Arte al Belvedere


LORENZO BARBERIS

Si è tenuto il primo evento monregalese di Arte al Belvedere, sulla scia di quanto già fatto lo scorso anno con "Via Vico delle Arti" (vedi articolo qui), ad opera degli Amici di Mondovì Piazza e del Comune di Mondovì.

Il progetto era stato presentato nella Sala Mostre della Provincia a Cuneo (vedi qui), ma questa nuova esposizione (che ne anticipa varie altre, scaglionate al ritmo di una al mese) gode della magnifica cornice dei Giardini del Belvedere, spazio affascinante e, artisticamente, poco sfruttato in città.



Mentore dell'evento il bravo Francesco Segreti, che ha da poco chiuso una mostra al Caffé Bertaina di Piazza (locale che ultimamente, a sua volta, si è distinto per proposte di esposizioni interessanti). 

Come ho già scritto altre volte, trovo che i punti di forza di questo progetto artistico siano intanto il portare l'arte nelle strade e nelle piazze, venendo incontro al pubblico, valorizzando al contempo l'arte contemporanea e i meravigliosi spazi che vanno ad occupare. 

In più, trovo positivo il fatto che il progetto goda ormai di una certa consolidata continuità e si sviluppi in appuntamenti mensili ognuno pensato con una sua specifica identità, a partire da questo, esplicitamente dedicato all'arte giovane della città. 

L'arte, del resto, rappresenta una delle poche risorse di rivitalizzare un borgo come quello di Piazza in una crisi sempre più endemica, e che sarà comunque non facile da invertire (vedi un censimento qui).


Se al Bertaina esponeva opere in continuità col suo percorso artistico fin qui sviluppato (di cui ho parlato, ad esempio, qui), in mostra Segreti presenta alcune delle sue ultime ideazioni, legate al suo progetto satirico "Marchette", sul mondo dell'arte.

Il peso della merda d'artista, ad esempio, con cui si chiede al pubblico di stimare il peso e dunque il valore dell'opera (Manzoni junior, come noto, vendeva la propria produzione a peso d'oro, novello Re Mida). Io ho ipotizzato sulla fiducia un peso di 666 gr., essendo il denaro lo sterco del diavolo (o, appunto, dell'Artista contemporaneo, che fa poca differenza).



Una serie di cavalletti vuoti rappresentano poi l'esposizione del Transfuturismo, avanguardia artistica di stampo radicale, che direi "vuotista", l'inevitabile approdo della sintesi artistica dopo che Fontana aveva tagliato il "Quadrato Bianco su Fondo Bianco" di Malevich.






A questo spirito satirico ben si sposa anche un'opera di PWAV, giovane artista monregalese (vedi qui), che presenta in mostra, assieme ad altri pezzi (interessante il nuovo remastering dell'urlo di Munch), il suo "Selfie Hole" qui associato con quattro curatori, tra cui Sgarbi e Philippe Daverio.


Passando agli altri autori presenti, notiamo un prevalere di quello spirito pop e ironico che sembra caratterizzare questa new wave dell'arte locale, passando direttamente da un lungo dominio pre-moderno del figurativo direttamente al post-moderno del neopop, saltando a piè pari la "modernità classica" dell'astrazione tradizionale. 

In mostra ad esempio troviamo il cabalinguista Marco Roascio, di cui ho spesso parlato su questo blog, che ci ricorda che "la cultura fa volare" con una delle sue rielaborazioni di manifesti.


Ma molto pop sono anche i ritratti di animali dello special guest Luca Pelizzari (Plz), autore torinese che ama particolarmente la cornice di Mondovì Piazza, con uno stile che risente di influssi fumettistici e del graffitismo.


Al graffitismo, oltre PLZ e PWAV, rimanda anche Benji, altro giovane autore monregalese vicino alla cultura del writing.


E pop, a suo modo, è il lavoro dei Mogg, duo artistico che si contraddistingue per queste complesse e surreali macchine fisiche generate da un coacervo improbabile di elementi assemblati in precario equilibrio tra loro.



Paola Cera espone vari studi e copie d'arte, incluso quello di Giger qui sopra, e si qualifica per numerosi pezzi da un sapore decisamente più gotico; ma il rimando alla fantascienza e ai biodroidi gigeriani indubbiamente è una nota che rimanda alla popular culture.





Tra le autrici più pittoriche vi è sicuramente Emanuela Prekalori, presenza molto interessante con un'astrazione molto corposa e materica, a tratti sottilmente inquietante.


Interessanti anche i lavori degli allievi del Liceo Artistico: Elia Ballatore, che presenta un bel ritratto femminile dal sapore quasi rinascimentale, ed Elisa Chiava.




Un altro gruppo di giovani autori è quello della sezione monregalese dello IED, Giovanni Gastaldi, Matteo Cozzo e Andrea Opretti.

Molto interessanti i lavori di Giovanni Gastaldi, di cui ho apprezzato sia il bel quadro a tema tarologico, pregevole per idea e per realizzazione, ma anche le numerose invenzioni grafiche, colme di raffinata ironia:





Notevoli anche i lavori degli altri allievi dello Ied monregalese, Matteo Cozzo ed Andrea Opretti, con illustrazioni cariche di una potente sintesi grafica:








Matteo Cozzo, ho scoperto, è anche l'autore di una illustrazione usata in occasione di una recente manifestazione musicale monregalese, che mi aveva colpito per quanto fosse azzardata relativamente agli standard della "provincia profonda" monregalese: un segno di come anche qui "the times they are a-changing". Nell'arte e non solo.


E con questa nota leggermente dissacrante e disturbante (ma l'arte, in fondo, tende sempre ad esserlo) concludiamo questa breve ricognizione, in attesa delle prossime tappe del percorso dell'Arte in Belvedere.



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