At the Still Point of the Turning World


LORENZO BARBERIS


Giunge al secondo anno la rassegna "Polvere di stelle", curata dal Museo della Ceramica di Mondovì (della prima, interessante edizione del 2014 avevo scritto qui) e nata dalla collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, per la quale la curatrice Chiara Bertola ha ideato, a partire dal 2004, il progetto di arte contemporanea "Conservare il futuro", che invita gli artisti a riflettere sul confine della memoria tra passato e presente.

La mostra,  curata quindi da Chiara Bertola e dalla direttrice del museo, Christiana Fissore, e patrocinata dalla Città di Mondovì e dalla Fondazione CRC, ospita opere di Carla Accardi, Franco Vimercati, Ai Weiwei e installazioni site-specific di Elisabetta Di Maggio e Hilario Isola (come quelle che si erano già avute nella prima edizione).

La mostra inaugurerà sabato 10 settembre alle 18 presso il Museo della Ceramica (a seguire una performance di Olivia Salvadori nell'altra sede, il Circolo Sociale di Lettura) e durerà per tutto questo scorcio di 2016, chiudendo l'8 gennaio 2017.

Installazione "I mani" di Hilario Isola. Foto: Maria Bruni

Il titolo "Polvere di Stelle" allude alla materia più basilare di cui è costituita in fondo ogni cosa sulla Terra, e in particolare la ceramica, la cui origine è nella terra per eccellenza. Il lavoro alchemico degli artisti, dunque, prende l'umile (da "humus"...) ceramica - come la terraglia d'uso del genius loci - e la riporta sul piano astrale, idealmente con il visionario volo di una mongolfiera monregalese.

La mostra in particolare si intitola "At the Still Point of the Turning World" ((il punto fermo di un mondo che gira), un verso tratto dal primo dei "Quattro quartetti" di T. S. Eliot, che rimanda al "punto d'appoggio" archimedeo, il punto fijo, l'umbilicus mundi, l'omphalos che permetta di dare senso al mondo. Per trovarlo, o almeno per cercarlo, la mostra fa interagire con la ceramica altri linguaggi dell'arte: la fotografia, il video, il suono. Le opere in esposizione riflettono sulla transitorietà delle cose, mettendone in luce la fragilità ma anche la bellezza - e quindi la persistenza, la possibilità di senso oltre il tempo.

Installazione "I mani" di Hilario Isola. Foto: Maria Bruni

La collezione storica del museo dialoga così con le porcellane di Elisabetta Di Maggio, pensate appositamente per l'evento (lo stesso titolo della mostra riprende quella del suo progetto "At the still point of the turning world") e quelle dell'artista cinese Ai Weiwei dal progetto "Straight", tragico e purtroppo attualissimo omaggio alle vittime del terremoto, quello cinese del 2008 in questo caso (con oltre cinquemila vittime), riproducendo i tondini in ferro delle strutture dei palazzi crollati.

Presso il Circolo Sociale di Lettura (già Palazzo del Governatore sabaudo in Mondovì) saranno presenti le ceramiche di un'autrice come Carla Accardi, recentemente scomparsa, di cui vengono presentate due sculture in ceramica policroma (i Coni e le Ricomposte tinte), le fotografie di Franco Vimercati (il "ciclo della zuppiera", 1983-1992, in 99 variazioni da Queneau minimale) e l'installazione "I Mani" di Hilario Isola, riformulata in chiave ceramica appositamente per il progetto.

Un’opera fatta di ceramica, luce e ombra: di materia e di vuoto. Lo spettatore è invitato a interagire con l’opera e a diventarne parte: nel momento in cui la sua mano impugna una piccola scultura di ceramica raffigurante un grappolo d’uva, l’ombra della scultura stessa proiettata sul muro si completa assumendo le sembianze di un profilo umano. "Mani" diviene così ambivalente, a seconda del genere associato, riferimento al femminile ai nostri arti superiori, al maschile agli Dei latini della tradizione famigliare, i progenitori ancestrali evocati in questo rito d'arte che, del resto, rimanda al primevo teatro delle ombre con cui gli antichi dei erano evocati (e che ritorna razionalizzato nel mito della caverna platonica).

Installazione "I mani" di Hilario Isola. Foto: Maria Bruni

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La mostra "At the Still Point of the Turning World" è promossa dalla Fondazione Museo della Ceramica Vecchia Mondovì, in collaborazione con il Circolo Sociale di Lettura di Mondovì Piazza, e realizzata con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, con il patrocinio del Comune di Mondovì, con il supporto di Industrial Tecnica, Airaldi Scale, Banca di Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca de' Baldi, Banco di Credito P. Azzoaglio e SilvaTeam e con la partecipazione diArchivio Franco Vimercati, Galleria Continua, Galleria Enrico Astuni, Galleria Raffaella Cortese, Guido Costa Projects e Laura Bulian Gallery.



(copertina: Installazione "I mani" di Hilario Isola. Foto: Maria Bruni)

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