4/10 = 4*10


LORENZO BARBERIS

(cover image: auguri di Antonin Laval, dettaglio)

Il criptico titolo numerico di questo post non è il segno che sono impazzito, o che sono entrato in un universo parallelo totalitario come quello di 1984, dove 2+2=5. Semplicemente, come mi ha fatto notare gentilmente l'amica e compagna di liceo Valentina, questo 4/10 inteso come 4 ottobre è per me l'anno del 4 per 10, dei famigerati "anta". Tra l'altro, aggiunge Valentina, compiuti nel 2016, che è un anno particolarmente legato al 4. 16 è 4 per 4 (il quadrato di quattro), 2000 è la potenza di quattro per il cubo di cinque (tutto molto dantesco insomma).

L'immagine di copertina, invece, non è un problema di scheda video (smettetela di dar colpi al monitor) sono un particolare degli auguri visuali che ho ricevuto da Antonin Laval, tra gli artisti della "computer art" attuale (Facebook è la vera galleria d'arte del millennio). Trovo le sue cose qualcosa di fantastico, devo decidermi a chiedergli un'intervista per il blog.


L'amico Gabriele Mefisto (non è nessuno dei due arcangeli, almeno spero) mi invita invece a una festa nella bolgia dell'Inferno di Cremona. Grazie, come avessi accettato.

Ma oltre la sagace nota di Valentina e lo splendido disegno di Antonin (e quello inquietante di Mefisto), mi giunge un omaggio meraviglioso da un amico artista e scrittore, Stefano Di Lorito, che per i miei quarant'anni mi omaggia di uno dei suoi incredibili "Anagrammi Diabolici" (attiro la sympathy of the devil, poco da fare), in cui ogni verso è un'anagramma che rivela qualcosa di me (perché, come ricordano gli antichi, Nomen Est Omen). Di un simile anagramma era, al tempo, stato omaggiato Umberto Eco, che l'aveva inserito in un suo libro, analizzandolo da par suo. Io non posso che fare altrettanto, sul blog.

Un enorme grazie a Stefano,  quindi, e qui sotto l'anagramma, che ho ovviamente analizzato. In fondo, secondo la cabala ebraica e non solo, costituisce uno specchio prezioso.

(e grazie anche a tutti gli altri cento - and counting... - che mi hanno fatto gli auguri sulla bacheca o via mail privata.)





LORENZO BARBERIS

Sbarberò Renzi, lo
snobberò, lì zarre
sbronze, l’erba, or i
lebbrosi zar, nero
bel Zorro sbrani e
or, orbi senz’erba,
là sborrino zebre.

Zarri, l’ebreo snob
le sborra zerbino,
a lor, bonze sbirre,
zero Srl, è rabbino,
Arbore le sbronzi.

Zero lire, snobbar
sbirro leòn, zebra
lebbrosa, or Renzi
narri s’ebbro zelo,
l’ira, orbe sbronze,
or è zelo nabis, brr!

Erri s’abbronzò le
bàl, Zorro in serbe
balere, or sbronzi
sbirro nel bar, Zoe
s’al berbero ronzi,
berrò selz in bar o
birra zen? Sorbole!

No sbirre, balzerò,
e Zorba sborri nel
bar snob, zirlerò e
se lì, ebbro ronzar,
belìn, Zorro serba
erba, lo sbirro zen
‘l biberon, s’è zarro.

RAI, l’orbe sbronze,
zero nobel, sbirra,
s’aborri lo zen, ber
orzo. Sberle in bar,
zebra, or sberloni,
ronze lesbo, birra.

Zorro, le sbarbine,
Renzi, borse, l’orba,
zero sberloni, bar,
or lebbrosari zen.


Berbero, son Rizla!

*

PARAFRASI E ANALISI DEL TESTO.

Il testo si compone di sette stanze che sembrano evocare una oscura profezia apocalittica su quella che potremmo definire "l'Era di Renzi", la stagione dominante in quel - in effetti decadente - 2016. L'Io lirico, che alcuni fanno coincidere - nelle intenzioni dell'autore - con Barberis (dall'affermazione iniziale: "sbarberò Renzi", come per "lo servo io di barba e capelli!", ma anche con rimando alla professione patronimica), si scaglia in una invettiva apocalittica piuttosto fumosa. Nel senso letterale del termine: i fumi dell'alcool e della marijuana sono evocati più volte come il contesto e forse gli strumenti di questo profetare delirante.

"Nel suo aspetto tal dentro mi fei / qual si fé Glauco nel gustar de l'erba / che 'l fé consorto in mar de li altri dèi", insomma, senza ambire a raggiungere, è chiaro, tali vette poetiche. Tra l'altro, Renzi era da poco stato a Mondovì, per consolidare l'alleanza coi suoi Ministri locali; quindi la connessione non è così peregrina. Altri commenti, passo passo, nel corpo del testo della parafrasi.

1. Renzi e il suo tempo

Sbarberò Renzi, lo
snobberò, lì zarre
sbronze, l’erba, or i
lebbrosi zar, nero
bel Zorro sbrani e
or, orbi senz’erba,
là sborrino zebre.

Devo proprio servire Renzi di barba e capelli! Eviterò di incontrarlo: volgari fiumi di alcool, marijuana, capoccia putrescenti (la sua miserevole corte, "nani e ballerine" potremmo dire, ma più forte), che vengano tutti sbranati da un bel Zorro vendicatore nero (nota: i più associano questo Zorro ai Cinque Stelle, o - meglio ancora - a una rinascita della destra neofascista, "nero Zorro". Cfr. Grillo: "se non ci fossimo noi, ci sarebbe Alba Dorata") e, accecati e senza più hashish, si fottano le loro panterone! ("zebra" è, probabilmente, rimando alle donne dell'élite, tutte vestite in abiti costosi ma pacchiani, spesso pelliccie di leopardo o zebra, appunto. Il più comune "panterona", efficace metonimia della riccona di mezza età vogliosa, per indicarne la natura di preda opposta al "leone" che a volte appare sempre in senso negativo-apocalittico).

2. La venuta dell'anticristo.

Zarri, l’ebreo snob
le sborra zerbino,
a lor, bonze sbirre,
zero Srl, è rabbino,
Arbore le sbronzi.

Tamarri, l'ebreo snob si fotterà che è un piacere la vostra casta di poliziotte ("Arbore le sbronzi": passo molto denso, vale in sommi capi "che siano maledette!"; Arbore è un rimando al Renzo di "Indietro tutta", anche al dio biblico, in senso cifrato "arbore", "albero", "cespuglio di fuoco": le sbronzi, cioè "le confonda", secondo antica maledizione): non ha ricchezze, ma è un Maestro di sapienza esoterica.

L'ebreo snob è, probabilmente, l'Antichristo, che fonti antiche (non prive di venature antisemite: "la sinagoga di Satana", etc.) associano all'ebraismo. Qui la citazione va vista come esoterico rimando alle antiche scritture, non per particolare antisionismo (anzi, più avanti si citano positivamente i Nabis). La povertà è simia dei, naturalmente, di quella evangelica. Alcuni azzardano paralleli col "pontifex angelicus" di allora, ma sono probabilmente senza fondamento.

3. La furia profetica

Zero lire, snobbar
sbirro leòn, zebra
lebbrosa, or Renzi
narri s’ebbro zelo,
l’ira, orbe sbronze,
or è zelo nabis, brr!

Non ci sono più soldi, bisogna districarsi tra sbirri leonini e donne vogliose ma lebbrose (magari la lebbra del XX secolo, l'AIDS): ora Renzi mi dica se l'ebbro zelo dell'ira, una cieca ubriacatura, non debba divenire lo zelo profetico dei Nabis (i profeti, nella tradizione ebraica)!

Da notare che Barberis è critico d'arte, e i Nabis sono una corrente simbolista post-impressionista.

4. Ma l'Apocalisse non arriva?

Erri s’abbronzò le
bàl, Zorro in serbe
balere, or sbronzi
sbirro nel bar, Zoe
s’al berbero ronzi,
berrò selz in bar o
birra zen? Sorbole!

Erri De Luca si è (con licenza parlando) rotto i coglioni: il vendicatore-Zorro si è perso per i bordelli della Serbia (nota: per alcuni, potrebbe qui essere un rimando all'affaire Telecom Serbia, e quindi Zorro sarebbe D'Alema più che Grillo, ma per altri elementi non convince). Zoe, adesso tu fai ubriacare i poliziotti nei bar; ma se civetti con lo straniero, anch'io mi abbandonerò ai fiumi dell'alcool, maledizione!

5. Il Cinico.

No sbirre, balzerò,
e Zorba sborri nel
bar snob, zirlerò e
se lì, ebbro ronzar,
belìn, Zorro serba
erba, lo sbirro zen
‘l biberon, s’è zarro.

Niente poliziotte per me: ballerò un sirtaki e farò sesso in discoteche elitarie, fischierò e "Zorro" mi porterà dell'erba, cazzo, e uno sbirro intelligente ma un po' tamarro mi servirà da bere (è l'equivalente del celebre "farò un club tutto mio con blackjack e squillo di lusso" di Bender).

Per molti il "Cinico" è Berlusconi, che assiste compiaciuto all'inabissarsi della nave che ha contribuito ad affondare. Per altri è Grillo, dato il "Bélin" e "Zorro" (se sciolto come il moVimento) al suo servizio.

6. La RAI

RAI, l’orbe sbronze,
zero nobel, sbirra,
s’aborri lo zen, ber
orzo. Sberle in bar,
zebra, or sberloni,
ronze lesbo, birra.

La RAI, in mano a un manipolo di ubriachi (e certo non di Nobel) va fuori dal seminato: ogni cosa intelligente viene in odio, e ci si ubriaca di birra. Risse da bar, panterone leopardate, altre risse, chiacchericcio di lesbiche, fiumi di alcool.

7. Congedo

Zorro, le sbarbine,
Renzi, borse, l’orba,
zero sberloni, bar,
or lebbrosari zen.

I cinque stelle (?: vedi nota iniziale), le sbarbine, Renzi, l'andamento delle borse mondiali, la Grande Cieca, niente più risse, andare per baretti ridotti a lebbrosari intelligenti (sottinteso: sempre le stesse cose, sempre la stessa decadenza).

Berbero, son Rizla!

"Straniero, prendi queste, che sono Rizla!"; sottinteso: davanti a questo sfacelo, facciamoci una canna. Il che può essere rifiuto, o circolare rinnovarsi del delirio profetico. E su questa nota aperta si conclude la poesia.


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