Impegno Civico 2.0



LORENZO BARBERIS


Come tutti i monregalesi sanno, la prossima domenica 11 giugno 2017 si terranno le elezioni per la città di Mondovì. Come credo sappiano i lettori di questo blog, appoggio la coalizione che sostiene Stefano Tarolli, il candidato sindaco del centrosinistra cittadino. Voglio dunque, articolare sinteticamente  le ragioni per cui votare me, la Lista Civica cui appartengo e Stefano.

In ogni caso, invito soprattutto ad andare a votare, anche se con un’opzione diversa dalla mia. Il voto è una piccola possibilità di incidere sul governo della cosa pubblica, ma mai come nelle elezioni comunali diventa rilevante e significativo. Quindi, andate a votare, e fatelo in modo coscienzioso e incisivo.

1. Perché Stefano Tarolli



Stefano Tarolli è il più giovane candidato sindaco nella competizione, ancora nei suoi trent'anni, e al contempo quello con la maggiore esperienza politica, essendo da dieci anni consigliere di opposizione (oltre che avvocato e manager sportivo). Si tratta del candidato di un possibile cambiamento rispetto alla Mondovì attuale - "città spenta" secondo lo stesso centrodestra che ha governato per quasi un ventennio. 

Stefano ha saputo dimostrare, da tempo, di essere in contatto con la realtà del centrosinistra nazionale: oltre all'esplicito endorsement di Beppe Sala (vedi qui), il sindaco di Milano artefice dell'Expo, Stefano ha organizzato un convegno monregalese in grado di riunire intelligenze e competenze nazionali per riflettere sul suo progetto più ambizioso: una ricerca mirata dei fondi europei indispensabili per far crescere Mondovì (vedi quanto ne ho scritto qui: http://www.margutte.com/?p=23050)

Appare significativo, tra l'altro, che nonostante Stefano sia chiaramente il candidato del centrosinistra, anche parti avanzate del centrodestra, come Mondovì Futura, filiazione monregalese del Think Tank "Italia Futura" fondato da Luca Cordero di Montezemolo nel 2009, abbiano indicato proprio lui come sindaco "di cambiamento" (vedi qui).

Inoltre, la campagna di Tarolli - su toni propositivi - è stata la più intensiva: due giri per complessivi cinquanta incontri con i vari rioni e frazioni di Mondovì, uno di "andata" e, ora in corso, un "ritorno" ancora più intenso, con incontri aumentati e una presenza costante anche in un "quartier generale" nella centralissima San Pietro 1, a Breo. Un impegno che è il chiaro riflesso del tipo di impegno che Stefano metterebbe anche nell'incarico di Sindaco, impegno che, come ha sempre dichiarato, attuerebbe realmente a tempo pieno.


2. Perché Mondovì a Colori: un progetto dettagliato e coeso.


La competenza amministrativa di Stefano si riflette nel programma della coalizione "Mondovì a Colori" - il più ampio tra quelli presentati (qui lo si può leggere e scaricare), ma soprattutto l'unico articolato in una precisa e dettagliata lettura "cartografica" del territorio, e l'unico a identificare tre livelli di intervento per ogni rione della città: livello verde per gli interventi immediati, arancio per quelli di medio livello, e rosso per quelli più impegnativi e quindi di lungo termine. Una strutturazione innovativa per il monregalese, in questa e in altre elezioni, che cerca una sintesi tra concretezza e visione ad ampio respiro (qui, nella prima parte dell'articolo, propongo una estrema sintesi schematica del programma nel suo insieme).



2.1. Perché Mondovì a Colori. Un progetto culturale.

Ma, passando a quanto mi riguarda più da vicino, apprezzo soprattutto il centrale e credibile progetto culturale sulla città. Naturalmente il programma è ancora più ampio (e già il dettagliatissimo programma urbanistico è, in sé, un grande progetto culturale civico): qui cercherò di evidenziare come il "piano culturale" vero e proprio vi abbia comunque un ruolo preminente.





(mappa generale di Piazza e dettaglio della Cittadella)

Al centro di questo programma di rilancio culturale vi è ovviamente Mondovì Piazza, e in particolare la Cittadella, che ha ottenuto un super-livello unico in blu. Ne ho scritto qui, nella seconda parte dell'articolo: "Emergono alcune idee forti, improntate tutte a una netta valorizzazione culturale: l'estensione del Museo della Stampa in Museo del Libro; la Biblioteca all'ex Tribunale, anche come presidio di una presenza architettonica forte, l'ex collegio gesuita della città (tra l'altro con il più vasto ciclo di meridiane storiche esistente, realizzato per fini scientifici nel '700). E anche l'idea di un recupero del Teatro Sociale come polo dedicato al teatro e alla musica, idea già anticipata durante la recente serata Luigi Tenco" (di cui ho scritto qui).


Per Breo, il rilancio passa per "la riqualificazione del Piazzale dei Ravanet, il rilancio di Via Beccaria, l'arredo urbano per Via Sant'Agostino, mercatini tematici nelle piazze che si aggiungono al mercato di Piazza Ellero": quindi ovviamente in connessione con la natura di "centro commerciale naturale" del secondo centro storico di Mondovì. Una vocazione che, però, a mio avviso, deve essere associata a una proposta in senso ampio "culturale", con eventi musicali, letterari, artistici, come del resto già fatto in modo autonomo da varie attività commerciali, specialmente le nuove librerie apparse negli ultimi anni.


Anche per Carassone vige un discorso di valorizzazione culturale; anche tramite il necessario collegamento con gli altri rioni, da rafforzare, non solo nel senso strettamente edilizio, ma nel senso anche a mio avviso di una sinergia maggiore nella promozione. "In uno sviluppo complessivo del rione sarà poi necessario far nascere un progetto di recupero che riguardi l’area dell’ex fabbrica ‘La Vittoria’ e quella del ‘Follone’ (eventualmente anche mediante forme di co-working) nonché trovare una soluzione definitiva riguardo alla Chiesa di Sant'Evasio", recita il programma, identificando anche qui un importante polo di intervento storico-artistico.


Per il Borgato il piano di Tarolli prevede innanzitutto interventi di collegamento, ma naturalmente è centrale il riconoscimento di "centri aggregativi (e aziende) di primissimo livello". Il Borgato, infatti, è a mio avviso centrale da reintegrare in un piano di promozione cittadina, non fosse altro per la presenza di uno dei due cinema della città, il Bertola, quello più storico (in tempi recenti), da pochissimo riaperto e da valorizzare come presidio culturale importante.


2.2. Perché Mondovì a Colori: la nuova centralità dei Piani, cultura sportiva e "porta della città".


Come residente da sempre dei Piani (prima Altipiano, poi dal 2008 Ferrone), non posso non apprezzare il fatto che il progetto di Stefano Tarolli punta a ridare una centralità, nel quadro complessivo, al complesso dei Piani, la "Mondovì del futuro" come la definiva il Piano Regolatore del 1917 che li andava a ideare, cento anni fa. L'Altipiano "è il rione più popoloso di Mondovì, ma anche il più dimenticato", sostiene Tarolli, che ha dedicato a questa vasta zona un intenso intervento in campagna elettorale. Tarolli, che viene dal mondo dello sport, pensa soprattutto e giustamente a un tessuto di questo tipo nel dare identità al rione, ricorrendo a una "palestra polifunzionale che costituirà il secondo centro aggregativo del rione e risolverà l’annoso problema delle palestre in città". Altrettanto importante mi pare l'idea di un progetto per portici leggeri in Corso Italia, che verrebbero a dare la giusta dimensione commerciale all'asse portante del quartiere. E anche qui, poi, bisognerebbe ragionare di eventi diffusi per valorizzare il nuovo "centro culturale naturale": come per Breo.

Io personalmente credo inoltre che massima attenzione andrà posta alla valorizzazione della zona della Stazione Ferroviaria, che è un vero portale d'accesso a Mondovì, e che ora è - per cause che trascendono il comune: ma su cui si deve intervenire - in condizioni problematiche, che potrebbero essere risolte e ribaltate in positivo appoggiando l'azione di una associazione preziosa come MondoQui, che lavora per la sua riqualificazione.



Per il Ferrone, in modo parallelo, "molta attenzione sarà data alla Piscina Comunale, che sarà oggetto di un progetto articolato di straordinaria manutenzione e sarà affiancata da una nuova vasca scoperta da 50 metri in grado di rendere quello di Corso Europa un polo natatorio più moderno e funzionale". 

Una loro importanza, sul profilo culturale, possono assumere in questo rione il complesso di cappelle campestri, come San Bernardo e San Bernolfo, che ho più volte presentato in articoli sul blog, su vari siti e dal vivo - e che andrebbero inserite in un percorso di "museo diffuso" cittadino, come - per dire - la ben più nota San Pietro oppure Sant'Evasio di Carassone, parimenti da "recuperare".





Anche per Via Cuneo e per Sant'Anna Mondovì a Colori ha pensato ad un progetto di riqualificazione, considerando anche il loro ruolo di "porte della città" in un arrivo in automobile, simmetriche al ruolo dell'Altipiano come porta d'arrivo ferroviario.


3. Perché la Lista Civica: un polo "laico" per il nuovo centrosinistra monregalese.

Nel progetto di Stefano Tarolli confluiscono tre liste: il Partito Democratico, che costituisce un ineludibile polo politico nella costruzione di un centrosinistra cittadino; il progetto di Innoviamo Insieme, che ha costituito l'ossatura del progetto di Mondovì a Colori, e la Lista Civica a cui appartengo, che rappresenta la lista della "società civile" in appoggio specificamente a Stefano Tarolli da una posizione "laica". Io mi sono candidato qui, poiché, come ho detto, il mio impegno nasce dalla conoscenza e dall'apprezzamento per Stefano.

Perché votare la Lista Civica per Tarolli? Perché è importante, a mio avviso, rinforzare la "componente civica" e quindi "laica" dello schieramento, evitando lo schiacciamento su pur rispettabilissime posizioni partitiche: un elemento che era stato un punto di forza cercato già alle passate elezioni, e che oggi - in un progetto anche più snello e più efficiente - può acquisire ancora maggior valore.


All'interno della Lista Civica, poi, credo di  rappresentare bene le istanze culturali del programma della coalizione, che ho studiato con grande interesse (confrontandolo con quelli degli altri candidati), come ho cercato di illustrare sopra: il lettore monregalese del blog sa che non è una “passione civica” fiorita sotto elezioni, e che, comunque vada, il mio impegno culturale per la città continuerà sia in forma di un eventuale impegno consigliare, sia da privato cittadino.




Personalmente vi suggerisco anche di approfittare anche della nuova possibilità della doppia preferenza di genere, un uomo e una donna purché all'interno della stessa lista. Se la preferenza è il modo più incisivo di influire sulla politica della propria città (ci sono elezioni a consigliere che davvero si giocano sul singolo voto), la doppia preferenza di genere è a mio avviso una novità positiva, che permette di bilanciare una politica ancora troppo “al maschile”. A questo proposito, io consiglio di votare Laura Baracco, che è in lista con me e che - oltre a poter rappresentare questa presenza femminile - si occupa di sanità, un settore fondamentale nel governo della città.

*

L’importante, comunque, è votare; il diritto-dovere fondamentale su cui si basa la nostra democrazia. Votate in modo informato: leggetevi i programmi, ascoltate i candidati. E votate in modo incisivo: scegliete un sindaco, una lista, due consiglieri (un uomo e una donna), cercando di convogliare i voti su qualcuno che vi sembri davvero competente e interessato ad occuparsi della cosa pubblica.

Dal 25 giugno 2017 avremo così un nuovo Primo Cittadino, un nuovo Consiglio, una nuova Giunta. Chiunque siano, auguro loro il miglior lavoro possibile; e auguro loro di essere stati confermati da un voto ad alta partecipazione popolare, che legittimi in massimo grado il loro successivo operato. Auguro che il governo della città sia il governo di tutti, e non solo quello di una parte politica; e che, comunque vada, tutti collaborino, ciascuno a suo modo e nei suoi ruoli, amministratori della cosa pubblica o di nuovo semplici cittadini, al bene della città. Perché solo con un impegno civico costante e coeso Mondovì potrà seriamente affrontare i difficili anni che ci attendono: ricchi di insidie e di sfide, ma anche ricchi di occasioni e possibilità. Il nuovo governo cittadino – sindaco, assessori, consiglieri - ha un ruolo e un compito determinante per i prossimi cinque anni della città: sceglietelo, e sceglietelo bene.

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