Artforismi.


LORENZO BARBERIS.

Comincio l'anno con una sincronicità junghiana.

Il 30 dicembre leggo via FB un interessante post di un artista che seguo, Andrea Roccioletti, dove riflette, tra le altre cose, sul concetto di immortalità digitale. Cosa resterà di noi su facebook una volta che saremo morti? Un profilo vuoto.

https://roccioletti.wordpress.com/2015/12/30/nessuno-escluso/

Rispondo con un commento:

"Ricordo un vecchio episodio di Max Headroom su un santone cyberpunk che fingeva di garantire l'immortalità digitale e, ovviamente, realizzava invece dei duplicati di basso livello delle persone defunte, che dopo un po' andavano in loop.

Magari, per chi di noi resiste altri 10 anni, potrà esserci un app che simula l'immortalità su facebook (per me è facile, basterebbe un programma che, all'infinito, selezioni casualmente ogni settimana un paio di fumetti, un paio di pittori, un paio di illustratori e li riblogghi commentando "un lavoro interessante", "opera considerevole" e altre quattro-cinque combinazioni sul tema)."

(l'episodio è "Deities",  dalla seconda stagione, del 1987. Citando wikipedia:

The leader of the Vu Age church, who happens to be Carter's ex-girlfriend, kidnaps Max from Network 23 and threatens to erase him to prevent Carter from running a story exposing the church's claim of saving its parishioners' minds as AI constructs as false.)

Il 31 dicembre, in modo del tutto indipendente, Marco Roascio mi segnala uno suo lavoro che genera casualmente aforismi-status da "artista su facebook".
Come definirli? Autoforismi? Artforismi?

Comunque sia: con qualche personalizzazione (asciugando lo stile, come si conviene al critico, rispetto all'artista che dev'essere più estroso) è la versione beta di quello che preconizzavo.

http://www.cabalinguistica.it/arte81/cabaling_art_aforismi.html

In assoluto, il programma di Roascio non è nuovo.

L'idea letteraria risale all'OULIPO (1962) e a "macchine narratologiche" simili, magari solo ideate teoricamente, non realizzate (una di queste è quella che, in Eco, scrive il "Pendolo di Foucault").

In Italia, uno dei primi esperimenti reali al proposito è il "Papaparolibero" di Molleindustria, tre papi fa, dedicato a Woytila (2004), un generatore automatico di discorsi papali.

http://www.molleindustria.org/it/papa-parolibero/

Da allora è stato applicato a numerosi leader politici, opinionisti, giornalisti, scrittori.
In qualche modo, Calderoli ne ha usato uno realmente, un "generatore di emendamenti di Calderoli" da lui usato per produrne un milione e bloccare il governo.

Io ne adoro uno americano, del 2014, che crea delle piccole Ficciones di storie di Lovecraft.

http://www.creativestoke.org.uk/lovecraft/index.html

La cosa interessante dell'app di Marco Roascio è la sua potenziale utilità.
Se siete un artista e avete bisogno di uno "status profondo" da intervallare alle vostre opere, ma non avete troppo tempo di pensarci, vi consiglio di usarlo (magari ritoccando un poco).
Potrebbe funzionare.
Adesso ho chiesto a Marco di crearmene uno personalizzato, e poi potrei tranquillamente affidare a lui la gestione del blog.

*

E questa è la mia piccola riflessione sulla vicenda.
Oppure, come direbbe meglio di me il mio alter ego futuro:

http://www.cabalinguistica.it/arte81/cabaling_art_aforismi.html
"ragionamento notevole".

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