevità e di non ripetizione.

La storia è dunque una riflessione sul tema del “Masked Avenger” che anticipa l’ancor più famoso “Watchmen” dello sceneggiatore inglese.

V è, difatti, l’archetipo del Vendicatore Mascherato; non però la sua declinazione fumettistica, ma la sua originale concezione teatrale inglese, il protagonista delle orrorifiche Revenge Tragedy del teatro elisabettiano (il cui modello più alto si incarna in Shakespeare, con il suo “Amleto”, a cui V guarda con particolare attenzione).

Se nel fumetto popolare americano di eroi mascherati (non sempre super-eroi: Batman, e altre figure delle origini, non hanno tratti strettamente sovraumani) il nemico è sempre rappresentato dal Crimine, da ciò che intende rovesciare il sistema, in V, come nel modello originario inglese, il malvagio è il Tiranno, mentre l’Eroe, come Amleto e V., è un personaggio positivo ma reso folle dai torti che ha subito e, come Amleto e V., ricorre a piani contorti e spesso meta-teatrali per mettere in scena la propria vendetta.

Un modello postmoderno di Moore è, sicuramente, anche “The Courier Tragedy” di Thomas Pynchon, autore del resto di un romanzo “V” citato visualmente nell’opera di Moore. Nel romanzo di Pynchon, del resto, il Tristero (gruppo di neri mascherati collettivo, però) opera tramite l’hackering delle reti postali e di comunicazione, proprio come V (in un caso, usa anche proprio il sistema postale per beffa al sistema, in una probabile citazione: anche se la sua azione è più tecnologica).

Quella di Moore è probabilmente, al di là delle dichiarazioni a volte ironicamente minimizzanti, una intenzionale operazione alchemica volta a modificare il significato stesso del medium fumettistico, nel suo prevalente genere eroico. E il successo del più grande esoterista moderno appare evidente nella ripresa massima, sia pure profondamente deformata, nel suo mito quale chiave interpretativa delle rivolte odierne contro il sistema. Come hanno osservato gli stessi autori, la maschera di V va prendendo il posto di Che Guevara nelle attuali rivolte di massa.

È stato questo elemento che mi ha spinto a una rilettura dell’opera; ma è stata la percezione di profonde inesattezze, e forse censure, nella sua traduzione italiana a spingermi a una disamina più approfondita.

Ho quindi condotto questa rilettura passo passo, che ovviamente costituisce un lungo spoiler dell’opera per chi non l’avesse ancora letta. I rimandi alle pagine sono riferite all’edizione italiana in volume del 1994, della Milano Libri: quella in mio possesso.

La cover del volume italiano usa appunto, già nel ’94, la grande maschera di V. L’originale inglese è più opportunamente una sorta di “proto-vignetta”, esattamente come nel Watchmen di Moore (e Gibson): vediamo il camerino di V, identico a quello di un attore, con l’eroe di spalle e in ombra, ovviamente, prima del trucco. La natura teatrale dell’opera è così ribadita con ancora più forza che nel puro riferimento alla maschera (vedi immagine di copertina del post).

Curiosamente, il titolo italiano del 1994 è mantenuto “V for Vendetta”; nelle ristampe dopo il film del 2006, a oltre dieci anni (ormai quasi venti…), si è scelto il “V per Vendetta”, come se quel minimo inglese dell’articolo “for” fosse un problema di comprensione. Comunque, almeno in questo caso, la traduzione non comporta inesattezze particolari.

LIBRO UNO. L’EUROPA DOPO IL REGNO.

La cover interna si apre con l’immagine del domino, V che posa con mano guantata la prima pedina del domino che farà in seguito crollare. Il domino è l’immagine delle società totalitarie, rigide e quindi facili da distruggere, se si sa colpire nei punti esatti (secondo, ovviamente, la tesi di V).

1. Nemesi (originale: Villain, con mantenimento della V).

La prima tavola ci presenta una Londra orwelliana (evocata soprattutto dalle telecamere di sorveglianza), del 1997, con la Voce del Fato, il potente computer che coordina il regime, che impartisce le sue direttive.

9. Evey Hammond, la protagonista femminile (l’Eva, la donna da cui parte la rinascita: per cui spesso ci sfuggirà di definirla Eve) e V si stanno truccando, per “entrare in scena”. Lei come giovane prostituta, lui come vendicatore. Il trucco di Eve la rende simile alla maschera artificiale di una bambola (Va notato che questa simmetria col finale è resa perfetta dal fatto che l’unico volto della tavola è Eve che si vede in uno specchio: nel finale, quando scoprirà la maschera di V., vedrà quello stesso volto, fotocopiato. V è lei, eVe; il V.-maschera è stato solo un mezzo per portare a lei, A-narchia come rovesciata fase positiva della V-endetta – il simbolo di V è uguale infatti all’A di anarchia, rovesciato).

Tutto il fumetto, come il successivo Watchmen, è basato su un “montaggio alternato” di testo e immagine: spesso il testo non è connesso all’immagine, ma ne fornisce un implicito commento, che dev’essere colto dal lettore a un secondo livello. In V. tale tecnica è più sottile che in W., e quindi non passa nella edizione italiana; ma è ugualmente presente. Ad esempio, nella prima tavola, mentre Eve si veste per andare a prostituirsi, sentiamo la radio annunciare un miglioramento nel “razionamento della carne”. Appare impossibile renderne costantemente conto, e si citerà solo quando apparirà particolarmente significativo. (in un certo senso, è un modo che Moore ha per rendere virtualmente impossibile una esegesi della sua opera, a meno di non strutturarla in un testo che sopravanzi di molto la mole dell’opera stessa. Cosa per ora ancora raro nell’esegesi fumettistica – non in quella letteraria, però, dalla "Commedia" in giù).

10. Dalle news, apprendiamo che la monarchia esiste ancora, ma la regina Zara ha sedici anni (come Evey, che è in quel momento inquadrata) ed è evidentemente sotto controllo del Norsefire. Sarà l’unico accenno alla Monarchia, che è in qualche modo scusata così da ogni colpa. V stesso non colpirà mai simboli legati al potere regale, ma a quelli del potere civile. Tale cosa pare ribadita dal fatto che, più avanti nella tavola, il Leone di pietra davanti al parlamento (simbolo della Monarchia) è decapitato. Ovviamente, Zara è simbolicamente Z, ultima lettera dell'alfabeto, in una sorta di Alfa ed Omega dell'archetipo femminile che ha al vertice A, l'Anarchia positiva (in cui si rovescerà e-V-e) e all'opposto, nell'insignificanza, Z-ara.

11. La storia si avvia, apparentemente, come il più classico dei comics: Evey si propone agli uomini del Dito, la polizia militare del regime, i quali dichiarano che la violeranno e la uccideranno, davanti a un manifesto che evoca “Strenght Trought Purity, Purity Trought Faith”. È un motto presente su Westminster Palace, il parlamento inglese, il primo simbolo che V abbatte, sul modello del terrorista cattolico del Seicento cui si ispira, Guy Fawkes. Ovviamente, qui assume un carattere decisamente più inquietante: la Purezza che il regime evoca è una purezza razziale e sessuale al tempo stesso, evidenziata nelle parallele persecuzioni di “razze inferiori” e di omosessuali. Al tempo stesso, il tentato stupro davanti all’evocazione della purezza sottolinea l’ipocrisia del regime di fronte ai suoi stessi ideali: molti dei suoi membri sono infatti omosessuali e, in alcuni casi, ebrei.

12. V interviene prontamente, e salva Eve recitando un passo shakespeariano del Macbeth, il Tiranno per eccellenza in Shakespeare, che sta per essere abbandonato dalla Fortuna, la “sgualdrina del ribelle”, che egli però cattura e rende sua schiava. Il Tiranno parrebbe un riferimento al regime, ma le vignette ci rivelano che il tiranno è V. (“si fa strada fino a raggiungere la schiava”, e V. raggiunge Eve), Eve è la Sorte come “sacra prostituta”, e gli altri sono solo figure evanescenti sul suo palcoscenico.(Nota che il tema è diffuso: “Dov’è la Vittoria / Le porga la chioma / Che Schiava di Roma Iddio la creò.”)

14. Quindi fa saltare il Parlamento nel giorno della congiura delle polveri di Guido Fawkes, il 5 novembre (l’anno è il 1997), esplodendo fuochi artificiali (come quelli utilizzati in onore di Fawkes) in forma di V.

A Eve, dice “Sono il Re del XX secolo”, a confermare l’idea che è lui il tiranno di quel mondo.

15. Nella scena successiva, il Leader del partito fascista al governo, il Norsefire (Fuoco del Nord), Adam Susan (Adam, opposto quindi ad Eve) entra in azione, coordinando i cinque sensi (ritorna il cinque) che controllano aspetti diversi del regime. Il debole Heyer (Eye) è il capo dell’Occhio, le telecamere di sorveglianza; il timoroso Etheridge (eth-Ear-idge, "orecchio) è invece il capo dell’Orecchio, le microspie audio sparse in ogni casa. Finch è il Naso, ovvero la polizia investigativa tradizionale, Scotland Yard. Almond coordina il Dito, la polizia del partito. Dascombe è la Bocca, la propaganda di regime.

16. Nonostante la rigida repressione etnica e sessuale, molti dei componenti sono omosessuali e, forse, ebrei. Dascombe è sicuramente, e abbastanza ostentatamente, omosessuale, e forse Finch ed Etheridge sono di discendenza ebraica, da alcuni dettagli (sono comunque le figure più positive del regime). Heyer è un voyeur digitale, stando alle accuse della moglie Susan, terrificante arrivista sociale, che lo tiene in una sadica sottomissione, mentre Almond è un sadico insicuro – picchia la moglie, la minaccia con la pistola. Nella sua mostruosità, il leader è invece sessualmente attratto da Fato (più avanti nel fumetto, si masturba in presenza della macchina), il supercomputer che egli ama. Visto che, come vedremo, è ampiamente chiarito che a Fato il regime ha dato una sensuale voce e identità maschile, è plausibile indice della sua irrisolta omosessualità. “Put Your Trust In Fate”, recita uno degli slogan del regime, che come tutti i fascismi, è percorso dallo spirito del proprio Ragnarok.

2. Voce.
17. Curiosamente, la traduzione italiana non solo censura la battuta volgare di Dascombe (You don’t come often in the Mouth…) ma la risposta di Almond è cambiata secondo il gusto censorio del traduttore (“sei stucchevole…”) invece di essere più rispettoso, come nell’originale (“Sì, l’hai già fatta varie volte, questa battuta…”)
18. Teatro delle ombre. Le tre grazie, Shakespeare centrale tra gli autori, incluse però le citazioni più rilevanti: Faust, Bain Nights, la rivoluzione francese, Hard Times di Dickens, Don Chisciotte, Essays of Elia di Charles Lamb, Declino e caduta dell'Impero romano di Gibson, Gulliver's Travels, Frankenstein, I'm Legend di Matheson, la Divina Commedia, Il ramo d'oro di Frazer, l'Ivanhoe di Scott, l'Iliade, From Russia with Love, l'Odissea, V di Thomas Pynchon. Ognuno di questi c'entra con l'opera.
La cultura è definita, per il regime, una “Death Rose”. Nella rinascita di Eve V. pianifica la rinascita della Rosa. 
21. Sul treno dove rapisce Prothero, V. lascia una rosa V-iolet. Finch dice “credevo fossero estinte con la guerra”.
22. V. non ha ucciso il macchinista. Spietato, ma solo con i membri del partito fascista.

3.Vittime.

23. Si vede già la V, ma il nome non attecchisce ancora, nemmeno nell'Inner Circle del fascismo.
25. Molte citazioni cinematografiche, come prima letterarie. Marx Brothers, Curse of The Cat People, Annie, Waikiki Wedding e altri. Meno immediate come citazioni di quelle letterarie, pur sempre azzeccate.
27. Eve racconta la sua storia. Nata nel 1981, nel 1983 i laburisti vincono le elezioni. Nel 1988 olocausto nucleare, l’Inghilterra è salva perché fuori dal gioco.
Nel 1991 muore la madre di Eve, nel 1992 i fascisti vincono, nel settembre 1993 il padre è deportato come socialista (assieme alle etnie non bianche e, formalmente, gli omosessuali. Sappiamo già che molti, nascosti, si salvano).
28. Eve va a lavorare nella fabbrica di fiammiferi Lucifer. Decadenza totale del principio femminino.
30. Dopo aver trovato la V. nel cerchio, anche il regime impara a chiamarlo V.. Il leader punta a creare il New Order; Finch è scettico. Il computer Fate è il pilastro di questo nuovo ordine. Appare evidente che Moore usa la metafora del nucleare per descrivere un regime possibile molto più in continuità col nostro presente che post-olocausto (lui stesso ironizzerà “che io sappia, non è possibile sopravvivere a una guerra nucleare globale”). Il Norsefire ha come proprio simbolo una N nel cerchio.
31. “è il melodramma, Eve”. “Per te è molto importante questa cosa teatrale?”
32. V porta Prothero nel Teatrino delle Ombre Platonico: è la propria prigione che viene rappresentata a chi vi entra (come, per Eve, la casa felice “prima della guerra” è la prigione in cui è iniziata la di lei morte e rigenerazione…). Egli lo porta a Larkhill e gli fa rivivere il suo ruolo da capo del campo, ma al posto dei prigionieri brucia le sue bambole (su cui egli si è fissato, ovviamente, per compensazione dell’orrore che ha causato) e lo conduce alla follia.

4. Vaudeville

31. Tra i cartelli teatrali, in primo piano il Macbeth. Appropriato: il tiranno condannato dal fato alla sconfitta, ma che cerca di ribellarsi al suo destino.
32. Larkhill è collocata nel 1993.
33. V e Prothero simboleggiano qui le due maschere contrapposte di Commedia e Tragedia.
34."You had a Queer sense of humour", dice V a Prothero: Queer è bizzarro, ma anche omosessuale. V. ricorda a Prothero che chiamava il braccio sperimentale “The Funny Farm”, la fabbrica del divertimento (non “Il manicomio” come in italiano). Così, implicitamente, gli ricorda che anche lui usava un “umorismo da omosessuale” (diverso da quello macho usato sul treno, giocato sul doppio senso Monkey / “uccello”).
Si chiarisce che V è il prigioniero cinque, ovvero appunto V.
35. "New Scotland Yard": i lettori di Dylan Dog conoscono bene questa immagine (senza guardia nazista).
36. Il capitolo si chiude “non sarà più la stessa cosa”: l'incrocio dei palazzi forma una V; i tubi all'interno una F. "Verum" (citato nell'opera) / False?
5. Versioni.

37. Dodici dic. 1997. Prima versione del Leader del Norsefire, che si chiama Adam (Adamo, simmetrico Eve) Susan. È un fascista in senso romano. La forza viene dall’unità.
38. Uomo inetto, egli è privo di pulsioni sessuali (leader del fascismo, le soddisferebbe facilmente) tranne per Fate, il computer che permette il controllo totalitario dell’inghilterra (In inglese, è femminile). Cita Machiavelli: il Leader che non dev’essere amato, ma Temuto.
39. Seconda versione: V.
40. V rinnega la Giustizia (Adam l’ha fissata recandosi da Fate: è un simbolo della sua essenza androgina) per la Vendetta, e si proclama Anarchico. La V for Vendetta è simmetrica all’A di Anarchia. Fa quindi saltare la statua della giustizia.
41. Nuova amante: Anarchia (la A nel cerchio, invertita nella V for Vendetta: anarchia solo distruttiva, per ora).
42. Epilogo: Finch scopre "uomo della cella cinque".
43. Eve fa un patto con V, dopo aver letto la citazione V.V.V.V.V, tratta dal Faust di Marlowe, 
44. un signore che, come lei, “aveva fatto un patto”. In verità, la citazione è di Crowley.
 V è dunque il demonio, come evocato dalla forma cornuta delle V, che tenta Eve perché si ribelli ad Adam, sconvolgendo in questo modo il piano dell’Ordine che ha cercato di distruggerlo all’Inferno.
(Il rapporto tra Eve e V anticipa quello tra la giovane Robin e Batman in Miller)
Subito dopo, a confermare il senso religioso, vediamo la Cattedrale, il prossimo obiettivo.

6. Visione

45. Il Fato (che in seguito scopriremo controllato da V) ordina al Vescovo di parlare delle “Forze del male che sono tra noi” (V stesso, ovviamente). 
46 Il vescovo dopo si concede una bambina (Moore si appoggia sempre al paradigma sulla pedofilia, che in seguito si sarebbe rivelato piuttosto vero…) che è Eve stessa.
47. Il vescovo parla di pedofilia con davanti una statua mariana. Ancora più blasfemo di quel che viene dopo.
48. V parla della sua spada mentre tiene in mano una rosa. Simbolismo rosacrociano (cavaliere Kadosh della vendetta templare...).

7. Virtù
49. 20 dicembre.
50. Nel film, si vede un dipinto di Balthus alle spalle di Eve. Una citazione ambigua, che nell'originale non c'è, e Moore non approverebbe.
51. Il letto del vescovo è un pentacolo rovesciato.
53. Sovrapposizione Eve / Statua mariana, mentre il vescovo si prepara a violarla.
54. V ferma il vescovo prima che stupri Eve (l’ha reinviata a fare la piccola prostituta, dopo che ha rischiato che fosse violata e uccisa…) e si presenta al vescovo come un Uomo di Gusto e di Sostanza (simpathy for the devil), mostrandogli piccoli corni sulla maschera.
55. L’episodio religioso svela così la sostanza diabolica di V.

8. Valle
56. V palesa il suo nome anche ai fascisti all'ascolto. V nome diabolico, duplice corno. Devil / The V.
57. Appare anche visivamente la V.
58. Eric Finch s rivolge a Brian "Bunny" Etheridge. Appare una figura incerta.
59. Quinta (V) di Beethoven, è la V in codice morse.
60. "Vengo a fare il lavoro del diavolo", citazione di Manson.
61. V uccide il vescovo dandogli il corpo di Cristo, che si dovrebbe tramutare per transustanziazione (è quindi un vescovo cattolico: lo scisma anglicano, del resto ormai inutile, è finito sotto il Norsefire, che indebolisce così, con la scelta cattolica, la monarchia anglicana della debole regina sedicenne coetanea di Eve. Moore si conferma nel massonismo del suo anticlericalesimo) anche se è cianuro.
62. Ovviamente non si tramuta.

9. Violenza.
64. Eve trova sbagliato uccidere, e decide che non ucciderà più. Tutto è parte, ovviamente, della di lei formazione nel teatrino delle ombre.
65. Rose-Mary picchiata dal marito Almond ("mandorla amara"), a Kingsbridge. 
68. La dottoressa stringe la rosa fino a ferirsi. Parallelo con Rose+Mary picchiata.
69. Dominic, l’aiutante di Finch, scopre le origini di V, dimostrandosi un detective brillante.

10. Veleno.
71. Mentre V termina di distribuire le sue Rose viola al veleno, la moglie del Dito, Rose, inizia a essere spinta alla follia dalla brutalità del marito. 

11. Vortice
79. Il revolver di Almond è scarico perché la moglie Rose, che egli ha minacciato con esso, gliel’ha probabilmente svuotato.
80. Finch, amante di Delia, ha così modo di leggere il di lei diario, da quando lei giunge nel campo, nell’aprile 1993, e ottiene il suo gruppo di ricerca. Abbiamo così la certezza relativa che V non è il padre di Eve, prima che lei inizi a pensarlo. Il materiale di ricerca sono “degenerati”, ovvero omosessuali nel linguaggio fascista (una paranoia centrale in V, sebbene sotterranea).
Nei Lager il Cinque, sottoposto al composto Cinque, inizia a produrre Rose magnifiche, e coi prodotti da giardinaggio, a Natale riesce a fuggire (25 = 5X5). Egli conclude così l’eliminazione di ogni testimone per il 25 12 1997, in modo di avviare, simmetricamente, la fase finale della sua Vendetta, rovesciando l’intero regime che l’ha prodotto.
Fato non ha tracce, perché è già controllata da V. 
Finch lascia intendere che anche il diario possa essere falso, per aumentare la nebbia negli occhi del lettore; ma è invece probabile sia autentico – V è stato a Larkill, come confermano i dialoghi con le sue vittime, che lo riconoscono.

11 non è un "numero esatto": forse 10+1.

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