Rogue One


LORENZO BARBERIS

Possibili spoiler: vedere prima il film.

Visto ieri Rogue One, il nuovo capitolo di Star Wars, ad opera di Gareth Edwards.
Si tratta di un prequel del capitolo IV, il primo film.
Circola online anche un utile schemino for dummies:



La storia va a risolvere uno dei grandi drammi per i nerd di Star Wars, la falla della Morte Nera
(nei due sensi, intradiegetico ed extradiegetico, del termine).

La spiegazione c'è, e va bene, anche se personalmente non ho mai trovato così essenziale giustificarla, dato che Star Wars è palesemente space opera.

In modo più implicito, Rogue One va a rispondere anche a un'altra obiezione, quella resa nota da Clerks:

https://www.youtube.com/watch?v=sR9_RN7lTEU

Ovvero: se i Ribelli sono i Buoni, perché uccidono anche vittime innocenti? La risposta è: sono i buoni fino a un certo punto, è comunque una guerra, come evidenziato dagli irregolari che vanno a formare il Rogue One.


Il problema è che in questo modo Rogue One si allontana dall'iniziale rimando all'Operetta Spaziale, per avvicinarsi a un film di guerra più tradizionale in chiave fantascientifica. Una linea evolutiva anche legittima (per certi versi, vorrebbe essere un asciugamento narrativo simile a quello operato da Nolan sul Batman filmico prima condizionato dall'estetica di Tim Burton).

Il "Rogue Trooper Movie" potrebbe funzionare su Star Wars, in quanto è un sottogenere del film di guerra, e in particolare del film della seconda guerra mondiale (Tarantino omaggia il genere in Inglorious Bastards). Dato che Star Wars è anche ascesa e caduta del fascismo in una galassia lontana lontana, la contaminazione ci sta. Ci poteva stare anche un mezzo omaggio palesato al grande Rogue Trooper del fumetto di fantascienza, ma pazienza.



Purtroppo, sviluppato sotto la bandiera Disney, il film non riesce ad essere cattivo quando dovrebbe essere, stante il mash-up di generi prescelto. Figure in sé interessanti come il ribelle con sensi di colpa ("la tua prigione la porti dentro di te") o il pilota imperiale in cerca di redenzione sono pistole di Checov che non sparano il loro colpo laser, almeno non fino in fondo.

In alcuni casi c'è proprio un set-up senza pay-off: il bel capitano della resistenza entra in scena uccidendo un compagno. Certo, per evitare che lo catturino gli imperiali: però siamo oltre perfino a Han Shot First: Han Solo rispettava un certo codice di cavalleria piratesco-letteraria. Tuttavia poi non sembrano trarsene le conseguenze, e il personaggio non ci rivela il conflitto interno che sembra divorarlo: semplicemente se ne redime senza palesarlo.


La parte di SF tecnologica in sé è molto bella, e il finale è un congegno ad orologeria ben piazzato. Dispiace un po' la carenza di tutta la parte più fantasy, che è inestricabile da Star Wars per noi fan della prima ora degli '80. Sia chiaro, è un'operazione legittima: ma chi avesse letto il Batman di Bob Kane negli anni '40 avrebbe apprezzato il Batman di Frank Miller negli '80? E qui non siamo ai livelli di una riscrittura come quella milleriana o almeno nolaniana (ma è passato in pratica lo stesso iato di decadi, dai '70 ai nuovi '10: rabbrividisco).

Per esempio, certo, ci viene concesso Darth Vader, col contagocce, ma non un duello di lightsaber, per via ovviamente della decadenza degli Jedi, che si trascinano stancamente sulla Spianata del Tempio dopo che Filippo il Bello l'imperatore li ha fatti cancellare a tradimento.

Forse questo senso di stanco declino nella forza è la parte più poetica del film, e si collega al terzo elemento importante della saga, che passa abbastanza sottotono: i cristalli kyber, la sostanza usata per le spade laser dei Jedi, e contenuta nel Tempio saccheggiato dagli imperiali, è alla base anche del laser della Morte Nera. Magari per qualche addentellato la cosa era già nel canone - sono un appassionato della saga, ma non ne sono un nerd fan - ma qui viene palesata a ogni spettatore comune, e le implicazioni sono notevoli: la Death Star è in sostanza Chaos Magick Jedi/Sith, non pura tecnologia.

Continua a non spiegarsi più di tanto (se non per ragioni narrative) l'incapacità dei caschi bianchi imperiali: anche se va tenuto conto, naturalmente, come ci segnala il lettore G.D., che non sono più i cloni ma normali reclute corelliane.



Comunque, dopo questa triplice retcon che è l'elemento più interessante, mi aspetto finalmente una retcon della Minaccia Fantasma che sveli che Jar Jar era un Sith. Qui un video su questa teoria in italiano:

https://www.youtube.com/watch?v=2l2VLzBePH8

Sarebbe una bella rettificazione, e tra l'altro un colpo di scena perfettamente simmetrico a quello che regge questo film. Bisogna o non bisogna portare equilibrio nella forza?


Insomma, un film interessante, ma il vero Star Wars degli anni '10 resta ancora imbattuto, per me, questo.

Oppure, se si voleva rendere perfetta l'opzione-nostalgia, per l'Italia si sarebbe dovuta pensare un'opzione che fondesse insieme revival di Star Wars e trentennale di Bim Bum Bam, con un Rogue Uan che lotta assieme a Paolo Bonolis contro il malvagio Lord Brandolin.



Insomma, non ci resta che aspettare il capitolo otto (se avessero sviluppato davvero i presupposti del rogue movie, non sarebbe stato male fare di questo l'Hateful Height), magari rivedendosi il sette in preparazione: di chaos magick ce n'è anche .

E, naturalmente, May The Fourth be with you.

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