Luca Rizzatello. Le groupies di Rabelais ed altri romanzi.


LORENZO BARBERIS

Luca Rizzatello è, tra le altre cose, il curatore di una pagina molto interessante di facebook, Vivere senza poesia. La pagina raccoglie delle - ipotetiche? - copertine di suoi libri, con tanto di fascetta. Si tratta di titoli decisamente interessanti, perché appaiono una sorta di perfetta parodia di cover tipiche dell'universo letterario italiano: quelle sobrie se non spartane della piccola editoria, quelle terrificanti dell'editoria a pagamento, quelle furbesche dell'editoria più commerciale, e così via. Del resto, nonostante il fortunato detto inglese "Never judge a book by its cover", sembra che il 50% dell'acquisto di un libro dipenda dal suo confezionamento esteriore.

A onor del vero, essendo la sua produzione così vasta, non so ora se Rizzatello li ha poi scritti tutti (serietà vuole che l'abbia fatto): nel dubbio, propendo per il sì. Inoltre, l'autore ne parla come di volumi reali in un sito che sembra piuttosto autorevole, in questa intervista qui.

Il gioco degli Pseudobiblia viene inaugurato da Francois Rabelais nel suo Pantagruel (1532), dove viene pubblicato il catalogo della Biblioteca dell'Abbazia di San Vittore, contenente una parodia dei cataloghi di testi teologici. I due giganti devono qualcosa all'italiano Margutte, e anche questo gioco letterario ha una sua minima fonte in Luigi Pulci, che immagina di aver letto del suo gigante anche nell'immaginario autore Alfamenonne ("che fece gli Statuti delle donne", altra opera inesistente).

Rizzatello omaggia del resto Rabelais nell'edizione riportata sopra, che ricorda certe soluzioni neo-optical di gruppi editoriali medio-grandi per vendere libri anche corposi con una sbarazzina grafica giovanilistica.


Talvolta le cover mostrano la quaresimale severità di certe piccole editrici universitarie, e questo Cyborgatari, al di là del calembour eccessivamente ardito del titolo, potrebbe essere piuttosto credibile come testo (la fascettatura, per contro, è fin troppo promozionale).


Altre volte ci pare di trovare la grafica vorrei-ma-non-posso delle edizioni ultraminori o meglio ancora dell'editoria a pagamento, i famosi APS resi celebri dal Pendolo di Foucault (1988) di Eco. Ad esempio, questa Loggia dei ripetitori sconsacrati che sembra quasi fare il verso al capolavoro della letteratura esoterica postmoderna.


O anche questo "La Spezia segreta", un classico dell'editoria di ogni piccolo centro, epigoni di Dan Brown alla ricerca del loro Necronomicon provinciale (qui da noi "I misteri di Mondovì", lo confesso, l'ho scritto io nel lontano 2005).

Se seguissi la mia personale inclinazione, riporterei qui tutto il nutrito catalogo della pagina, con tanto di commento. Ma penso che la cosa migliore sia indirizzarvi direttamente a Vivere senza poesia. Come Rizzatello ci ha dimostrato, un best-seller spesso non ha bisogno di troppe parole.

Post più popolari