International Illuminati: Jain


LORENZO BARBERIS

(Disclaimer: divertissment letterario sulle note del Pendolo di Foucault).

Fa sempre piacere scoprire qualche nuova popstar illuminata, e Jain non fa eccezione.
L'unico articolo rilevante che per ora ho trovato sulla nuova rivelazione di MTV è questo:

http://www.thefader.com/2015/11/04/jain-makeba-interview

dove si sottolinea soprattutto la dimensione mondialista della fanciulla, cresciuta tra Congo, Emirati Arabi Uniti e Francia, cosa che inevitabilmente risuona nella sua musica, un mix tra pop francese e sonorità vagamente africane. Il complottismo "alla Houellebecq" avrebbe molto da dire sulla triplice sintesi proposta, e non la troverebbe casuale (in nessuno dei tre elementi).

Curiosamente, però, oltre a un immediato rimando illuminato (la A diviene immancabilmente l'occhio massonico nel triangolo, ma creando anche una rudimentale figura antropomorfa), Jain riprende dalla religiosità orientale, ponendosi come una moderna Dea Kalì.


Un'immagine poco rassicurante, a dispetto dall'allegria ostentata della sua musica: Kalì è figura distruttiva e il Kali Yuga atteso dalla destra mistica è il tramonto dell'Occidente (che prepara una dubbiosa rinascita).

Del resto, lo stesso nome Jain rimanda alle religioni orientali: lo Jainismo, risalente al 3000 AC, è un primo nucleo delle filosofie religiose indiane, con una strutturazione già molto complessa e raffinata; il suo simbolo è la svastika levogira, simbolo del culto solare. Le teorie giainiste sono compatibili - come molta filosofia orientale - con le teorie più moderne della fisica post-einsteniana sull'esistenza di multiversi, cosa che ritorna implicitamente nel video di Jain, il cui nome d'arte non sembra dunque casuale.


Nella tradizione occidentale, la figura mitologica della donna a otto arti si riverbera in Aracne, la donna ragno, tramutata nel progenitore aracnide per aver sfidato Atena nell'arte della tessitura. Figura comunque oscura, inquietante, proto-surrealista nella figurazione di Dorè che vediamo sopra.


Il video "Come" ("Vieni", rivolto a un misterioso amante) è ricchissimo di messaggi esoterici vagamente escheriani. All'inizio, la figura moltiplicata della cantante produce con l'Ombra il proprio nome sullo sfondo della villa elegante dove è ambientato il video.


Il fenicottero rosa (presente nell'Alice disney, per dire) deve avere forse un qualche rilievo, perché ritorna anche nella seconda scena, all'interno.


La canzone comincia su una tappezzeria di rose rosse, di cui la stessa cantante fa parte:

Black burn
I feel so alone
without you boy
now I 'm here
hanging out in the street
thinking about reactions over actions
walking on the sky of my dreams

In "thinking about reactions over actions / walking on the sky of my dreams" la cantante afferra nel cielo un aereo e lo devia. Fin troppo banale, ma servita su un piatto d'argento per i complottisti delle scie chimiche, la cospirazione più noiosa che esista: oltre alla scia dell'aereo, vi è una scia incongrua in cielo, volta verso l'alto.


Jain ritrae uno dei suoi duplicati e dipinge quindi uno specchio: il tema della molteplicità delle maschere dell'Io è centrale in tutti i video delle popstar illuminate, e qui non si fa eccezione. Per il complottismo illuminato standard, è un segno della frammentazione della mente della mind controlled pop star, anche se qui si unisce al senso fisico di un multiverso escheriano accennato da molti elementi.


Escheriana, ad esempio, è la scacchiera coi pezzi neri "rovesciati", ovvero disposti su un diverso piano spazio-temporale; elemento che ritorna anche nei movimenti delle molteplici copie della cantante, che spesso si muovono su piani di realtà intersecati e differenti.


Non manca nemmeno un altro elemento ricorrente nella videomusic illuminata, ovvero il tema della decapitazione.


Tutti gli altri giochi visuali (non è il caso di riassumerli tutti) insistono sul concetto di multiverso escheriano, e anche la rappresentazione di Jain come Kali viene giustificata come multipresenza contemporanea: infatti una Jain ne spinge un'altra, e questa si suddivide in molteplici altre sé sovrapposte come in un tesseract.



La scena degli alberi, che gioca sempre sul concetto di multiversi, è comunque anche una citazione di uno dei dipinti meno noti di Magritte; in una scena si cita inoltre il triangolo di Penrose, che è la versione multidimensionale del triangolo degli Illuminati.



La canzone suggerisce comunque che questo multiverso sia più psichico che realmente fisico, come è nella filosofia del Mind Control illuminato:

Take me away
from this impetuous world
leaving this jail of my mind

Anche nel punto in cui sembra parlare di un amore perduto rimasto in Africa vediamo che la cosa contiene una citazione al "To be in the sky with Diamons", come Lucy In The Sky With Diamonds (1967) dei Beatles, canzone che fa un riferimento all'LSD (Lucy-Sky-Diamonds), ripreso nel 1974 per dare il nome a Lucy, l'australopiteco donna ritrovato nella Rift Valley africana.

My soul is in Africa
with you boy
Looking at the stars
on this diamond sky
giving you my smile
so you can keep it on your mind
floating on your blazing eyes

L'ultimo verso crea un rimando a William Blake, che nella sua notissima "Tiger" (simbolo luciferiano) dice:

In what distant deeps or skies         
Burnt the fire of thine eyes?



Insomma, un'autrice complessa e raffinata, da tenere indubbiamente d'occhio.
Occhio Illuminato, ovviamente.

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