Dall'Europa a Mondovì: l'Economia Circolare di Simona Bonafé


LORENZO BARBERIS

Interessante convegno quello organizzato da Mondovì a colori lo scorso venerdì 26 maggio presso il Park Hotel di Mondovì, che ha visto in città la presenza, assieme ad altri ospiti, della parlamentare europea Simona Bonafé.


Il tema dell'incontro era particolarmente significativo per una città che, come Mondovì, ha da tempo l'aspirazione a quel salto di qualità che permetterebbe la sua tradizione storica e la sua ricchezza culturale: ovvero l'importanza di collegarsi in modo sistematico ai bandi per i finanziamenti europei.


La serata è introdotta da Stefano Tarolli, candidato sindaco della coalizione del centrosinistra, che ha posto quale primo punto del suo programma, nel recente ciclo di incontri di proposta dello stesso alla cittadinanza, la creazione di un super-assessorato alla ricerca di fondi, elemento essenziale per qualsiasi strategia di rilancio. Solo una concezione sistematica dell'uso dei fondi europei può permettere di guidare lo sviluppo: non adattarsi a usare i fondi che si riescono a ottenere, ma cercare e ottenere i fondi specifici che servono alla città.


La coordinatrice della campagna elettorale Olga Bertolino ha presentato i vari ospiti e sottolineato - come già anche Tarolli - l'importanza di fare rete sia sul territorio, sia con gli altri sindaci delle Sette Sorelle del Cuneese, sia con gli enti di livello gerarchico superiore, dalla Regione allo Stato, e soprattutto ovviamente col livello europeo, da cui possono giungere fondi importanti non sempre correttamente sfruttati.


Il Sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni ha rappresentato appunto la realtà della città più simile a Mondovì fra le sette altre città del territorio cuneese. Come Mondovì, Saluzzo è una cittadina sui ventimila abitanti, capofila di un territorio caratterizzato da agricoltura di qualità e dalla presenza di "terre alte" legate all'arco alpino; anch'essa ha una nobile storia alle spalle (è, per dire, al centro dell'importante novella di chiusura del Decameron di Boccaccio, e il castello della Manta, sede centrale del FAI, è il primo grande ciclo pittorico laico del rinascimento italiano, ancora tardogotico come stile).

(Saluzzo)

Però, Saluzzo ha saputo - con Allamano prima, e ora con Calderoni - intercettare fondi europei di alto livello, seconda città italiana per capacità attrattiva a livello di Europa (vedi, qui, La Stampa). Calderoni sottolinea l'importanza di fare rete col territorio, di sfruttare i fondi specifici previsti per i distretti agricoli e in particolare per le "terre alte", che richiedono però una mentalità sinergica, e non l'isolamento e l'arroccamento su singole posizioni. Nel dichiarare il suo endorsement verso Stefano Tarolli, sottolinea inoltre come a suo avviso si debba giungere in particolare a una stretta collaborazione tra le tre città del cuneese capofila di un'area montana: il capoluogo Cuneo, la sua Saluzzo e la nostra Mondovì, mentre Savigliano e Fossano sono un polo "di pianura" e Alba-Bra un'efficientissima diade di eccellenza nelle Langhe collinari.


L'onorevole Mino Taricco, parlamentare italiano, conferma questo quadro dalla sua autorevole posizione specialmente nelle politiche agricole, di cui si occupa con riconosciuta competenza da almeno trent'anni. Egli ovviamente, dato il suo ruolo, sottolinea l'esigenza di un quadro normativo opportuno che renda sistematico ciò che adesso è frutto dell'inventiva e dell'intelligenza amministrativa di sindaci brillanti come Calderoni - e, implicitamente, nei suoi auspici Tarolli... - ma per intanto è necessario porsi nelle condizioni preliminari per questo salto successivo, a cui dovrà dare una risposta la politica nazionale. Mondovì deve così tornare ad essere la capofila dell'area di 80.000-100.000 abitanti che insiste su di essa (all'interno magari della macro-area ipotizzata poi da Calderoni), in un progetto che riprenda - e però, ormai, superi, nella nuova epoca in cui viviamo - il comprensorio pensato ai tempi dalla DC di sinistra che un tempo ormai lontano governava la città.



Taricco conclude con una bella metafora, mutuata dalla Scuola di Atene di Raffaello, dove Platone (che è poi, aggiungiamo noi, Leonardo) indica il cielo, mentre il suo allievo Aristotele indica la terra, secondo il noto dualismo dei due filosofi. L'amministratore ideale della città ideale deve coniugare questi due elementi, sogno e idealità alta con concretezza e collegamento alle esigenze reali della città. Naturalmente, questo bene si associa col programma di Tarolli, che presenta la novità di una strutturazione triadica tra un "livello verde" di opere di immediata realizzazione a costo zero, "livello giallo" di opere intermedie e "livello rosso" di interventi importanti ma per cui, appunto, si deve operare questo impegnativo lavoro di ricerca fondi.


L'onorevole Simona Bonafé, parlamentare europea, conclude l'incontro sottolineando a sua volta l'importanza di un progetto sistematico di ricerca fondi, soprattutto nei confronti dell'Unione Europea che è ricca di progetti al riguardo, e in particolare presenta il concetto di Economia Circolare che le è caro, e che se da un lato si collega ad un'idea di riuso dei beni per evitare la produzione di rifiuti e sopperire alla carenza di materie prime evitando sprechi, è in realtà un progetto più ampio per il raggiungimento dell'ecosostenibilità del sistema economico, che attualmente - a livello globale - consuma due volte e mezzo le risorse che la Terra produce, ogni anno. Un sistema più virtuoso è anche, quindi, un sistema più efficiente e più competitivo.

Insomma, un'occasione interessante di incontro e approfondimento, in grado di offrire una prospettiva ampia e a più livelli su temi che nell'immediato futuro diverranno sempre più stringenti e vitali.

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