Donald Troll


LORENZO BARBERIS.

Disclaimer: satira "esoterica", sulle note del Pendolo di Foucault.

Non ho molto da aggiungere a quanto avevo già scritto sul nuovo POTUS rispetto a quanto avevo detto quando era uno sfidante, qui:

http://barberist.blogspot.it/2016/03/in-gold-we-trump.html

mentre invece, della Clinton avevo scritto qui:

http://barberist.blogspot.it/2016/06/the-empress-hillary-i.html

Inutile profondermi in analisi razionali che altri faranno, molto più bravi di me.
A guardare i primi dati aggregati statistici, appare evidente una forte polarizzazione etnica del voto, ancor più che il fattore di studi (anche se chi ha un titolo più alto tende leggermente ad aver preferito la Clinton) e il genere (anche se ovviamente le donne sono più per Hillary, gli uomini per Clinton).
Il 58% dei bianchi ha votato Trump, solo l'8% dei neri.

Per i noti paradossi della democrazia, in teoria la Clinton avrebbe vinto come numero di voti, oltre 60 milioni contro oltre 59 milioni (stando a Wikipedia).


Un suo peso particolare deve aver avuto infatti anche in questa elezione anche il Gerrymandering, di cui per la prima volta sento parlare: l'abilità di disegnare i distretti elettorali in modo di favorirsi anche in caso di svantaggio. Naturalmente penso sia stata un'arma usata dalle due parti, e comunque Trump ha vinto anche in valori assoluti. Ma la curiosità mi colpiva quindi ho riportato il fantastico schema del Washington Post qui sopra. Questo è davvero Black Magick, altro che cabala e numerologia; e non a caso oltre che da Gerry, il politico inventore sopraffino del sistema, il metodo prende nome da Salamander(ing), "muoversi serpentinamente come una salamandra".

Ma basta coi discorsi seri: aggiungiamo qualche altra curiosità.


Innanzitutto, a quanto pare siamo nel 2016 del continuum in cui Biff ha vinto sul povero Martin McFly, semplicemente Biff si chiama Trump, e ha investito nell'immobiliare i proventi delle scommesse con l'almanacco stregato.


A quanto pare, i sostenitori ggiovani di Trump hanno usato bene a suo favore i meme, in particolare Pepe The Frog, divenuto una sorta di Pepe The Trump, che a me sembra, da buon complottista, un modo di alludere a un Trump rettiliano.

Inoltre, un po' di numerologia spicciola: oggi è il 9/11, lo stesso giorno della caduta del Muro di Berlino, nel 1989. Ventisette anni dopo esatti, possiamo considerarla la data di inizio dell'edificazione del Muro di Trump (il punto, stando ai sondaggi, che ha più contribuito alla sua vittoria).

Ma 9/11 è anche 11/9 a rovescio (in inglese il contrario: "11/9 is the new 9/11").
E, in un certo senso, siamo ai due estremi della scala: il 9/11 americano del 2001 iniziò il potere di Bush Jr, che aveva vinto di un soffio le elezioni; l'11/9 segna l'avvio di un solido governo di Trump, che controlla anche saldamente il parlamento americano.

Ho guardato se avessi mai parlato di Trump "before he was cool". Sì, nel 2013, recensendo l'Avvocato del Diavolo, che già nei tardi anni '90 faceva svolgere le feste dell'anticristo incarnato in Al Pacino nei palazzi di Donald Trump.

http://barberist.blogspot.it/2013/02/lavvocato-del-diavolo.html

 "Donald si scusa, non è potuto venire" diceva una segretaria. Si vede che adesso, invece, si è degnato di raggiungerci.


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