London Calling - Day One

Saudite triangles

LORENZO BARBERIS

Foto delle vacanze - continua.
La prima foto scattata a Londra è emblematica. Ancora dal pulmann, vediamo una torre fighissima, tutta costruita di triangoli intersecanti, che sarà un grande ascensore panoramico. Lo stanno creando, ovviamente, i sauditi, che possiedono praticamente mezza City: e l'immagine mi pare un buon segno della Londra di questi giorni.



Anche la seconda immagine, purtroppo, è un emblema inquietante. La guida giustamente non dice nulla, per pudore, ma si capisce che è successo un grosso rogo in questa struttura qua, lo Studio 338. Nei giorni successivi ne parleranno tutti i giornali. Una vecchia casa londinese andata in fiamme, una struttura ipermoderna dietro. Anche questa è una buona e terribile metafora, in fondo.


Poi arriviamo al centro per le dovute foto da cartolina.
Il London Eye mi sembra molto massonico, ma forse ho letto troppo V for Vendetta di Alan Moore.

 Big Ben Luce

Big Ben tenebra


Parliament Light 


Parliament Darkness

Il Big Ben e il parlamento a questo giro mi vengono male in foto; nella mia nullità per il fotoritocco, o elimino il cielo o la foto rimane cupissima (e il tutto ha un suo perché simbolico, forse, non so). Comunque, è certo significativo di una nazione che il simbolo della sua capitale sia la torre del Parlamento. In un certo senso, è la prova a livello archetipo che l'Inghilterra è il più antico paese costituzionale del mondo, dalla Magna Charta in poi.

(In Roma il simbolo è lo stadio dei giochi gladiatorii, a Barcellona la cattedrale, in Francia una torre di metallo dal sapore astrattamente positivistico. Direi che ha un suo senso).

 Westminster RGB
Facade







Se il Parlamento mi è venuto male, abbastanza bene invece l'Abbazia di Westminster, quella delle incoronazioni regali (da quella di Guglielmo il Conquistatore, il Natale del 1066, dopo la Battaglia di Hastings).

Praticamente collegata al Parlamento non solo spazialmente (i sindaci di Londra giurano in Westminster, e anche l'attuale, il primo islamico, l'ha fatto), rappresenta perfettamente lo stretto nodo tra democrazia parlamentare, monarchia e scisma senza riforma che caratterizza l'Inghilterra.

Qualcosa di non dissimile da quanto avviene a Torino, dove la cappella della Sindone unifica - in questo caso proprio materialmente - la cattedrale rinascimentale e il palazzo reale dei Savoia, segno di un altro intreccio di poteri (assolutismo monarchico, cattolicesimo ed esoterismo).

Canterbury mi sembra in qualche modo il polo opposto, il luogo dove l'universalismo della chiesa si era opposto all'insularismo monarchico della England Fortress, perdendo.

L'Aquila dell'Impero domina il mondo.

Rosa Rossa di Windsor.

The Battle of Britain

Churchillone

La foto al Big Ben è irrinunciabile, ma mi colpisce ancor di più la precisione e la pervasività con cui l'Inghilterra irraggia i simboli del suo potere, dalle statue onnipresenti e possenti ad ogni minima decorazione.


Davanti a Westminster Abbey c'è un college piuttosto monumentale.


A due passi da questo dualismo di potere politico-religioso, un po' defilata, c'è una terza struttura fondamentale nell'equilibrio inglese, New Scotland Yard, modernissimo pilastro orizzontale di vetrocemento, i vetri oscurati, nessuna identificazione particolare. Una polizia che con circa 30-40.000 agenti di vario livello gestisce la sicurezza di una popolazione di 8 milioni di abitanti: la prima grande, mitologica polizia moderna.



Ma tutto è compenetrazione di antico e moderno in Londra, una convivenza tipica delle grandi città, ma che mai come qui ho visto ostentata. Quello di sopra è il caso più eclatante che mi è capitato di incontrare, e che mi ha ricordato la casa del mago-scienziato Rotwang in Metropolis, ma è un segno che pervade tutta la città.

Row of Taxi
Albert and Victoria Museum


Dome



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