Italian Illuminati: Alexia


Disclaimer: pezzo ironico, sulle note de "Il pendolo di Foucault".

Non sono mai stato un particolare fan di Alexia (mia moglie sì) ma dato che c'era un concerto facilmente raggiungibile a Ceriale non abbiamo potuto perdere l'occasione di vederla.

Data anche la locandina del concerto, quasi con occhio nel triangolo - vedi sopra - mi sono chiesto se Alexia potrebbe rientrare nei famosi Italian Illuminati. Il blog di riferimento (vedi qui), divertente anche se un po' troppo orientato in chiave clericale, non ne fa menzione. Sono stato costretto a indagare io.


Nata a La Spezia nel 1967 (li porta benissimo, la facevo mia coetanea, di dieci anni più giovane), Alexia nasce Alessia Aquilani, bel nome altamente simbolico per chi ama l'onomanzia. Il suo nome d'arte è molto semplice e riprende quello naturale, anglizzandolo come ovvio per l'unica popstar italiana che si scrive i suoi testi in inglese. Può essere curioso l'accentuare la X-cross, come avviene anche dalla posa dance assunta nella copertina del primo album, "Fan club", del 1997.



L'esordio non è precocissimo, a trent'anni: ma prima vi era stata una lunga gavetta. L'esordio come Alexia in verità avviene già nel 1989, ma nella prima versione è Alexia Cooper, e strizza l'occhio al più noto Alice Cooper. Riferimento che sarà poi tralasciato un decennio dopo. Lavora quindi col progetto rape americano ICE MC con cui realizza anche "Think about the way" che entrerà nella colonna sonora di Trainspotting (1994), primo film "laico" sull'abisso della droga e, in realtà, manifesto del nichilismo di una generazione ben più ampio di quello dei giovani tossici scozzesi.


Movenze a X tornavano anche nella principale Hit dell'album, "Uh La La La" (testi profondi, come imposti dalla dance anni '90), che raggiunge il primo posto della Top Ten inglese.





Nel 1998 segue il secondo album, "The Party", per cui Alexia realizza il suo unico videoclip illuminati-style, "This is the music I like", dove omaggia i suoi reali riferimenti musicali citando però anche il cyberpunk di moda nel periodo (Matrix è dell'anno dopo). Il videoclip si apre con "loading..." (siamo in una realtà virtuale) e Alexia evoca i cantanti che le piacciono scegliendoli dal database di un computer e facendoli apparire come ologrammi al suo fianco. Tutta nerovestita, in questa clip sembra davvero richiamare il Neo di Matrix; invece lo anticipa.


Nel 2000 è la volta di Happy, poi nel 2002 la svolta al cantare in italiano con Dimmi Come, dove appare anche una capigliatura da "Illuminata" (ovvero con un singolo occhio in vista):




Arrivata seconda a Sanremo, nel 2003 si ripresenta e questa volta vince. TV Sorrisi e Canzoni le dedica una copertina che sottolinea decisamente l'X-Cross insita nel nome.


Il cambio del genere musicale - più cantautrice, meno popstar - ovviamente si accompagna a un restringimento del pubblico. "Come Tu Mi Vuoi" (2004) ha un successo più limitato delle grandi hit del passato.



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 Nel 2005 c'è un nuovo a Sanremo con "Da Grande", dove Alexia appare assieme ad alcuni ballerini come una sorta di donna alta 50 piedi nel centro di New York; dopo una pausa (diventa mamma) nel 2008 seguirà "Grande Coraggio"








La nuova Alexia è questa, devota a una celebrazione dell'energia e del colore, dalle citazioni di Jackson Pollock e recentemente apparsa ipertatuata (un tatuaggio disegnato e cancellabile, a dire il vero). Alexia si raffigura nel tattoo come una pugilatrice in lotta con un serpente, e anche questo a suo modo è interessante.



Insomma, una popstar comunque interessante e più complessa di quanto uno potrebbe pensare di primo acchito. Illuminata? Questo solo Alexia potrebbe dirlo.


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