Intervista a Salvatore Boscaglia


LORENZO BARBERIS

Nuovo approfondimento dedicato a "Piazza d'Arte", un interessante progetto di Turismo Mondovì che mira a permettere a giovani artisti di sperimentare l'adattamento delle proprie opere al design. Qui le interviste ai quattro nuovi autori selezionati: Papito Painter, Micaela Calliero; Daniele Agueli ed Eleonora Visconti

A questi quattro nomi si aggiunge ora un quinto artista, come ospite, in un gemellaggio tra la nostra Mondovì e la sua Ravello, nella splendida costiera amalfitana: Salvatore Boscaglia. Un ponte tra due gioielli italiani, che dimostra anche come il piccolo progetto di "Piazza d'Arte" abbia raggiunto, a suo modo, un'eco piuttosto ampia. Cogliamo quindi l'occasione per presentare l'autore con una breve biografia e con una intervista, sul modello di quella condotta con gli altri partecipanti al progetto.

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Salvatore Oscar Boscaglia nasce a Salerno nel 1983. Si dedica a studi classici, conseguendo la laurea in Archeologia e Storia dell'arte.  Dal 2008 al 2012 collabora con Francesco Mangieri, in arte Mao, scultore amalfitano, con il quale perfeziona le tecniche di scultura del marmo, lavorazione della ceramica, creta, del corallo e altri materiali.    

Nel 2013 avviene l'incontro con Manuel Cargaleiro, artista portoghese, col quale collabora per il progetto "Panchina d'autore". Durante quest'esperienza matura l'utilizzo dei colori che saranno predominanti i tutte le sue opere. Collaborazioni più recenti avvengono nel 2014 con Giulio del Vecchio per la realizzazione dell'opera "Enigma".  Tra le sue ultime opere ritroviamo la riproduzione in gesso di sezioni di scogli della costiera amalfitana.

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Una domanda introduttiva: come nasce il tuo approccio al mondo dell’arte?

L'arte fa parte della mia vita da sempre. Ero uno di quei tipici bambini che durante le lezioni a scuola disegnavano.Dopo una pausa adolescenziale e il conseguimento della Laurea in Archeologia e Storia delle arti comprendo che il mio interesse non è volto al ritrovamento o al restauro ma alla creazione dell'opera.

Come nasce questa ricerca in particolare per "Piazza d'arte", e perché l’hai scelta come più adatta alla trasposizione in un “oggetto d’arte”?

Ho deciso di utilizzare le mie opere di "Forma e Sostanza", una serie di tele rappresentanti figure geometriche intrecciate tra loro, ispirate alle teorie sulla forma di Kandinsky e a quelle sul subconscio di Pollock. L'esatto equilibrio tra la geometria (la perfezione) e il caos (lo sconvolgimento di essa, non escludendo che possa esso stesso essere perfezione).

Che tipo di oggetto d’arte hai pensato per “Piazza d’Arte”?

Per questo progetto ho deciso di creare dei tavolini i cui ripiani raffigurano appunto  "Forma e Sostanza". Mi sono sembrate le più adeguate per l'oggetto d'arte che ho scelto e soprattutto sono quelle che caratterizzano di più il mio modo di dipingere e operare.

Dopo questa sperimentazione sul design, pensi che potrai trarne spunto per altri eventuali progetti di adattamento delle tue opere d’arte? C'è qualcosa in particolare ti piacerebbe provare a realizzare?

Sicuramente mi piacerebbe continuare a confrontarmi con il mondo del design e certamente questa esperienza potrà fornirmi altri spunti per le mie prossime creazioni.

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