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LORENZO BARBERIS.

(Articolo per Margutte.com)

E' giunto al suo secondo anno il progetto P-ART, un interessante collettivo artistico che include autori monregalesi, e di cui avevamo già parlato qui, in occasione dell'inaugurazione delle loro attività.


Oggi, nuovamente presso la Meridiana, il collettivo torna con una collettiva che durerà fino a settembre, e che vede affiancarsi le sculture di Enrica Costantino e le scritture di Gianluca Moro, in una giustapposizione che non è, necessariamente, illustrazione o commento l'uno dell'altra: anche se le strutture filiformi e i brevi ed intensi brani testuali intrecciano tra di loro una sorta di dialogo, che sta allo spettatore dipanare con la sua osservazione.


Enrica Costantino, nata a Fossano, ha frequentato il Liceo artistico e successivamente si è laureata in scultura all'Accademia di Belle Arti di Torino. La sua grande passione, la montagna, l'ha portata a diventare istruttrice di arrampicata sportiva, insegnando a bambini e adulti, ma continuando a dedicarsi all'arte nel suo tempo libero creando, modificando, intrecciando e dando nuove vite alle sue forme in ferro.


Un'opera


Interazioni


Il montaggio della mostra

Le strutture di fil di ferro di Enrica sono indubbiamente affascinanti nel loro essere un'arte leggera, impalpabile, volutamente effimera. Qualcosa forse ricorda - ma in modo totalmente diverso - i Mobiles di Calder: i disegni di forme astratte prodotte sul muro in un gioco di luci ed ombre creano infatti texture visuali mutevoli e indefinite, ma comunque caratterizzate da un segno a loro modo preciso e gentile.

Enigmatici e labirintici intrichi di linee, ci interrogano, spesso senza risposta.


In mostra l'autrice ha anche esposto alcune fotografie di suoi lavori passati, lontani e ormai perduti, a creare un esile filo (anche qui) tra l'attuale produzione e quella precedente, dopo un lungo iato. Foto di ombre, e quindi ombra di un'ombra, anche queste fotografie contribuiscono al generale, quasi ipnotico senso di indeterminatezza sfumata dell'esposizione.



Gianluca Moro invece nasce a Latina e vive e lavora tra Milano e Torino. Gestisce il blog letterario Giantropomorfo - le situazioni narrative, nel quale confluisce la maggior parte dei suoi testi. Tra i suoi ultimi riconoscimenti letterari vi sono i premi Guido Gozzano, Salvatore Quasimodo, Tra Secchia e Panaro e Diana Nemorensis. Recentemente ha pubblicato 'I poeti non sanno scrivere', opera vincitrice della prima edizione del concorso Andrea Torresano.


I suoi brevi testi, appesi alle pareti e proiettati (anche qui torna il tema comune del gioco d'ombre) si intersecano bene, come detto, con le sculture dell'autrice, e sebbene nel nostro breve dialogo Enrica Costantino abbia escluso una obbligatoria connessione tra le due produzioni, diventa normale vederle interconnesse, accomunate da un certo senso di indeterminazione, una comune sospensione montaliana che crea lo specifico dimensionale di questa bella e particolare esposizione monregalese.

Un momento della presentazione della mostra, curata da Ilaria Garelli.

Non possiamo quindi che concludere invitandovi ad approfittare ancora del tempo che resta per visitare l'interessante esposizione, augurandoci che presto il progetto P-Art possa offrire nuovamente a Mondovì una delle sue affascinanti occasioni d'incontro con l'arte.


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